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ToroPreview, verso Fiorentina-Torino: “Cosa manca ancora a Giampaolo?”

Istruzioni per l’uso / Ogni settimana alcune domande sul prossimo match a tre dei nostri giornalisti, che ci dicono la loro sul momento del Toro

Redazione Toro News

Quattro domande, tre pareri in merito. I nostri pareri, a volte concordi e a volte discordanti tra di loro. Ecco ToroPreview: prima della partita, tre dei nostri giornalisti risponderanno alle domande della redazione, dicendo la loro sull’impegno che attende la squadra e in generale sul momento dei granata. Opinioni personali a volte agli antipodi, per cercare di dare una visione più completa possibile al lettore sull’argomento trattato. Questa settimana, dall’altra parte del microfono ecco i nostri Nicolò Muggianu, Marco De Rito e Silvio Luciani.

Bentornata Serie A. Il Torino torna in campo dopo un'estate più corta del solito a causa dell'emergenza Covid-19. Tante le novità per i granata, che si affacciano al nuovo campionato con un nuovo allenatore in panchina - Marco Giampaolo - e una rivoluzione tecnico-tattica in atto. Quanto tempo servirà al nuovo mister per far diventare davvero "suo" questo Toro?

Muggianu - Servirà tempo e Giampaolo è il primo ad esserne consapevole. Difficile quantificare quanto ne possa servire, ma certamente quello di oggi non è ancora il Torino che ha in mente il mister. Manca ancora qualcosa e sono certo che da qui alla chiusura della finestra di mercato l'ossatura della squadra cambierà ancora molto.

De Rito - Non avendo avuto la possibilità di effettuare un precampionato completo e avendo anche saltato due amichevoli a causa di un positivo dello staff, sicuramente ci vorrà tempo affinché la squadra impari i nuovi meccanismi. Il calcio di Giampaolo non è semplice da apprendere, anche se il fatto che ci siano molti suoi ex giocatori in squadra potrebbe accelerare alcuni meccanismi.

Luciani - Ho l'impressione che ci vorranno tempo e pazienza, sia per completare il mercato che per amalgamare tutti gli elementi della rosa. Ciò che mi aspetto oggi, è di vedere una squadra che a prescindere da tutte le difficoltà, prova ad applicare principi nuovi (pressing, giro palla veloce, baricentro alto) con determinazione ed entusiasmo.

Capitolo mercato: il Torino che si presenterà al match contro la Fiorentina avrà ancora diversi punti interrogativi. In quale reparto, secondo voi, saranno necessari i maggiori investimenti da qui al 5 ottobre?

Muggianu - Dire il centrocampo sarebbe troppo facile. Chiaramente è nel ruolo di regista che il Torino sta cercando di compiere gli sforzi maggiori e i tanti tentativi fatti per Torreira ne sono la prova. Ma personalmente mi preoccupa anche la situazione offensiva: Zaza e Belotti non credo siano ideali per giocare in coppia e al momento mancano completamente le alternative. A disposizione di Giampaolo c'è sempre Millico, ma credo che la società sia chiamata a fare qualcosa anche in attacco.

De Rito - Sicuramente il regista è il punto debole di questo Torino. Rincon non è adatto per ricoprire quel ruolo, era arrivato al Toro in un'altra epoca. Quando Mihajlovic e Mazzarri preferivano un centrocampo più muscoli e meno tecnico. Con Giampaolo si è rovesciato il paradigma e quindi serve almeno un playmaker in grado di interpretare al meglio il suo gioco. Torreira sarebbe l'ideale.

Luciani - In un mondo ideale ne servirebbero 4: difensore centrale, regista, trequartista e seconda punta. Nel mondo reale, invece, il tempo è poco e gli esuberi sono difficili da piazzare. I granata hanno urgentemente bisogno di un playmaker e se sarà Torreira ancora meglio.

Come arriva il Torino ai blocchi di partenza della Serie A?

Muggianu - Arriva con tante incognite e la sensazione che la squadra sia ancora incompleta. Da qui al 5 ottobre Giampaolo dovrà essere bravo a raccogliere il massimo con i giocatori che ha a disposizione.

De Rito - Ci sono ancora alcune incognite ma il direttore tecnico Vagnati ha lavorato molto bene quest'estate sistemando alcune grane che c'erano al termine della stagione scorsa come quelle che riguardavano Nkoulou ma anche la probabile cessione di Sirigu che alla fine è rimasto. Quest'ultimi due possono rappresentare due certezze per il Toro su cui fondare la solidità difensiva ed è stato importante ritrovarli anche nella stagione che si appresta ad iniziare.

Luciani - Impossibile rispondere al momento. Aspetto per valutare la rosa granata, lo farò quando il mercato sarà mercato finito. Diciamo che per quest'anno mi accontenterei di vedere un Toro gradevole che non rischia mai la B.

Ma veniamo al campo. Fiorentina e Torino scendono in campo oggi alle 18: che partita vi aspettate?

Muggianu - La Fiorentina arriverà chiaramente con maggiori certezze, grazie anche alla conferma in panchina di Iachini. Al Torino invece è in atto una vera e propria rivoluzione che, come tutte le fasi di transizione, richiederà tempo e pazienza. Giampaolo però mi pare che abbia le idee ben chiare e secondo me esordire in campionato contro un avversario forte è un'occasione più che un potenziale pericolo.

De Rito - Entrambe le squadre hanno molto da dimostrare e cercheranno di portare a casa il risultato per partire con il piede giusto. In un campionato anomalo, come quello che si prospetta a causa dell'emergenza Covid, è importante cercare di partire con delle certezze. Sarà interessante vedere se il Toro ha già fatto suoi alcuni meccanismi del gioco di Giampaolo in quel caso ci potremo aspettare una partita vivace.

Luciani - I granata hanno poche chances: la Fiorentina viene da un finale di campionato positivo e non ha stravolto la rosa in uscita. Al momento dispone di più qualità e più certezze, due fattori fondamentali soprattutto in un'annata così dura.

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