Torino, la mozione Olimpico è approvata

Torino, la mozione Olimpico è approvata

Il consiglio comunale approva la mozione Olimpico, il Toro può continuare ad usare il suo stadio. Curto: ”Torino deve competere in Europa grazie alla patrimonializzazione sportiva”

di Redazione Toro News

Con 26 voti favorevoli e solo due astenuti il Consiglio Comunale approva la mozione Olimpico. La mozione di revoca proposta da 16 consiglieri è da rimettere in discussione. Non cambierà nulla fino al 31 dicembre 2014, limite di tempo entro il quale il Presidente Urbano Cairo dovrà trovare un nuovo accordo con la Città di Torino. A partire dal primo gennaio 2015, se Cairo non troverà un nuovo accordo, il canone aumenterà fino a 24000 euro ad evento casalingo. 

Si legge nel comunicato ufficiale: Occorre cercare con il Torino FC l’intesa per una concessione pluriennale di gestione dell’impianto con responsabilità di manutenzione ordinaria e straordinaria, fatto salvo il mantenimento delle attuali condizioni contrattuali fino al 31 dicembre di quest’anno, valide per lo svolgimento delle partite di campionato, delle coppe e delle eventuali amichevoli. Il nuovo modello di contratto potrebbe essere una concessione con approvazione del Consiglio comunale o, preferibilmente, sul modello di quanto già stipulato con la società Juventus FC, un trasferimento di proprietà dello stadio al Torino FC nell’ambito di un’operazione urbanistica ad ampio respiro che comprenda anche l’area ex Combi. La mozione chiede anche che, in caso di mancato raggiungimento di un accordo, dal 1° gennaio 2015 vengano applicate, temporaneamente, le tariffe applicate per il noleggio dello stadio in occasione di manifestazioni sportive o di spettacolo. Infine, la mozione impegna Sindaco e Giunta a conseguire un accordo con l’Agenzia delle Entrate per rimuovere le ipoteche che ancora oggi gravano sullo Stadio Olimpico”.

Primo ad intervenire il proponente Michele Curto che ha sottolineato la necessità di far diventare Torino “la prima città in Italia in grado di competere in Europa grazie alla possibilità di avere due squadre ognuna con un proprio stadio di proprietà e due aree della città dedicate”.

Vittorio Bertola (M5S) ha voluto invece precisare come scopo della mozione non sia quello di “spremere soldi alla società granata” ma il punto sia capire se “il Toro abbia oggi un progetto a lungo termine per valorizzare il suo patrimonio storico” ed è importante che la Città pretenda dal presidente Cairo “un investimento adeguato in questa direzione”.

Per Giuseppe Sbriglio (Con Sbriglio insieme) il canone potrebbe essere giustificabile solo “se ci fosse un progetto di prospettiva su quell’area” sperando che venga risolto in modo rapido anche il problema dell’ipoteca che grava sullo stadio perché “serve rendere appetibile l’impianto”.

Paolo Greco Lucchina (NCD) ha posto l’accento sul fatto che la Città “non può più esimersi dall’affrontare il tema della concessione dello stadio Olimpico senza tenere conto della evidente necessità di riqualificare l’area adiacenteL’abbiamo già fatto con la Continassa, dobbiamo farlo con l’area ex Combi”.

Per Giuseppe La Ganga (PD), questo “è un classico caso in cui gli interessi di una parte corrispondono a quelli di tutta la collettività”. L’aspirazione dei tifosi granata di avere uno stadio di proprietà per la propria squadra, corrisponde all’interesse della Città, perché “consente di venire a capo di una situazione relativa all’attuale affidamento in concessione al Torino FC che mostra tutta la sua precarietà”.

Gianni Ventura (PD) ha insistito sulla necessità per le città italiane di non essere più proprietarie di stadi. “Il Governo deve intervenire con una legge che stabilisca che siano le società di calcio ad essere proprietarie degli stadi. In un momento come questo i Comuni non possono più permettersi di mettere fondi nella manutenzione straordinaria di impianti dove le società calcistiche fanno i loro profitti e i loro utili”.

Per Domenico Carretta (PD) siamo di fronte ad un esempio di mozione dove “partendo da strade diverse si arriva a determinare un obiettivo comune. Discutendo dell’area ex Combi e della necessità di dotare la città di residenze universitarie, si è finiti a discutere con il Torino FC per la riqualificazione di quell’area”.

“Terrei separata la questione dello stadio Olimpico da quella della riqualificazione dell’area” ha dichiarato Luca Cassiani (PD) che, ha continuato ponendo l’accento su due specificità legate alla discussione sulla concessione. “O si va verso la proprietà da parte del Torino FC o si deve passare attraverso un rapporto di concessione pluriennale. Perché è evidente che non si possa trattare tutti gli anni la proroga rispetto all’anno precedente”.

Per Silvio Viale (PD): “Troppo spesso la passione calcistica prevale sull’aspetto razionale in temi che riguardano la città, ma finalmente siamo arrivati alla posizione ‘due squadre, due stadi’, rimarcando però che la città non deve regalare nulla a due società private con incassi e bilanci anche rilevanti”. 

Infine Michele Paolino (PD): “Mi dispiace che rispetto a questa mozione siano stati considerati da parte della Giunta solo gli aspetti urbanistici. È importante che la Città si esprima sul complessivo, dal momento che la vocazione per quell’area è quella di una grande “spina” dedicata al sociale, al tempo libero, all’aggregazione, all’intrattenimento e alla pratica sportiva . Invito quindi la Giunta a vedere se ci sono le condizioni per trattare Torino FC allo stesso modo di come è avvenuto per Juventus. Allo stesso modo si consideri non solo la valenza urbanistica di questa mozione ma anche quella sportiva”.

Ha concluso gli interventi l’assessore all’UrbanisticaStefano Lo Russo che ha ricordato come negli anni ’90 la Sala Rossa sia stata impegnata con un atto di indirizzo che  individuava nello slogan “due squadre due stadi” una linea d’azione dell’amministrazione. “Oggi si può dire che, almeno sul piano sostanziale quell’indirizzo politico è stato seguito. Ma il quadro urbanistico è sostanzialmente mutato, anche grazie agli enormi investimenti pubblici che hanno riqualificato l’intera area di piazza d’Armi e del complesso dello Stadio Olimpico. In quest’ottica occorre quindi aggiornare e ripensare il modello con cui costruire la cittadella granata”.

 

 

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy