Torino, Rincon: “Il pareggio a San Siro ci ha aiutato. Mi piace giocare da perno centrale”

Le parole / Il centrocampista ha parlato a margine dell’allenamento odierno: “Il Chievo è una squadra che ti fa giocare male”

di Redazione Toro News

Il centrocampista del Torino Tomas Rincon ha parlato ai microfoni di Torino Channel dopo l’allenamento pomeridiano, soffermandosi su diversi argomenti, partendo dall’esclusione dell’Italia dai mondiali, per poi parlare anche del momento che sta attraversando il Torino. Ecco le sue parole:

Cosa hai pensato da professionista che vive da tanto in Italia, quando hai realizzato che gli Azzurri sono stati eliminati dal Mondiale?
Mi dispiace, non ho mai visto l’Italia fuori dai Mondiali, è una cosa particolare. Contro la Svezia ho fatto anche il tifo. Per tutti noi che giochiamo in Serie A è una cosa che spiace, l’Italia deve stare ai Mondiali. E poi non fa piacere anche per Andrea Belotti, che è stato protagonista. È stata un’emozione dura da affrontare, voleva giocare il suo primo Mondiale, invece non potrà farlo. Ora dobbiamo ridargli stimoli per aiutarlo a ritrovare il sorriso e i gol”.

Come state preparando la partita col Chievo?
Chi è rimasto qui durante la sosta ha lavorato durante la parte atletica per perfezionare la condizione. Ora vogliamo continuare sulla falsariga del match contro l’Inter, abbiamo giocato benissimo davanti a 70.000 spettatori; dovremo avere la stessa attenzione, di fronte avremo una squadra tosta che da tanti anni fa bene in Serie A, ma molto dipenderà da noi, che dovremo avere concentrazione e fiducia”.

Quanto è stato importante il pari di San Siro?
L’1-1 con l’Inter ci ha dato fiducia, abbiamo messo in difficoltà una squadra tra le più forti del campionato e abbiamo dimostrato che il Torino c’è. Abbiamo superato un momento difficile, ora abbiamo entusiasmo e convinzione”.

Il Chievo è la squadra più esperta del campionato. Quanto conta l’esperienza?
Loro sono una squadra che ti fa giocare male. Hanno un rombo a centrocampo che può crearti difficoltà se non giochi nel modo giusto. Noi dovremo essere aggressivi, avere voglia di fare la partita, avere l’atteggiamento giusto. Sono giocatori che conoscono questo campionato e giocano insieme da un po’ di tempo. Li conosciamo, sappiamo i loro punti deboli e i punti forti. Cercheremo un risultato che ci permetterà di stare nell’alta classifica”.

Come ti sei trovato in questo nuovo ambiente granata?
Mi sono trovato benissimo dal primo giorno che sono al Toro. Differenze con la tifoseria della Juve? Sono entrambe piazze storiche, ma al Toro c’è più calore umano”.

Ti riconosci nella grinta del Toro?
Sì, è così, è stata una delle cose che ho pensato quando ho scelto il Toro. Mi identifico con il DNA del Toro, la grinta e l’applicazione è ciò che dobbiamo avere quando siamo in difficoltà.

Ti trovi meglio nel centrocampo a due oppure a tre?
Per parecchio tempo ho giocato a due, ma mi trovo bene anche a tre: in questo momento sto facendo il perno centrale, ma a Genova ho giocato anche da mezzala. In quel ruolo arrivavo più volte al tiro e sono riuscito a segnare anche due-tre gol. Tuttavia in questo momento sto giocando da perno centrale, mi viene chiesto di dare equilibrio e per me va benissimo”.

Qual è la differenza tra il calcio italiano e quello sudamericano?
Sono dei tipi di calcio diverso. In Italia tutte le squadre sono preparate tatticamente, c’è più ritmo e intensità. In Sudamerica hai più tempo per pensare tra il primo e il secondo tocco”.

Con chi hai legato maggiormente in questo Torino?
Direi Iago Falque, lo conoscevo già dai tempi di Genova, è un mio amico. Ma ormai ho tanti amici, qui!

I tifosi dicono che rimedi troppi cartellini gialli…
Sapevo che i tifosi me lo avrebbero detto! Va bene, farò più attenzione…

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