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ToroPreview, verso Torino-Cagliari: “Quanto si gioca Mazzarri?”

Istruzioni per l’uso / Ogni settimana alcune domande sul prossimo match a tre dei nostri giornalisti, che ci dicono la loro sul momento del Toro

Redazione Toro News

Quattro domande, tre pareri in merito. I nostri pareri, a volte concordi e a volte discordanti tra di loro. Ecco ToroPreview: prima della partita, tre dei nostri giornalisti risponderanno alle domande della redazione, dicendo la loro sull’impegno che attende la squadra e in generale sul momento dei granata. Opinioni personali a volte agli antipodi, per cercare di dare una visione più completa possibile al lettore sull’argomento trattato. Questa settimana, dall’altra parte del microfono ecco i nostri Luca Sardo, Roberto Ugliono e Alberto Giulini.

All'Olimpico Grande Torino arriva il Cagliari di Maran, tra le sorprese del campionato di quest'anno. Che partita vi aspettate?

Sardo - Mi aspetto una partita in cui entrambe le squadre daranno il cento per cento, ognuna per motivi diversi: i granata devono riscattarsi dopo un inizio di campionato difficile in cui hanno collezionato solamente 10 punti e davanti al proprio pubblico non possono sbagliare, i rossoblù invece - quinti in classifica - vorranno continuare il trend positivo di questo inizio di campionato. Per questi motivi penso che sarà una partita molto combattuta sotto ogni punto di vista e dal Torino soprattutto mi aspetto una maggiore qualità nelle giocate negli ultimi trenta metri: proprio per questo l'utilizzo di Verdi e Falque potrebbe essere fondamentale.

Ugliono - Mi aspetto una partita maschia, perché il Torino prima di tutto penserà a non fare brutte figure e quindi non mi sorprenderebbe una gara spezzettata e con poche occasioni. Molto dipenderà da quando e da chi sbloccherà per primo il match, perché quello potrebbe cambiare di molto le carte in tavola. I sardi arrivano molto spensierati e questo è un grande pericolo, perché quando si gioca con serenità si forniscono prestazioni di livello.

Giulini - Mi aspetto una partita come quella giocata un anno fa a Genova contro la Sampdoria. Una gara di carattere, insomma. Credo che il Toro scenderà in campo per fare la partita, partendo subito forte al contrario delle ultime uscite. Mi immagino una squadra con tanta voglia di riscattarsi, di dare tutto per dimostrare di essere da Europa. Il Cagliari sta sicuramente attraversando un periodo d'oro, ma credo che i granata abbiano le carte in regola per fare molto meglio.

Dopo la brutta prestazione di Udine, il pubblico del Torino inizia a brontolare. Come si esce da questa mini-crisi di risultati e di prestazioni?

Sardo - A mio avviso il pubblico granata ha bisogno di vedere in primis la grinta e la voglia di mostrare di meritare l'Europa. Poi ovviamente in questo momento servono anche i risultati, ma i tifosi hanno bisogno soprattutto di rivedere il Torino provare ad imporsi e prendere in mano la partita fin dal primo minuto. Indubbiamente l'inizio anticipato della preparazione ha influito sul calo della condizione fisica dei granata, ma questo non deve essere un alibi. Ora l'importante è ritrovare la fiducia in sé stessi, poi i risultati arriveranno di conseguenza.

Ugliono - Con la continuità. Prima di tutto devono arrivare i risultati, però, perché questi hanno la forza di dare morale e di rendere più facile il lavoro settimanale. Con il tempo torneranno le prestazioni. Ora bisogna solamente pensare a vincere per tornare in una posizione di classifica dignitosa e con un morale migliore si potranno vedere anche della partite di livello. Fossi nel pubblico pazienterei ancora. Il campionato è appena iniziato e ci sono ancora tanti punti in ballo. L’importante ora come ora dev’essere la ripresa fisica e mentale della squadra. Seppur con qualche risultato migliore, anche un anno fa i granata non partirono particolarmente bene e Mazzarri ha sempre conquistato la maggior parte dei punti da febbraio in poi. Ora bisogna ritrovare il giusto smalto e anche un po' di consapevolezze.

Giulini - Ci vuole soprattutto pazienza. Cercare tanti alibi è sbagliato, ma i preliminari di questa estate hanno pesantemente influito sulla condizione dei giocatori, che ultimamente sono un po' in difficoltà. Nel 2014 ad inizio stagione diversi tifosi chiedevano la testa di Ventura, poi la squadra si è ripresa ed ha sfiorato il ritorno in Europa. Il Toro di quest'anno ha ancora più qualità, appena ci sarà nuovamente la miglior condizione atletica potrà spiccare il volo.

Cagliari, Lazio e Juventus: pensate che il futuro di Mazzarri al Torino si deciderà in questo trittico di partite?

Sardo - Penso che ora come ora il futuro di Mazzarri sia sulla panchina del Torino, a prescindere dai risultati che i granata otterranno con Cagliari, Lazio e Juventus. Il tecnico toscano ormai conosce al meglio l'ambiente e i giocatori e secondo me un cambio di allenatore ora peggiorerebbe solo la situazione. Siamo ancora ad inizio campionato e la situazione non mi sembra così tanto critica da pensare ad un cambio di allenatore: poi è ovvio che se alla fine del girone di andata i risultati non dovessero arrivare, è lecito pensare a qualcun altro. Il Torino deve principalmente ritrovare la condizione fisica e mentale ideale e Mazzarri per ora mi sembra l'uomo più adatto a svolgere questo compito.

Ugliono - Il futuro di Mazzarri, secondo me, non è da valutare ora. Il Torino deve continuare a puntare sull’allenatore che ha costruito la squadra per la stagione. Cambiare in corsa è sempre rischioso. E poi da chi verrebbe sostituito? Non ci sono in giro profili con la sua esperienza e non è il momento di fare scommesse. Sicuro Davide Nicola può stuzzicare, ma è comunque un allenatore che ha bisogno di fare esperienza in Serie A. Tra gli allenatori senza squadra, al momento, tra gli unici che potrebbero rappresentare una crescita per il Torino ci sono solamente tecnici irraggiungibili come Mourinho o Spalletti (due profili irrealistici per i granata). Io darei fiducia a Mazzarri fino a fine stagione. È un allenatore veramente preparato e difficilmente si potrebbe trovare di meglio. Tifosi, giocatori e allenatore devono unirsi e superare le difficoltà insieme, poi a fine stagione si tireranno le somme.

Giulini - Sicuramente queste tre partite possono cambiare radicalmente l'umore della piazza, in un senso o nell'altro. Ma non credo che un esonero di Mazzarri possa rappresentare la giusta soluzione ai problemi. In questo richiamo ancora il Toro del 2014-2015 e l'Atalanta della scorsa stagione: i preliminari ti condizionano inevitabilmente, la squadra ha bisogno di tempo ma ha le carte in regola per fare bene. La delusione dei tifosi è comprensibile, ma in questo momento il Toro ha bisogno di ritrovare la migliore condizione, non di un nuovo allenatore.

Foste in Mazzarri, che scelte fareste per quanto riguarda la formazione? Introdurreste delle novità?

Sardo - Fossi in Mazzarri io azzarderei a schierare dal primo minuto il famoso tridente offensivo formato da Verdi, Belotti e Iago Falque. Può funzionare come no, ma sicuramente darebbe ai granata imprevedibilità nelle azioni offensive e, con la qualità di Verdi e Falque, Belotti ne trarrebbe solo vantaggio. Con questa mossa il tecnico toscano potrebbe mettere in difficoltà la difesa rossoblù che al momento è la seconda del campionato. Dietro avrei dato un turno di riposo ad Izzo, ma dopo l'infortunio di Bonifazi alla mano rimediato nella rifinitura di ieri, è probabile che il numero 5 di Scampia venga chiamato a fare gli straordinari...

Ugliono - Proporrei un tridente offensivo con Verdi e Iago ai lati di Belotti, così da essere da subito più spregiudicati e rendere più imprevedibile la manovra. In difesa penso sia giusto dare un turno di riposo a Izzo, che sta dando segnali negativi. Il difensore di Scampia dev’essere carico per le partite con Lazio e Juventus, contro le quali c’è bisogno della sua cattiveria agonistica per fare risultato. Inoltre penso sia anche giusto dare a Djidji la possibilità di giocare dal primo minuto, d’altronde un anno fa è stato uno dei protagonisti della stagione e può dare un po’ di freschezza.

Giulini - Penso che il Toro dell'era Mazzarri abbia giocato le migliori partite con Belotti supportato da due trequartisti. Proverei a rilanciare Iago Falque dal 1' insieme a Verdi, per portare più fantasia in avanti. Sugli esterni Ansaldi è intoccabile, proverei magari a inserire Ola Aina per portare velocità anche nell'ottica di contrastare le ripartenze veloci del Cagliari. E in mezzo al campo darei una nuova occasione a Meité: ha un potenziale incredibile, deve solo accorgersene prima che sia troppo tardi...