Vidulich e il Toro: tre anni, una promozione in A e la ferita del Filadelfia ancora aperta

La storia / Il 18 marzo di 23 anni fa, l’imprenditore Massimo Vidulich diventava proprietario del Torino Calcio

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Sono passati 23 anni da uno dei quattro cambi di proprietà del Torino negli anni ’90: il 18 marzo del 1997, infatti, una cordata di imprenditori genovesi acquistò il club granata per 25 milioni di lire da Gianmarco Calleri. Parliamo di Massimo Vidulich, Renato Bodi, Davide Palazzetti e Roberto Regis Milano, proprietari della finanziaria Bullfin e di HSL, agenzia che forniva “consulenze strategiche”. Vidulich e i suoi rimasero al timone del Torino fino al 2000, prima di lasciare la società in un mare di guai finanziari (si parla di conti della lavanderia mai saldati) e con il Filadelfia demolito e mai ricostruito.

Sono diverse le macchie sportive nella gestione Vidulich: per la prima volta nella storia del club, i granata fallirono nella riconquista immediata della Serie A chiudendo la stagione al nono posto in cadetteria dopo una stagione travagliata (segnata proprio dal cambio di proprietà) che li vide perdere 2-1 contro il Castel Di Sangro e addirittura 0-4 in casa con il Ravenna nell’ultima uscita. Nella stagione successiva i granata fallirono ancora una volta l’obiettivo Serie A nello spareggio di Reggio Emilia contro il Perugia. Il terzo tentativo è quello buono: il Toro arrivò secondo e ottenne la promozione nella massima serie. Poi un campionato di A culminato con un’altra retrocessione e col capolinea dell’esperienza granata di Vidulich e i genovesi, che passarono la mano a Cimminelli e Aghemo per 34 miliardi di lire.

Ma la ferita più grande rimane quella del Filadelfia, lo stadio del Grande Torino abbattuto proprio durante l’interregno di Vidulich. Il 18 luglio 1997 venne dato il primo colpo alle gradinate, poi abbattute in toto assieme alla tribuna in autunno. “Non abbiamo niente da dire: qui siamo soltanto ospiti” disse Vidulich quel giorno. Poi la promessa della ricostruzione, il progetto del 1998 per un Fila da 35.000 posti, ridotti a 20.000 e poi riportati a 30.000. Parole, soltanto parole diceva Mina: una delle tante tribolate tappe del mitico stadio di Torino. Promesse roboanti, quelle dei genovesi: “Il denaro è il meno, abbiamo incaricato una importante società di consulenza. Entro gennaio sarà pronto il piano finanziario”. Ma la storia parla chiaro e in questo caso testimonia di un Fila inaugurato soltanto nel 2017, 17 anni dopo la cessione del Toro da parte di Vidulich e i genovesi.

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  1. Bela Bartok - 7 mesi fa

    Mi sono sorbito tutte quelle quattro annate da abbonato. Cimminelli resta ovviamente il peggior presidente della storia del Toro, ma se si prendono in considerazione solo i risultati sul campo nessuno è riuscito a far peggio della cordata dei genovesi.

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