Niang e quegli sberleffi milanisti: a San Siro serve un po’ di orgoglio

Focus on / Nel giorno del suo passaggio in granata il senegalese fu salutato con ironia dai suoi ex tifosi: domenica l’occasione giusta per riscattarsi

di Nicolò Muggianu

Niang, dove sei? Questa la domanda che molti tifosi del Torino si staranno ponendo in queste settimane, analizzando l’inizio di campionato sottotono del senegalese. Una domanda lecita, soprattutto se contestualizzata. Ad oggi il bilancio raccolto da Niang è infatti piuttosto esiguo: dieci partite (di cui 8 da titolare), un solo gol contro il Verona e un assist. Davvero troppo poco. Specialmente se si tengono in considerazione le premesse con cui il classe ’94 era arrivato sotto la Mole in estate. ‘Il giocatore più costoso della storia del club’: questo il pesante epiteto che il ragazzo si è dovuto caricare sulle spalle sin dal suo primo allenamento in maglia granata.

Forse un peso troppo grande da portare per un giocatore così emotivo. Era il 24 aprile 2011 quando Niang, all’età di 16 anni e 4 mesi, esordiva in Ligue 1 stabilendo il record di precocità nella storia del Caen. Poi il passaggio al Milan in un avventura tribolata. Qualche gioia ma anche diverse delusioni: dal 2012 al 2017, la sua esperienza i rossonero è stata intervallata da diverse cessioni in prestito con la speranza (spesso vana) di vedere l’enfant prodige sbocciare lontano dalle pressioni della Madonnina. Nessuno, o quasi, a Milano credeva più in lui. Tanto che nel giorno del suo addio al Milan, mentre il giocatore salutava commosso la squadra che gli aveva permesso di giocare la Champions League, i tifosi rossoneri festeggiavano la sua cessione sui social. Ironia e prese in giro, spesso anche di cattivo gusto, che testimoniano quanto l’atteggiamento indolente del ragazzo non abbia lasciato un bel ricordo in quel di Milano.

Il Torino però sembrava poter essere la piazza giusta per ritrovarsi. In panchina il padre putativo Mihajlovic, ha riposto in lui piena fiducia sin da subito. Con il passare del tempo però, il senegalese non è mai riuscito offrire prestazioni all’altezza, venendo rilegato in panchina. “Bisogna aspettarlo, sono sicuro che presto vedrete il vero Niang“, questa la frase che presidente e allenatore hanno ripetuto come un mantra in questo inizio di stagione. Ora però il tempo è scaduto e per scalare le gerarchie di Mihajlovic, a Niang non basteranno più quegli strappi una tantum.

Domenica a San Siro le strade del Milan e di Niang si incroceranno di nuovo, questa volta da avversari. Per il senegalese potrebbe essere l’occasione giusta per fare l’en plein e, contemporaneamente, far ricredere sul suo conto i tifosi di Milan e Torino. Un compito non facile, soprattutto se considerato che nel 4-3-3 di Mihajlovic, Belotti, Ljajic e Iago Falque paiono ad oggi imprescindibili. Ma per il francese può esserci spazio eccome, almeno a partita in corso. Insomma, Niang mette il match di San Siro nel mirino: l’occasione giusta per ritrovarsi e far pentire i suoi ex tifosi di aver ‘festeggiato’ nel giorno del suo addio. Certo, ci vogliono orgoglio e amor proprio…

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  1. peter1 - 3 anni fa

    Il problema di Niang è che i 15 milioni pagati al Milan sono una cifra assolutamente spropositata rispetto al suo reale valore; l’avesse pagato meno Cairo, ora le attese e, conseguentemente le inevitabili pressioni sarebbero molto meno insistenti. Forse Niang oggi potrebbe far rifiatare Belotti senza far passare questo come un’eresia pura, anche con il Gallo a mezzo servizio.

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  2. vittoriogoli_162 - 3 anni fa

    Niang è giocatore scarso ha fallito sempre e ovunque, solo uno come Miha poteva avallarse acquisto a 15 milioni.
    A meno che sotto non ci sua quad osa.

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  3. daunavitagranata51 - 3 anni fa

    E basta con sta caparbietà di dover per forza far giocare un giocatore che ha avuto più occasioni per dimostrarsi, niente non è riuscito a dimostrare il valore che Sinisa pensava che fosse, logico 15 mil. pesano seduti in panca, ma per il bene del toro e per gli altri giocatori, è meglio cue NIANG si adatti al sistema panchina e no che gli altri giocatori devono cambiare le loro caratteristiche tecnico/tattica per far posto in campo ad un NIANG giocatore più che scarso,
    sempre solo forza TORO

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  4. user-13658217 - 3 anni fa

    Proviamolo al posto di de silvestri potrebbe fare bene!!!

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  5. costaemiliano7_475 - 3 anni fa

    L’unico modo per provare a far rendere Niang, e secondo me gioverebbe anche a Belotti per uscire da questo momento no, è giocare con due punte (Belotti + Niang) ed un fantasista dietro, Ljiajc o Iago…

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  6. LeoJunior - 3 anni fa

    per essere calciatori di un certo livello si devono possedere molte qualita’. Tecnica, fisico, tenacia, serieta’, professionalita’. Forse non tutte insieme (in quel caso di parlerebbe di campioni) ma molte di queste. Il calcio di oggi invece spesso si fa abbagliare da giocatori che ne hanno un paio. Con Balotelli e’ la stessa storia. Giocatore sopravvalutato. Cosa sa fare in fondo? Ha un gran fisico e un gran tiro. Nulla altro. Non salta l’uomo, non ha testa, non una grande tecnica, etc. E per anni, sulla base di 2 qualita’, tutti a sperare che potesse avere anche le altre. Che non ha. Niang e’ un po’ la brutta copia. Che qualita’ ha, me lo sapete dire? Che ha gia’ dimostrato? Anche qui ci si e’ innamorati di un potenziale ma senza verificare se c’e’ la sostanza. Una scommessa …. da 15 milioni. Unico conforto (!) sta nel fatto che dietro c’e’ Raiola che se vuole lo vende a prescindere dal valore …

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  7. prawn - 3 anni fa

    Se Iago per qualche strano motivo non gira o se è stanco si dovrebbe provare il famoso 4 3 1 2 con Ljacjc dietro al Gallo e Niang.

    Secondo me a Milano Niang va cmq provato il più possibile, anche mezz’ora, se manco la rivalsa lo scuote è meglio che se ne vada a Gennaio in prestito

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