Torino, osserva il Milan: Bonucci emblema di una difesa ancora non amalgamata

Analisi per reparti / Conferme ed acquisti di livello per la retroguardia rossonera, che tuttavia concede ancora troppe occasioni agli avversari

di Federico Bosio, @fedebosio19

Domenica pomeriggio il Torino sarà nuovamente ospite di San Siro, questa volta per fronteggiare il Milan in una sfida carica di importanza e motivazioni per entrambe le compagini. Come solito, in avvicinamento all’incontro, andiamo ad osservare la rosa avversaria scandagliando reparto per reparto, di modo da individuare punti di forza o eventuali falle nell’organizzazione della formazione da affrontare. Prima di cominciare questa analisi, è bene ricordare e sottolineare come la rosa a disposizione di Vincenzo Montella sia stata ampiamente rimaneggiata nel corso del mercato estivo, molti i volti nuovi installatisi sullo zoccolo duro già esistente con l’obiettivo di aumentare il tasso tecnico.

Cominciamo dunque dalla difesa, reparto che ha fino a questo momento rispecchiato perfettamente i problemi – maggiori di quanto previsto – incontrati dal Milan in questo avvio di campionato: sono parecchie le nuove pedine a disposizione del tecnico per la retroguardia, giocatori di livello, carisma e qualità, che tuttavia i numeri sembrano ad oggi rimandare “collettivamente”. La difesa è forse il reparto che più rispecchia le problematiche dell’intero collettivo rossonero, ed infatti in questo inizio di stagione sono troppe le marcature incassate in relazione agli obiettivi preposti, ed ancor di più sono le occasioni concesse agli avversari: 18 i palloni raccolti da Donnarumma in fondo al sacco, almeno due ogni qual volta che il Diavolo ha affrontato le sei formazioni che attualmente lo precedono in classifica (Napoli, Inter, Juventus, Roma, Lazio e Sampdoria).

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Questo, nonostante gli sforzi compiuti in estate per trattenere i gioielli: primo su tutti Gianluigi Donnarumma, protagonista della telenovela estiva legata al rinnovo contrattuale e che prima sembrava destinato a salutare Milanello, per poi invece prolungare il rapporto con il club. A Marco Storari ed al giovane talento, per completare il pacchetto dei ‘numeri uno’, si sono aggiunti il fratello maggiore Antonio (Donnarumma) acquistato dall’Asteras Tripolis ed un Gabriel rientrato dal prestito al Cagliari. L’altro oggetto del desiderio delle big sul quale la dirigenza rossonera ha però fortemente voluto puntare è Alessio Romagnoli, confermato dalla passata stagione così come Gustavo Gòmez, Gabriel Paletta e Cristian Zapata. A completare il roster di centrali l’arrivo di  Mateo Musacchio dal Villareal, ma soprattutto quello che è stato il colpo mediaticamente più fragoroso e clamoroso del Milan: l’acquisto di  Leonardo Bonucci dalla Juventus, per una cifra di circa 42 milioni pagabili in tre esercizi.

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E proprio l’ex bianconero, insignito della fascia da capitano, appare ad oggi essere l’emblema della retroguardia meneghina: a tratti spaesata, ancora in cerca di un’amalgama definitiva e di un modulo che calzi a pennello, fino a questo momento deludente in relazione ad investimenti e potenzialità. Per quanto riguarda le corsie laterali, a Luca Antonelli, Ignazio Abate e Davide Calabria si sono aggiunti altri due acquisti di assoluta qualità, più propensi alla fase offensiva che difensiva: Ricardo Rodriguez ed Andrea Conti, prelevati rispettivamente da Wolfsburg ed Atalanta. Per il primo l’impatto con il campionato italiano e con la nuova realtà sono stati positivi, il secondo è invece stato fermato subito da un brutto infortunio dal quale sta recuperando. Un reparto difensivo dunque ricco di qualità e di soluzioni da sfruttare, ma che al momento ha dato segnali di eccessiva fragilità.

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