Varese-Torino 3-0 ‘Caporetto’ granata

SECONDO TEMPO – Nel giro di 4’ tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo, il Toro subisce il raddoppio da parte del Varese. E ciò accade per colpa di un colpevole (a tratti disastroso) Davide Bassi, segno che, in realtà, il problema portieri a Torino esiste ancora. Punizione sulla sinistra per il Varese, moscia lenta e prevedibile. Bassi non esce e Clayton ne approfitta colpendo di testa. Testa…

di Redazione Toro News

SECONDO TEMPO – Nel giro di 4’ tra la fine del primo e l’inizio del secondo tempo, il Toro subisce il raddoppio da parte del Varese. E ciò accade per colpa di un colpevole (a tratti disastroso) Davide Bassi, segno che, in realtà, il problema portieri a Torino esiste ancora. Punizione sulla sinistra per il Varese, moscia lenta e prevedibile. Bassi non esce e Clayton ne approfitta colpendo di testa. Testa che invece, nel Toro di oggi, proprio non c’è. È infatti ancora il Varese ad attaccare e per poco, al 6’ con Zecchin non segna il terzo goal, sempre per colpa di un Bassi poco reattivo, che battezza una palla sul fondo quando, invece, essa sbatte sul palo interno alla destra del portiere, per poi uscire. Lerda prova a correre ai ripari, inserisce Pellicori per un belingheriano Stevanovic, passando al 4-4-2 con Lazarevic a destra e Sgrigna a sinistra. Ma non succede nulla. Sul tabellino, infatti, bisogna aspettare l’ingresso di Budel e Gasbarroni al 28’ per De Feudis e Lazarevic, prima di poter annotare qualcosa. L’esordiente centrocampista ex Brescia ci prova a dare geometrie, ma non ci riesce e subito si impelaga anche lui nerissima giornata granata. Perché il Toro, infatti, attacca senza costrutto, a testa bassa, non concludendo nulla. E al 34’ il Varese lo punisce definitivamente. Contropiede sbagliato sulla sinsitra, recupera palla Zecchin che, a campo aperto, si invola sulla destra, la gira per Concas, subentrato a Neto Pereira, che spiazza De Vezze (in seguito espulso per doppia ammonizione per fallo ai danni proprio dell’11 varesotto) e insacca alle spalle di Bassi. Una vera e propria Caporetto, per un Toro oggi non pervenuto. Sannino, anche lui espulso per proteste nei confronti del direttore di gara, cambia poi Nadarevic al posto di Carrozza e Osuji per Zecchin, ma vale più per una passerella nei confronti di questi due calciatori, oggi padroni delle rispettive fasce di competenza. E dopo 4’ dove nessuno aveva più niente da dire, il Toro torna a casa con le orecchie basse, non andando in goal per la terza volta (era già successo a Pescara e Grosseto) in questo campionato. Con la consapevolezza -ci auguriamo- da parte di chi decide, di vedere qualche intervento sul mercato, quanto mai necessario.

 

PRIMO TEMPO – Mentre il quarto uomo sta annunciando il recupero – addirittura 2’ – il Varese  si porta in vantaggio: un risultato che non rispecchia pienamente quanto espresso in campo dalle due compagini, coi granata – in realtà – che possono recriminare per un gol-fantasma non convalidato a Garofalo. Il terzino granata, al quarto d’ora, aveva indovinato il primo palo con un tiro-cross che aveva ingannato Zappino, costringendo il portiere brasiliano ad un intervento in extremis quando il pallone sembrava aver già varcato interamente la linea di porta. Il resto della cronaca è ancora monopolio ospite: a parte un’incornata, centrale, di Corti  ed alla marcatura di Frara – nata in pieno recupero su un buco difensivo, l’unico del primo tempo, di D’Ambrosio – è stato il destro di Sgrigna a far registrare le occasioni più pericolose, dapprima chiamando l’estremo difensore di casa ad una difficile parata in tuffo su sponda di Bianchi e poi sbagliando di poco il pallonetto del vantaggio approfittando sempre di un’uscita avventata di Zappino.
Il tridente alle spalle di Bianchi – molto provocato dai difensori di Sannino, ben oltre i limiti del regolamento – non sta supportando adeguatamente l’attaccante granata, con Stevanovic che nonostante la fiducia di Lerda in settimana si sta dimostrando piuttosto disorientato sullo scacchiere tattico del Toro. La cintura mediana De-De si sta mantenendo sui soliti standard, mentre la difesa sta reggendo allo strapotere fisico di Ebagua e Neto Pererira.
Senza esterni di ruolo in panchina (con Scaglia in tribuna) l’unico cambiamento che può apportare il tecnico granata nella ripresa per restituire vitalità e vivacità all’attacco può essere l’inserimento di Gasbarroni – l’arma in più dei secondi tempi – o, alla peggio, Belingheri, con lo spostamento di Sgrigna sulla corsia mancina per affidare la rimonta ad uno dei suoi lampi di genio.

 

(foto: M.Dreosti)

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