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Zima, buona la prima. Juric lo promuove, famiglia e Slavia Praga lo agevolano

Immagine tratta da tv.torinofc.it

Contro la Salernitana Zima è stato il secondo miglior giocatore in campo per recuperi difensivi: solo Bremer ha saputo fare meglio da questo punto di vista

Alberto Giulini

Due settimane di lavoro con i nuovi compagni e via, Juric non ci ha pensato due volte a gettare nella mischia David Zima. Ed il centrale ceco ha saputo rispondere presente, sfoderando una buona prestazione all'esordio in maglia granata contro la Salernitana. Sicuramente la gara con i campani non ha ancora rappresentato un test particolarmente probante, ma le prime impressioni sono state positive ed ora andranno confermate anche contro avversari sulla carta più difficili.

L'ESORDIO - Buona la prima, comunque. Contro la Salernitana Zima è stato il secondo miglior giocatore in campo per recuperi difensivi: solo Bremer ha saputo fare meglio da questo punto di vista, con tredici palloni recuperati contro gli undici dell'ex Slavia Praga. Un battesimo positivo per il centrale, cui Juric ha subito concesso grande fiducia. "È un ragazzo del 2000 ma ha già buona esperienza, è molto sveglio e sta cercando di imparare l'italiano. L'abbiamo subito messo in campo perché ci dà sensazioni positive come giocatore e come ragazzo" ha spiegato nel post partita il tecnico, sempre molto trasparente e sincero nei suoi commenti. Il giocatore, superato l'esame Salernitana, si candida ora per una maglia da titolare anche contro il Sassuolo: "Sicuramente devo ancora imparare tanto ma spero di essere subito pronto per giocare, vorrei scendere in campo anche venerdì", ha detto il difensore nella sua conferenza stampa di presentazione.

 Foto Maurizio Valletta

L'AMBIENTAMENTO - Il ragazzo ha carattere, il coraggio non gli manca e in questo ha molto probabilmente contribuito la famiglia di Zima. Il nonno ed il padre di David, Zdenek sr e Zdenek jr, sono stati giocatori professionisti di hockey ghiaccio e questo ha sicuramente aiutato il centrale granata a crescere con una mentalità improntata allo sport ed a tutti i sacrifici ad esso connessi. E così trasferirsi a mille chilometri da casa è stato probabilmente meno traumatico per un ragazzo che compirà ventuno anni solamente a novembre. A questo si aggiunge anche un aspetto tattico spiegato ieri in conferenza da Vagnati: "David si sta adattando molto velocemente al nostro modulo, che più o meno interpretava anche nello Slavia Praga dove giocavano a uomo pressando molto in alto". La palla passerà dunque al campo: il primo impatto è stato positivo, ora serviranno conferme anche contro avversari di livello superiore.

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