Un’altra rivoluzione, ma senza mercato

Guardare la squadra granata che scese in campo contro il Varese un girone fa rende una certa impressione nel lettore. In porta c’era Morello, il ragazzo della favola del disoccupato che doveva essere titolare, invece é tornato nell’ombra da cui era uscito per un momento appena; a destra c’era Filipe, quell’acquisto “da Serie A” (nelle intenzioni di chi lo prese) che, insieme ad Obodo a centrocampo (che segnò in quella…

di Redazione Toro News

Guardare la squadra granata che scese in campo contro il Varese un girone fa rende una certa impressione nel lettore. In porta c’era Morello, il ragazzo della favola del disoccupato che doveva essere titolare, invece é tornato nell’ombra da cui era uscito per un momento appena; a destra c’era Filipe, quell’acquisto “da Serie A” (nelle intenzioni di chi lo prese) che, insieme ad Obodo a centrocampo (che segnò in quella gara il suo unico gol in questo campionato), dovevano fare la differenza, invece ora faranno solamente le valigie; a centrocampo c’era Gorobsov, che di lì a qualche giorno si sarebbe sentito dire “trovati un’altra squadra”, ed in attacco Bernacci, al quale stava per crollare addosso il (suo) mondo.

Un’altra rivoluzione, come già a gennaio 2010, ma stavolta non si é (non ancora) messo di mezzo il mercato: solo, l’evoluzione tecnica di una squadra, di un gruppo, di un allenatore. Che é rimasto lo stesso, non ha mutato la sua idea tattica, ma il suo atteggiamento nei confronti dei giocatori sì: dai guanti eccessivamente bianchi é passato al tono più decisionista che aveva inizialmente abbandonato per un malinteso senso del suo grande amore per la casa granata. E così, ha capito su chi puntare e chi no.

Oggi, però, farà un piccolo esperimento, puntando su Alen Stevanovic. Giocatore che dal mister non é mai stato bocciato, anzi: tra tutti gli esterni a disposizione, il serbo é forse quello che, per caratteristiche, piace di più a Lerda. Solo che, finora, la testa non ha risposto sufficientemente bene ai piedi (e alle aspettative); ma nell’idea del tecnico, “Steva” é quello che più si avvicina all’idea di laterale ideale per il suo gioco d’attacco, idea che poi si incarna nel vecchio pallino Gabionetta (per il quale i granata le stanno ancora provando tutte, a dispetto dell’intrigo internazionale che lo circonda).

Un girone fa, il Varese era una neopromossa che qualcuno tra noi indicò come possibile sorpresa del campionato, insieme al Novara, indovinando (purtroppo per il Torino). Bianchi ed i suoi dovranno però necessariamente collezionare il risultato positivo numero 11 di questa bella serie, per non allontanarsi dalle prime che, con la faticata (e forse un po’ “spinta”) vittoria del Siena di ieri sera, continuano a correre; non allontanarsi in partite come questa per poi, tra le mura amiche o contro avversarie appena più morbide, infilare quelle vittorie necessarie per dare lo sprint decisivo.

(foto M.Dreosti)

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