Toro perché peggio, Toro perché meglio

Toro perché peggio, Toro perché meglio

Alessandro Salvatico – Dichiararsi insoddisfatti dopo il quinto risultato utile consecutivo sarebbe ingeneroso; non vedere qualche piccolo segnale di un’inversione di tendenza rispetto al trend positivo delle scorse settimane, da miopi. Due atteggiamenti che in comune hanno l’effetto: non fanno bene al Toro.

Fa bene al Toro sottolineare come la squadra non perda più partite che un tempo avrebbe sicuramente perso;…

di Redazione Toro News

Alessandro Salvatico – Dichiararsi insoddisfatti dopo il quinto risultato utile consecutivo sarebbe ingeneroso; non vedere qualche piccolo segnale di un’inversione di tendenza rispetto al trend positivo delle scorse settimane, da miopi. Due atteggiamenti che in comune hanno l’effetto: non fanno bene al Toro.

Fa bene al Toro sottolineare come la squadra non perda più partite che un tempo avrebbe sicuramente perso; anche in una giornata tutto sommato grigia, a livello di gioco, la difesa ha patito molto poco, e quei buchi enormi che spesso mandavano a carte quarantotto il lavoro di Lerda e della squadra sembrano davvero un ricordo. Inoltre, Bianchi é tornato il cecchino infallibile che (in fondo) é sempre stato, e questi sono tutti elementi da non dimenticare troppo facilmente, perché l’integrità della difesa e la vena del bomber sono le due chiavi senza le quali non si possono aprire le chiavi dei successi.

Fa bene al Toro anche notare il fatto che ci sia, come sempre, qualcosa da limare. Il giochino di guardare la parabola dei risultati del Lerda Bis é decisamente semplicistico: dal poker di Ascoli alle vittorie di misura ai pareggi e così via. No, non é un ragionamento che dica qualcosa. Dice qualcosa osservare che l’assenza di Rivalta pesi più di quanto chiunque avrebbe potuto immaginare solo pochi mesi fa, costringendo a schierare un D’Ambrosio fuori forma o, per disperazione (come ieri), un giocatore fuori ruolo, in quel versante destro della retroguardia fonte di tante preoccupazioni.

Non c’é invece nulla da rimarcare nella ritrovata insistenza di Franco Lerda a voler puntare su un giocatore fuori ruolo, e il riferimento é ovviamente all’utilizzo che vien fatto di Alessandro Sgrigna. I risultati non hanno mai, e ripetiamo mai, dato ragione a questa scelta, e l’ostinazione del mister ormai é un segreto su cui discutere come di uno dei misteri dell’universo. Tant’é, il tecnico può consolarsi con i suddetti motivi di tranquillità, più che di soddisfazione; aspettando inoltre Antenucci, che  tornerà al più presto dopo la parentesi di appannamento delle ultime due gare, e in avanti si vedrà qualche scintilla in più.

(foto M.Dreosti)

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