Torino-Genoa, ultima vittoria rossoblù nel 2009. Da Cerci a Belotti, emozioni granata

Verso il match, i precedenti / La tradizione granata contro il Grifone è più che positiva all’ombra della Mole

di Lorenzo Chiariello, @lorechiariello

STORICO

Ancora a caccia della prima vittoria stagionale all’ombra della Mole, il Torino si appresta ad accogliere il Genoa. L’appuntamento è per sabato 13 alle ore 15:00. Per i granata, il bilancio in casa contro il Grifone può dirsi certamente positivo: su 52 incontri giocati in terra piemontese, dalla prima volta in Serie A datata 23 marzo 1930, il Toro ha raccolto 32 vittorie e 14 pareggi sul proprio campo, cedendo il passo ai liguri solamente 6 volte.

Negli ultimi 12 anni, l’Olimpico Grande Torino è stato una vera e propria fortezza per i granata. L’ultima sconfitta incassata dal Toro risale infatti al 24 maggio del 2009, ma porta con sé un sapore decisamente amaro.  Alla 37^giornata di campionato, l’incornata di Milito all’89’ sotto la Maratona, con cui l’argentino siglò la doppietta, fissò il punteggio sul 2-3 finale dopo le reti di Franceschini, Olivera e Bianchi.

Il finale di quel match verrà sempre ricordato per la rissa scaturita dopo il triplice fischio. Tra provocazioni e modi poco cordiali, le due squadre dettero il peggior esempio possibile. L’episodio costò caro ai granata, all’epoca allenati da Camolese, che si ritrovarono all’ultima giornata decimati dalle squalifiche a lottare per non retrocedere in una gara da dentro o fuori con la Roma. L’epilogo fu una triste retrocessione.

TORINO – GENOA 2-3 (1-1)

Torino: Sereni, Ogbonna, Franceschini (al 75′ Ventola), Pisano, Colombo, Dzemaili, (al 51′ Säumel) Barone, Rubin, Rosina, Stellone (al 10′ Abate), Bianchi. A disposizione: Calderoni, Dellafiore, Diana, Vailatti. All.: Camolese.
Genoa: Rubinho, Papasthatopoulos (al 46′ Jankovic), Ferrari, Bocchetti, Criscito, Rossi, Juric, Motta, Mesto (al 76′ Milanetto), Olivera (al 58′ Sculli), Milito. A disposizione: Scarpi, Van den Borre, Modesto, D’Alessandro. All.: Gasperini.

Reti: Milito 33′ rig., 89′ (G), Franceschini 41′ (T), Olivera 50′ (G), Bianchi 51′ (T).

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  1. Ardi - 2 settimane fa

    Ot

    Il derby. Come s’infiammava la città quando alle porte c’era Juventus-Torino o viceversa. La Juve vinceva ma anche il Torino poteva dire al sua, in campionato come nella stracittadina. Erano loro i veri nemici dei bianconeri. Oggi gli juventini sono ancora gli avversari per antonomasia dei granata, ma a parti invertite non è più così. Il vero nemico della Juve è l’Inter, soprattutto per quanto successe durante Calciopoli e la retrocessione della squadra bianconera. Adesso ogni scontro diventa un caso, spesso pessimo, perchè vanno bene gli sfottò, mandarsi a quel paese sugli spalti, ma gli insulti in campo non sono proprio un bell’esempio per due top club. La mancanza del pubblico annulla le coreografie e tutta l’attenzione viene concentrata in campo, per cui ogni parola viene pesata e misurata, passata al setaccio per poi andare a creare una prova dal Giudice Sportivo.
    I tifosi juventini e probabilmente anche giocatori e dirigenti non vedono più il Toro come nemico numero uno, sempre sospeso tra metà classifica o parti basse della stessa, per dirla tutta quasi provano un po’ di pena, e vanno pure sui forum dei granata a dire che anche loro stimano Belotti. Ma questa benevolenza non è poi così positiva, perchè significa debolezza da parte granata.
    Il Toro deve tornare ad essere il nemico numero uno della Juventus, sempre nei limiti della sportività e senza violenze gratuite, ma la Juventus un giorno dovrà di nuovo temere i cugini nello scontro diretto, perchè anche se i granata non saranno in lotta per lo scudetto, potranno creare fastidio e portare via punti importanti. Fonte TMW, grazie benefattore per l umiliazione più grande di tutte le umiliazioni che ci hai donato

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  2. christian85 - 2 settimane fa

    Dovessi fare un confronto/paragone tra quel Toro di Ventura e questo, posso addirittura dire che questo di oggi sulla carta non è niente da meno rispetto quello del 2014.

    Analizzando le rose : Bremer sarebbe il nostro Glik, Belotti il nostro Immobile, Izzo il nostro Moretti e via dicendo… potrei anche dire che se le cose funzionassero nel verso giusto, Verdi poteva essere ancora meglio di Cerci… invece purtroppo…

    Cosa cambiava ?

    Cambiavano le MOTIVAZIONI, una squadra operaia quella di Ventura che combinando un po’ di grinta e un po’ motivazione di gruppo, qualche bello sfizio ce lo eravamo tolti.. ed è quello che manca ormai da 2 anni purtroppo.

    Con Nicola si spera di ritrovare quel Toro operaio, perchè se confrontiamo davvero le due rose, forse quella di adesso potrebbe essere anche più forte,ma come sempre dico, sono le motivazioni a far la differenza.

    In ogni caso, spero di poter rivedere ancora un Toro 2 Genoa 1, quel Toro capace di far esplodere di gioia la tifoseria granata.

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    1. GlennGould - 2 settimane fa

      Vero.
      Ricordo che quel match come una delle gioie più grandi, fra quelle recenti.
      Mi trovavo alla “cricca”, noto raduno di tifosi granata, e al gol di Cerci scoppiò un casino assurdo, tutti a urlare e correre. Bellissimo!

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    2. Toroperduto - 2 settimane fa

      Facciamo sempre del calcio la conta delle figurine?

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      1. Toroperduto - 2 settimane fa

        E comunque
        Glik meglio di Bremer
        Immobile meglio di Belotti
        Moretti va bè lasciamo stare fuori concorso.
        Cerci va bè dai imbarazzante il paragone con Verdi.

        Dai va bè se vuoi scherzare bene se parliamo di calcio dai per favore

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        1. christian85 - 2 settimane fa

          Facile fare 30 gol quando la metà sono su rigori e facile soprattutto quando una come la Lazio è protetta, basti vedere come ci hanno trattato infatti all’andata quest’anno. Vediamo Ciro in questa squadra e con questi problemi come se la sarebbe cavata.. ah e per la cronaca i FATTI dicono che Immobile in Nazionale è una merda.. e non lo dico io.. ma i FATTI, poi se pee te Ciro è più forte del Gallo, ben venga, ma ti assicuro che da solo quest’anno Immobile non farebbe nemmeno la metà di quello che fa Belotti e Immobile non ha il fisico per tornare a difendere o a fare il cc, come sovente capita di fare al Gallo.

          Seconda cosa, Glik all’età che ha ora Bremer era uno scarpone, lento e impacciato, ce ne son voluti di anni che si affermasse.. Bremer ha già fatto vedere di che pasta è fatto, vediamo tra 2/3 anni dove sarà, poi ne riparleremo.

          Su Cerci e Verdi, ho soltanto detto che il Verdi visto a Bologna, tra assist e gran gol in punizione era un bel cliente per i difensori, tecnicamente ok Cerci tutta la vita, ma a oggi Verdi sarebbe l’unico che si avvicina.

          Se poi non sei d’accordo tranquillo che il panino con il salame me lo mangio lo stesso

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