Torino, parla Sordo: “Importante capire gli obiettivi della società. Amsterdam? Ricordo negativo…”

Torino, parla Sordo: “Importante capire gli obiettivi della società. Amsterdam? Ricordo negativo…”

Esclusiva TN / L’ex centrocampista granata commenta il cammino europeo dei ragazzi di Ventura: “Analogie con il mio Toro? Assolutamente no, eravamo più forti. Secondo me bisogna puntare di più sulle competizioni nazionali che quelle internazionali. I tifosi granata sono unici”.

di Marco De Rito, @marcoderito

Gianluca Sordo uno dei giocatori che faceva parte di quel Torino che arrivò in finale ad Amsterdam nel 1992 e che poi non riuscì a vincere il trofeo per colpa di tre legni, uno dei quali fu colpito proprio da lui. Ai nostri microfoni l’ex centrocampista granata commenta il momento europeo della squadra Ventura.

Gianluca Sordo, come giudica il cammino dei granata in Europa League?

“Un cammino positivo, sino ad adesso sono stati bravi. L’unica cosa è che adesso non si capisce l’obiettivo della società, andare più avanti in questa competizione sarà sempre più complicato perché si trovano delle big europee sempre più difficili da battere. L’Athletic Bilbao non è certamente una squadra semplice, si sono ripresi dopo un inizio difficile. Il Torino se la può giocare anche se non so quali siano le aspettative della società, ma penso sia opportuno fare meglio in campionato pensando di ottenere una salvezza tranquilla senza grossi problemi.”

Che significato ha per il popolo granata ritornare a giocare in campi così importanti a livello internazionale?

“Sicuramente per i tifosi queste trasferte sono qualcosa d’importante. È impossibile non pensare a quel maledetto 92′ quando si vede il Torino girare per l’Europa. Per capire dove può arrivare questa squadra bisogna vedere chi comprerà Cairo nella campagna acquisiti e se saranno risolti i problemi della squadra con l’anno nuovo. Mi sembra che comunque la rosa rimanga sempre buona anche se non ci sono Cerci e Immobile che davanti facevano la differenza, mi sembra che dei sostituti all’altezza siano arrivati. Se migliorano un po’ dal punto di vista del gioco il Toro potrà dire la sua nell’anno che verrà.”

Tra poco subentrerà anche la Coppa Italia, trofeo che ha vinto nel 1993 con il Torino, come si dovranno gestire le energie tra le tre competizioni?

“Nella Coppa Italia magari subentrano i vari panchinari ma bisogna sempre vedere la campagna acquisiti di gennaio per stabilire delle gerarchie tra le tre competizioni. Io della Coppa Italia ho ricordi più che positivi nel 1993 e penso che questa squadra ci debba particolarmente puntare per andare avanti il più possibile, ci sarà da giocare contro squadre più forti e così si capirà la situazione del Torino anche per il futuro…”

Lei faceva parte dei quei undici in campo ad Amsterdam in quella maledetta partita e prese anche la traversa finale…

“Di quella sera ho certamente ricordi negativi perché quella Coppa la meritavamo, all’andata avevamo subito qualcosa ma al ritorno fare un pareggio a reti bianche con tre legni e in quella maniera… Abbiamo avuto tanta sfortuna! Non è proprio un bellissimo ricordo quella traversa che presi perché mancavano due minuti alla fine e se entrava quella palla ci prendevamo solamente ciò che ci spettava.”

A Copenaghen c’erano oltre 1000 supporters al seguito della squadra. Nel vostro percorso europeo, quanto vi sono stati d’aiuto i tifosi granata?

“A noi tanto, soprattutto nelle partite in casa i nostri tifosi facevano dei pienoni da brivido! Ricordi particolarmente la finale d’andata di Coppa UEFA e di Coppa Italia. Nelle coppe andavamo benissimo e anche in campionato si faceva discretamente bene e la squadra era seguitissima. A noi ci hanno sempre dato una grossa mano sia in casa che in trasferta, secondo me quando le cose vanno bene  e la squadra ottiene risultati la tifoseria granata coinvolge in maniera unica.”

Questa è il primo Toro che è tornato a disputare una fase ad eliminazione diretta in una competizione europea dopo il suo Toro. Il confronto dal punto di vista qualititativo non regge ma dal punto di vista del carattere vede delle analogie tra le due squadre?

“No – con tutto il rispetto per il Toro attuale che ha fatto discretamente lo scorso anno e spero che proseguano sulla stessa onda anche in questa stagione – non vedo delle analogie. Il nostro gruppo era composto da gente determinata e di alta qualità nonché da quattro o cinque fuori classe che facevano la differenza. Nonostante questo la squadra di Ventura non è male e mi auguro che faccia più strada possibile in tutte le competizioni.”

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