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Toro, Nestor Combin: “La Folgore” che segnò tre gol in quel derby speciale

Toro, Nestor Combin: “La Folgore” che segnò tre gol in quel derby speciale

Figurine Granata / L'attaccante franco-argentino ha vinto una Coppa Italia in granata ed è ricordato per la Coppa Intercontinentale "insanguinata" che lo vide inerme protagonista al Milan

Nicolò Muggianu

Nato in Argentina, a Las Rosas il 29 dicembre 1940, Nestor Combin fu una figura molto controversa del calcio dell'epoca. Attaccante dal volto burbero ma dalle straordinarie doti fisiche, Combin, era soprannominato dai giornalisti francesi "La Foudre", ovvero "La Folgore". Per inseguire la sua passione lasciò l'Argentina e andò in Francia dove prese la cittadinanza. Nella sua terra natale fu sempre visto come un "disertore" in quanto, quando venne chiamato alle armi in Argentina, non rispose alla cartolina di precetto. L'opinione pubblica argentina insorse, ma non spiegò che dietro il rifiuto del giocatore vi era il semplice fatto che il centravanti aveva già fatto il servizio militare in Francia e questo, lo esentava dal prendere le stellette anche in patria.

Nestor Combin giocò, a partire dal 1966 in maglia granata. Il suo passato in bianconero non fu un grosso problema per lui e per la piazza che poté subito apprezzare le sue prodezze con la maglia del Toro di Nereo Rocco. La punta franco-argentina in coppia Gigi Meroni, con il quale divenne grande amico, permetterà ai granata di avere un attacco invidiabile in quanto a gol e talento. Dopo un primo anno transitorio, Combin, esplose nella stagione 1967-68, sotto la guida del nuovo tecnico Edmondo Fabbri. Proprio quell'anno sarà però il più importante e allo stesso tempo tragico della carriera del ragazzo. Il 15 ottobre del '67 proprio uno dei suoi amici più cari, Gigi Meroni, morirà tragicamente lasciando un vuoto nella vita del ragazzo. La prematura scomparsa del suo amico sconvolse il calciatore. Nella partita seguente contro la Juventus, però, Combin giocò un derby leggendario che, con tre reti, lo vide protagonista assoluto portando i suoi a dominare la stracittadina per 4-0.

La stagione si concluse con 27 presenze e 13 gol e molti assist per i compagni. L'annata '67-'68, però, sarà anche l'annata delle gioie per Combin che culminerà con la vittoria della Coppa Italia alzata al cielo proprio con la maglia del Toro.

Negli anni successivi, Nereo Rocco, che aveva già allenato Combin in granata lo rivolle nel suo nuovo e ambizioso Milan campione d’Europa. Questa avventura, però si rivelò molto sfortunata per il giocatore. La sera del 23 ottobre, infatti, il Milan, affrontò l’Estudiantes di Buenos Aires in quella che ancora oggi è ricordata da molti come la partita della "Coppa insanguinata". Il match si giocò nella famosa "Bombonera" ed era valevole per il ritorno della Coppa Intercontinentale. Il Milan, che aveva vinto la partita di andata in casa per 3-0, era favoritissimo per la vittoria finale. Gli argentini però un po’ per orgoglio, un po’ per un'infantile sentimento di vendetta verso Combin, ancora etichettato come "disertore", fecero per 90' una vera e propria caccia all'uomo.

I rossoneri vincevano per 1-0 e Nestor Combin venne braccato in ogni angolo del campo fino a quando, Aguirre Suarez, al 22’ del secondo tempo, si avvicinò a lui e gli rifilò un pugno in pieno volto, divenendo così il "vendicatore" del suo popolo ma macchiando, però, per sempre di sangue la coppa persa quella sera.

Quella al Milan fu l'ultima avventura italiana di Combin che tornò a giocare in Francia dove concluse la sua carriera. Grazie ai suoi gol, ai trofei vinti e alla sua classe l'attaccante è tutt'oggi ricordato con piacere dal tifo granata.