Toro, i derby che non ti scorderai mai: da Combin a Maspero, passando per Pulici e Torrisi

Toro, i derby che non ti scorderai mai: da Combin a Maspero, passando per Pulici e Torrisi

Verso Juventus-Torino / I derby più emozionanti della storia granata: dal dominio del Grande Torino alla dedica di Combin a Gigi Meroni; dal 3-2 più pazzo di sempre nel’83 alla fantomatica buca nel 2001

di Cristina Raviola, @CriCuoreToro

E’ tornata quell’aria; e questo, per chi vive a Torino specialmente, è ben tangibile tra lo smog e il grigio delle fabbriche, tra i parchi e le grandi piazze: ovunque si respira ossigeno filtrato dagli umori pre-stracittadina, come la brezza che anticipa una tempesta. E’ questo il derby di Torino, ma ci mancherebbe fosse solo questo. Il derby è anche, e soprattutto, quello di maglie sudate che si rincorrono, di giocatori che esultano, di buche sotto dischetti (non potevo trattenermi), e di due compagini che in campo cercano di darsi battaglia, non per un trofeo, ma per la città. Ecco, di seguito, un paio di esempi celebri.

IL QUARTO D’ORA GRANATA – La stagione 1948/49 è forse la più nera per il cacio torinese ed italiano: i giocatori del Grande Torino periscono nell’incidente di Superga in quel fatidico 4 maggio. Una squadra che aveva saputo dominare la maggior parte delle stracittadine, ma la penultima fu davvero emblematica. Era il 24 ottobre 1948, in casa dei bianconeri di giocava il 68° derby di Torino: finì 2-1 per il Toro, che fece, per così dire, tutto da sé; al vantaggio di Ossola, infatti, aveva risposto un’autorete di Aldo Ballarin, rimontata, in pieno quarto d’ora granata, dalla rete di Valentino Mazzola al 77′ di gioco. I tifosi granata tra i 60.000 spettatori paganti (che numeri!) scoppiarono di gioia: ancora non lo sapevano, ma avevano appena assistito all’ultima marcatura di Mazzola in una stracittadina.

DA COMBIN AI GEMELLI DEL GOL – Fu la gara più emozionante di tutta la storia granata, ed è giusto ricordarla così. Una settimana dopo il tragico incidente di Corso Re Umberto, che aveva interrotto la giovane vita di Gigi Meroni, ecco arrivare il derby. Il Toro, come sospinto dallo spirito della farfalla granata, il 22 ottobre 1967 non lasciò mezzo centimetro ai rivali: finì 0-4 per Ferrini e compagni, trascinati dalla tripletta di Combin, che dedicò i gol all’amico perduto. La storia granata, però, è fatta anche di momenti di pura gioia, e non solo di dediche e tragedie: è il 5 dicembre 1975, si gioca in casa del Toro, e in quell’uggiosa domenica pre-invernale, il Torino punì con Pulici e Graziani la vecchia signora, con un secco, quanto meritato, 2-0. La partita fu dominata dai granata, che misero in mostra una forma invidiabile, oltre ad un gioco assolutamente armonico ed ordinato, oltre che funzionale. Fu il derby che diede la fiducia necessaria ai ragazzi di Radice per conquistare il settimo scudetto, che arrivò a fine stagione.

QUEI PAZZI ANNI ’80 – E’ il decennio di Junior e Dossena, di Platini e Scirea, ma è soprattutto il decennio dei Derby con la D maiuscola. Il primo è quello del 27 marzo 1983, ed è forse il più leggendario. Il Toro va negli spogliatoi con 2 gol da recuperare, in casa, sotto i colpi di Rossi e Platini; il primo quarto d’ora di ripresa è la fotocopia del primo tempo, poi i granata invertono la rotta: in 4 minuti di gioco, dal 70 al 74′ Dossena, Bonesso e una spettacolare conclusione di Torrisi ribaltano il risultato, tra l’incredulità bianconera e il delirio granata. Il 14 novembre 1984, invece, fu il derby da cardiopalma per antonomasia: sull’1-1 ormai segnato, ecco spuntare la testa di Serena, pescato benissimo da Junior, che all’89 insacca e fa impazzire un più che gremito Comunale.

MASPERO, UN EROE INCONTRASTATO – L’ultimo derby che voglio ricordare è quel Juventus-Torino del 14 ottobre 2001: avevo solo 7 anni, eppure ho un ricordo nitidissimo di quel pomeriggio. Il parziale del primo tempo non lasciava spazio a fantasie, nemmeno per un bambino della mia età: 3-0 secco, doppietta di Del Piero e gol di Tudor, con tanto di “olè” canzonatorio da parte dei tifosi bianconeri ad ogni passaggio della Juventus. Nella ripresa, però, per la prima volta nella mia giovane vita, vidi davvero che cos’era il Toro: prima Lucarelli e poi Ferrante ci avvicinarono ai bianconeri, e Maspero a 8′ dal termine zittì definitivamente i “gobbi”. In tipico stile Toro, comunque, e lo imparai proprio quel giorno, le cose, se possono andare male, vanno male: è il 90′ inoltrato quando Delli Carri trattiene Salas in area di rigore: l’arbitro indica il dischetto, e il cileno si prepara per trasformare il penalty. Maspero, però, non è dello stesso avviso, e confeziona il regalo più bello di sempre ai tifosi granata: mentre procedono i preparativi per la battuta, e poi con Salas e l’arbitro in prossimità del dischetto, l’attaccante del Toro, scava una vera e propria buca sotto la sfera, all’altezza del dischetto. Il risultato è di quelli da altro sport: il pallone colpito dall’attaccante bianconero si alza sfruttando la “rampa” di Maspero, compiendo un home-run con i fiocchi. E, per ora, il derby che ricordo con maggior entusiasmo.

E ora domenica, sperando di aggiungere a queste sfide epiche anche la gara allo Juventus Stadium: una vittoria nel derby, in questo momento tanto delicato, sarebbe un più che efficace deterrente agli ultimi malumori. 

 

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