Torino, Quagliarella “Nel 2005 non fu una mia scelta andare via”

Torino, Quagliarella “Nel 2005 non fu una mia scelta andare via”

Il nuovo attaccante in conferenza stampa: “Il passato bianconero? Anni importanti, ma sono un professionista e darò tutto per il Toro. Qui sono cresciuto come calciatore e come uomo”

di Diego Fornero, @diegofornero

Si presenta oggi ai giornalisti presenti a Riscone di Brunico, Fabio Quagliarella, ultimo acquisto del Torino, prelevato a titolo definitivo dalla Juventus. Ecco le parole del nuovo attaccante granata raccolte al Royal Hotel Hinterhuber, albergo che ospita la formazione granata.

RITORNO ALLE ORIGINI – “Per me questo è un ritorrno alle origini: qui al Torino sono cresciuto calcisticamente e come uomo, del resto sono arrivato in granata a tredici anni e questa maglia la conosco bene”

INSERIMENTO NEL GRUPPO – “Qul al Toro c’è un gruppo già affiatato: sono io che mi devo adattare, non devo insegnare niente a questi ragazzi, devo solo mettermi a disposizione del gruppo e lavorare, meritandomi il mio spazio”

“ANDARE VIA NON FU UNA SCELTA MIA” – “Nel 2005 rimasi in attesa di una telefonata per tornare su, ma c’era una casino e dopo 15 giorni arrivò la chiamata dell’Udinese che mi prese, non è stata affatto una scelta mia. Non volevo andare via, ma la mia carriera è andata così: forse era destino. E’ normale che in quel periodo lì mi è dispiaciuto tantissimo, non è stato facile, eravamo un settore giovanile e una squadra molto importante”.

PERCHE’ TORINO? – “Conosco l’ambiente, e conosco perfettamente quello che vogliono i tifosi del Toro: questo è il mio undicesimo anno a Torino, ormai è diventata la mia seconda casa…”

PASSATO BIANCONERO – “Quattro anni alla Juventus non li posso cancellare, ho vinto e sono stati anni stupendi. Ora però faccio parte del Toro e il mio obiettivo è far gioire i tifosi il più possibile, capisco benissimo la rivalità tra le tifoserie ma sono un professionista e col lavoro e l’impegno spero di conquistare i tifosi”.

IMPATTO COL METODO DI VENTURA – “Il lavoro qui al Toro è impegnativo, ma del resto arrivo già da tre anni molto intensi con Conte. Il lavoro è duro, come è giusto che sia: se non metti benzina nel motore non puoi andare lontano. La mia speranza è quella di poter giocare ogni tre/quattro giorni e di essere pronto allora. Sono arrivato da tre giorni, essere in forma a luglio non è fondamentale, preferisco essere in forma quando le partite iniziano a contare”

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