Torino, Kamil Glik diventerà una bandiera?

Torino, Kamil Glik diventerà una bandiera?

Presto per dire cosa sarà del difensore polacco, ma i presupposti ci sono tutti: il capitano incarna quel “granatismo” che tanto fa sognare i tifosi

di Diego Fornero, @diegofornero

Vestire la fascia di capitano del Torino non è una cosa da tutti, come del resto non lo è essere del Toro. Un motto, questo, ripreso spesso dai tifosi, che l’hanno fatto proprio su magliette, gadget e social network. Fa sorridere, a volte, pensare che colui che maggiormente ha incarnato questo ideale di “granatismo”, negli ultimi anni, sia arrivato dalla fredda Polonia, passando da Palermo e Bari, giungendo al Torino come un onesto gregario di belle speranze, e giungendo a vestire la fascia da capitano all’addio di Rolando Bianchi.

Kamil Glik, al di là di qualsiasi questione tecnica, ha acceso il cuore dei tifosi: sarà per la sua genuinità, per la sua combattività, per la sua schiettezza. Di queste sue tre stagioni in granata, con la quarta all’avvio, tutto si può dire, tranne che dal polacco sia venuto meno l’impegno, e la voglia di crederci fino all’ultimo. Nel suo stile di gioco naïf, senza tanti fronzoli, il popolo granata rivede quel sapore autentico già intravisto in alcuni grandi campioni transitati da queste parti. Il precedente più calzante, forse, è quello di Pasquale Bruno: arrivato da Lecce, passato addirittura dalla Juventus, è diventato uno dei simboli del “granatismo”, un’etichetta che, orgogliosamente, porterà con sé per sempre. In comune, i due hanno anche già messo in archivio qualche entrata forse eccessivamente “calorosa” in un derby: roba di cui andare fieri, quando si veste la maglia granata, alla facciazza di ogni ipocrita perbenismo.

Difficile dire, oggi, cosa sarà di Kamil Glik: il difensore polacco ha detto di sentirsi pronto e maturo per ogni palcoscenico, e una stagione di alto livello potrebbe consacrarlo definitivamente, attirando su di sé l’attenzione di quelle “big” il cui nome ci viene ripetuto come un mantra. Le ultime dichiarazioni sulla “Cerci-novela”, però, appaiono inequivocabili: “I giocatori vanno e vengono, anche Ogbonna e D’Ambrosio sono andati via, eppure siamo diventati ancora più forti”. Frasi di chi, di certo, non ha alcuna intenzione di salutare a breve questa maglia un po’ rossastra che, sudata il giusto, diventa finalmente di quel vero colore granata che i tifosi tanto amano, ed hanno impresso nel cuore… Kamil Glik diventerà una bandiera? Una cosa è certa, nel calcio di oggi, anche dalle parti dello Stadio Olimpico, ce n’è un dannatissimo bisogno.

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