Toro, lassù qualcuno ti ama

Non poteva essere altrimenti. Non si poteva chiedere nulla di meglio al 3 Dicembre 2006. Una vittoria sudata ed importante che si va ad incasellare nel già fitto ed intricato mosaico della storia granata. Un successo, quello contro l’Empoli, che regala 3 punti pesanti come un macigno e che, anche grazie ad alcune sviste arbitrali, consegnano ai granata la terza vittoria consecutiva.

di Redazione Toro News

Non poteva essere altrimenti. Non si poteva chiedere nulla di meglio al 3 Dicembre 2006. Una vittoria sudata ed importante che si va ad incasellare nel già fitto ed intricato mosaico della storia granata. Un successo, quello contro l’Empoli, che regala 3 punti pesanti come un macigno e che, anche grazie ad alcune sviste arbitrali, consegnano ai granata la terza vittoria consecutiva.

La solenne e commovente festa del Centenario, nonostante la sua pesante carica emotiva, non ha potuto cancellare però una prova del Torino sicuramente non brillantissima. Grazie alla perla di Comotto al 43’ della ripresa il Toro riesce comunque a fare festa piena. Un tiro, quello del fluidificante granata, che ha lasciato tutti a bocca aperta, compreso l’estremo difensore dell’Empoli, Balli, che interrompe così i suoi 432 minuti di imbattibilità.

Non è comunque da buttare via la prestazione dei granata. In grande spolvero la difesa, con Cioffi vero leader (non solo carismatico) di una retroguardia spesso criticata in questo avvio di campionato. Bene i due esterni; di Comotto ne abbiamo già parlato ma anche Balestri ha disputato una prova ordinata anche se inizialmente ha sofferto l’irruenza di Buscè. Unico neo l’ammonizione di Di Loreto, diffidato, che salterà l’importante match di San Siro contro il Milan.

Da dimenticare purtroppo la prova di Abbiati. L’ex saracinesca di Milan e Juve è sembrato più volte in difficoltà, impreciso nelle uscite e un po’ impacciato sui disimpegni. Ne è prova tangibile l’uscita a vuoto sul calcio d’angolo in seguito al quale ha “segnato” Marianini. Se l’assistente Ivaldi avesse visto la palla varcare oltre la linea, ora tutti saremmo qui a parlare di un’altra partita.

Da segnalare comunque la buona prova del centrocampo. Barone ha dato grande ordine alla manovra mentre De Ascentis è stato utilissimo in fase di interdizione con alcuni interventi in vero stile tremendista.

Un po’ in ombra l’attacco; bravo Stellone che si è dannato l’anima per buona parte della gara, ingaggiando un duello personale (sempre con grande correttezza) con Daniele Adani. Positiva la prova di Ale Rosina che, a tratti, ha dispensato vere e proprie lezioni di calcio agli avversari. Zaccheroni gli chiede concretezza e lui in alcuni frangenti si perde ma restando sempre comunque nel vivo dell’azione.Bene anche Abbruscato che quando è entrato in campo al posto di Lazetic (veramente sottotono la prova dell’esterno serbo) è riuscito a dare profondità all’azione e lanciando così un bel telegramma a Zaccheroni. Forse sarebbe ora di provare Abbruscato e Stellone insieme dal primo minuto.

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