Tutti zitti, riecco Rolandinho

di Igor Stasi

Non che ce ne fosse bisogno ma ieri sera si è visto la differenza tra una squadra che ha un attaccante come Rolando Bianchi ed un’altra che invece non ha questa fortuna.
Il Toro ritrova il suo bomber, il suo Capitano e lui raddrizza una partita che stava prendendo una brutta piega, controllando di petto un pallone appoggiato da De…

di Redazione Toro News

di Igor Stasi

Non che ce ne fosse bisogno ma ieri sera si è visto la differenza tra una squadra che ha un attaccante come Rolando Bianchi ed un’altra che invece non ha questa fortuna.
Il Toro ritrova il suo bomber, il suo Capitano e lui raddrizza una partita che stava prendendo una brutta piega, controllando di petto un pallone appoggiato da De Feudis ed inventandosi sul posto un tocco di esterno destro che supera il portiere Cano con un incredibile pallonetto.

Un lampo nella nebbia padovana che ha illuminato la stessa partita del bomber granata che fino a quel momento era stato servito poco e male dai suoi compagni, costretto ad andare a prendersi il pallone spalle alla porta senza riuscire a controllarlo come solitamente riesce a fare quando è in piena forma.

L’infortunio, le voci di mercato (sarebbe bello sentire i commenti di quelli che lo davano con la valigia pronta dopo la rete di ieri) non hanno minimamente smosso il Capitano granata che ha trascorso le vacanze a lavorare per recuperare la condizione fisica che era stata perduta dopo lo stop forzato che lo ha tenuto lontano dai compagni per più di un mese.

Rolando Bianchi è soprattutto questo: un vero professionista che parla poco ma fa tanto, che si danna l’anima per essere utile ai compagni dentro e fuori dal campo e che soprattutto vive per il gol e alla fine riesce sempre nel suo intento di superare il portiere avversario.
Fa sorridere quando si è sentito in queste settimane di assenza del numero nove, i commenti che dicevano che Bianchi in realtà non è adatto al modulo di Lerda, che in sua assenza il Toro gioca meglio, quasi come se si potesse fare a meno di lui.

E invece no perché Bianchi non solo è un attaccante fondamentale ma è importantissimo per dare sicurezza a tutta la squadra con il suo impegno e la sua applicazione, il suo esempio e la sua voglia di parlare con i fatti e non con le parole. Il coraggio, l’altruismo e la fantasia non sono solo aggettivi di una canzone di De Gregori ma sono veramente le caratteristiche che un giocatore deve avere per essere giudicato al meglio, e soprattutto se indossa una maglia come quella granata.
Ieri sera Rolando lo ha ricordato a tutti, ancora una volta facendo la cosa che sa fare meglio: gol.

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