Verdi, croce e delizia

Verdi, croce e delizia

di Davide Agazzi – Arrivato ad inizio stagione strappando grandi sorrisi a tutti i tifosi granata, Simone Verdi non è finora riuscito a mostrare ancora tutto il suo potenziale. Il giovane esterno di scuola Milan, giunto sotto la Mole con il compagno Oduamadi, aveva acceso le speranze del popolo torinese, finalmente contento di poter dare fiducia ad uno dei giovani più talentuosi del nostro calcio.

Poi, qualche apparizione positiva, come la prima uscita stagionale contro l’Ascoli ed una sequela di infortuni che ha tenuto il giocatore lontano dal campo. In questa stagione, solamente undici presenze ed acciacchi di vario genere, dalla distorsione al ginocchio fino alla mialgia ai muscoli addominali.

Non il miglior biglietto da visita per un ragazzo del ’92, prelevato dal Milan, forse, senza fare le giuste analisi. Non è infatti l’aria di Torino ad aver causato tutti questi problemi all’attaccante diciannovenne, che già ai tempi della Primavera rossonera aveva avuto qualche problema sempre al ginocchio. La paura, concreta, è che il ragazzo sia già “bruciato” nonostante la giovane età e l’indiscusso talento, un problema che al Milan conoscono bene e si chiama Alexandre Pato.

Quest’anno un buon inizio, poi diverse difficoltà e la convocazione al Torneo di Viareggio contro il Parma, senza riuscire ad emergere nella sconfitta per 3-0 contro il Parma. Da pochi giorni Simone Verdi è rientrato in gruppo con i suoi compagni, dopo aver svolto lavoro differenziato per alcune settimane. Per Ventura, un’altra freccia per il suo arco in questo rush finale, per il giocatore, l’occasione per dimostrare di poter dire la propria nel calcio dei grandi.

 

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