Toro News
I migliori video scelti dal nostro canale

Pagelloni

Torino, il pagellone di fine anno: Vagnati 6.5, il perché di una sufficienza abbondante

Torino, il pagellone di fine anno: Vagnati 6.5, il perché di una sufficienza abbondante - immagine 1
L'analisi della stagione, la seconda completa dietro la scrivania del Torino, del responsabile dell'area tecnica granata

Terminata la stagione, su Toro News torna l'appuntamento con i pagelloni di fine anno: a ogni giocatore assegneremo un voto che riassuma la stagione 2022/2023. Buona lettura.

I compiti di un responsabile dell’area tecnica quale Davide Vagnati spaziano su moltissimi fronti, ma nel momento in cui si deve tracciare un bilancio stagionale è ovviamente il calciomercato a catalizzare l’attenzione. Tenendo sempre presente che tutto parte dal budget e dalle indicazioni provenienti dal presidente Cairo, nel valutare il lavoro del direttore occorre rispondere ad alcuni quesiti: si è operato in sintonia con l’allenatore? Sono stati scovati buoni giocatori a prezzi ridotti? Si è riusciti a lavorare con lungimiranza e in ottica futura? E’ stata costruita una squadra completa e con tutte le caratteristiche che servivano?

Valutando tutto a bocce ferme, è chiaro che non tutto è filato liscio fin dall’inizio e l’episodio celeberrimo della lite con Juric è la spia di questo fatto. In particolare, un anno fa a far perdere la pazienza al tecnico era stato il fatto che il Toro arrivò a fine luglio avendo innestato solo Radonjic e Bayeye a fronte di numerose partenze eccellenti. E se è vero che le tempistiche del mercato sono in gran parte determinate dal presidente, che decide se e quando sbloccare gli investimenti, è anche vero che sta anche al direttore sportivo in certe occasioni trovare delle soluzioni giuste a buon mercato per mettere l’allenatore nelle migliori condizioni possibili.

Torino, il pagellone di fine anno: Vagnati 6.5, il perché di una sufficienza abbondante- immagine 2

Tuttavia, se a Juric va riconosciuto di aver saputo tirare fuori una stagione migliore (anche se di poco) della precedente con una squadra cambiata nella sua spina dorsale e costruita in ritardo, a Vagnati va dato atto che in qualche modo è stato formato un gruppo che ha ottenuto più o meno quello che valeva, un decimo posto che avrebbe potuto essere ottavo o nono, come dimostrano alcune ricostruzioni basate sugli expected points. Il Toro 2022-2023, tra operazioni di mercato positive (come l’aver convinto uno come Schuurs, abituato a palcoscenici di altro livello) e altre meno (Bayeye scommessa non vinta), era più o meno sullo stesso livello di quello del 2021-2022 e a un certo punto ciò non era scontato.

Più in generale, nell’arco di due anni il Torino ha vissuto un notevole processo di trasformazione che ha portato a uno svecchiamento della rosa, all’abbattimento del monte ingaggi, al ripianamento del rosso di bilancio e alla costruzione di fondamenta interessanti. Per questi motivi Davide Vagnati merita una sufficienza abbondante. Il Torino ha seminato ma ora è chiamato a raccogliere risultati concreti e il contributo del responsabile dell’area tecnica dovrà essere determinante.

tutte le notizie di