Un amore mai sbocciato

“Venire al Toro doveva essere proprio nel mio destino”, diceva un anno fa Nicola Amoruso, presso il ristorante dove si teneva la sua presentazione alla stampa, “visto che Cairo mi aveva cercato già in passato”. E lo stesso presidente confermava la gioia per l’approdo in granata dell’allora 34enne attaccante da più di 100 gol in carriera. Qualche perplessità in più nutriva…

di Redazione Toro News

“Venire al Toro doveva essere proprio nel mio destino”, diceva un anno fa Nicola Amoruso, presso il ristorante dove si teneva la sua presentazione alla stampa, “visto che Cairo mi aveva cercato già in passato”. E lo stesso presidente confermava la gioia per l’approdo in granata dell’allora 34enne attaccante da più di 100 gol in carriera. Qualche perplessità in più nutriva invece la tifoseria, e -per inciso- anche mister De Biasi. A posteriori, inevitabile constatare che il numero uno del Torino non fu colpito da una grande intuizione, con l’acquisto dell’attaccante della Reggina.

O forse, l’innamoramento fu realmente sincero, ma davvero molto breve. A Gennaio, l’ex-juventino che in estate dichiarava “ho l’entusiasmo di un ventenne” tempestava di sms il cellulare del neo-direttore sportivo Rino Foschi insistendo perché si adoperasse a cederlo. I suoi messaggi li aveva già mandati sul campo: nelle ultime occasioni in cui era sceso in campo con la maglia granata, specie nell’ultima, contro la sua vecchia Reggina, fu tanto indisponente da far sì che il suo passaggio al Siena, in prestito, fosse concretizzato nel giro di pochi giorni. La passeggera avventura toscana fu il naturale proseguimento della parabola discendente di una stagione iniziata bene: al suo esordio col Toro, infatti, in molti sembrarono ricredersi relativamente alle proprie perplessità, perché l’attaccante giocò con classe e grinta.

Dopo il buon esordio, alcune reti convalidate ed alcune ingiustamente annullate, l’”entusiasmo” di Amoruso si è spento, e il già flebile affetto della tifoseria altrettanto. Il rientro post-prestito lo ha relegato al ruolo di “peso”, con il suo ingaggio da 900mila euro quasi insostenibile in Serie B, tantopiù per un giocatore praticamente fuori progetto. E proprio lo stipendio, unito all’età, rendeva altamente improbabile la possibilità di una cessione, tanto che da più parti si ipotizzava una rescissione consensuale come unica via d’uscita da un rapporto che ambo le parti volevano interrompere. Invece, Foschi ha compiuto un altro “colpo in uscita”. E così, oggi l’attaccante potrà festeggiare il suo 35° compleanno facendo la valigia per Parma, dove indosserà la tredicesima diversa maglia della sua carriera. Sperando di incidere un segno un poco più profondo di quello, quasi invisibile, lasciato in granata.

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