Torino, Mazzarri alla squadra: dovete giocare a memoria

Torino, Mazzarri alla squadra: dovete giocare a memoria

Il tecnico chiede più velocità negli esercizi tattici, pretende che certi automatismi siano acquisiti

di Marco De Rito, @marcoderito

Il Torino è arrivato al decimo giorno di ritiro a Bormio, Mazzarri ha già avuto un po’ di tempo per spiegare ai suoi giocatori gli schemi di gioco che ha intenzione di attuare per la prossima stagione. In molti c’erano già l’anno scorso e quindi hanno già delle basi solide di “mazzarrismo”, i nuovi si stano inserendo passo dopo passo. Adesso l’allenatore pretende un cambio passo, un’accelerazione. La squadra sta ingranando, è bene avviata ed è il momento giusto per dare un ulteriore spinta per cercare di fare il definitivo salto di qualità.

La mattinata del Torino a Bormio: sempre tattica, ancora out Lukic

L’ALLENAMENTO – Nella seduta mattutina – sotto il sole valtellinese, che era particolarmente battente – i granata hanno effettuato la consueta infornata di tattica. Mazzarri preferisce concentrare le lezioni dei suoi schemi la mattina, questa fa parte di una delle sue ricette (leggi qua), in quanto è convinto che a mente fresca i giocatori possano assorbire meglio i suoi dettami. L’allenatore prima ha provato i movimenti difensivi della difesa a cinque, con il reparto arretrato composto da Moretti, Nkoulou – promosso nel nuovo ruolo da centrarle – e Bremer; mentre i due esterni erano De Silvestri e Berenguer. Dopodiché si è passati alla fase offensiva con Meite, Valdifiori e Adopo a impostare, sulla fascia destra sono stati provati Iago Falque, Edera e Aramu mentre sulla sinistra Baselli (ormai affermato nel nuovo ruolo), Konè e Acquah. Quest’ultimo in versione inedita come attaccante esterno. I terminali offensivi che si sono alternati sono stati Belotti, Butic e Damascan. Il neo arrivato è stato particolarmente cinico sotto porta e a più riprese si è preso gli applausi dal pubblico.

GLI AUTOMATISMI – Mazzarri protagonista di questa mattinata di lavoro, è stato costantemente vicino ai giocatori per cercare di approfondire eventuali problemi e spiegare al meglio i movimenti. Il tecnico granata ha preteso velocità negli esercizi tattici dai suoi. Ormai esige che certi automatismi siano acquisti ed, esercizio dopo esercizio, ha chiesto di accelerare sempre più le azioni. I calciatori nel suo calcio devono giocare a memoria, devono muoversi in maniera corale e ognuno deve sapere dove può trovare il compagno da servire: con l’obiettivo di realizzare gli schemi di gioco ideati in maniera certosina dall’allenatore e il suo staff. Dopo metà campionato dove ha avuto tempo per approfondire e capire meglio pregi e difetti della squadra, adesso Mazzarri vuole che ci sia il cambio di marcia auspicato; in campo deve scendere un Toro ben quadrato che sappia adattarsi alle situazione e all’avversario, ma con un’identità ben definita.

11 Commenta qui

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  1. prawn - 5 mesi fa

    WM unica ultima speranza per il campionato che verrà.

    Sono anni che non giocano a memoria…

    Le ultime giocate a memoria erano i retropassaggi Venturiani…

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  2. Gud_74 - 5 mesi fa

    Io sono convinto che con Mazzarri faremo bene.

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    1. Marchese del Grillo - 5 mesi fa

      Saimo quantomeno obbligati a sperarlo!

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  3. Conta7 - 5 mesi fa

    Stante il mercato a dir poco non entusiasmante, al momento non ci resta che sperare nel lavoro di un allenatore meticoloso e perfezionista come Mazzarri..
    Penso che un allenatore sopra la media possa riuscire a portare dai 7 ai 10 punti in più (poi per i miracoli ci appelliamo a Reggina e Napoli).

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  4. PrivilegioGranata - 5 mesi fa

    Damascan particolarmente cinico sotto porta è una notiziola parecchio interessante.
    Sperando che questo giovane sia davvero uno che vede la porta.

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  5. Puliciclone - 5 mesi fa

    Pensate che bello sarebbe vedere un Toro che ha un gioco e lo lo pratica a mille!!!

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  6. granatadellabassa - 5 mesi fa

    Concordo

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  7. user-13746076 - 5 mesi fa

    Come ho scritto più volte, Mazzarri non è un genio ne mi sembra particolarmente empatico. Ma è un allenatore e prepara le squadre con senso tattico, sa intervenire sui cambi in corsa. Continuo a sostenere che sia meglio di Miha.

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    1. iard68 - 5 mesi fa

      Meglio di Miha a livello tattico, beh… sono d’accordo. Ma ci voleva veramente poco!!

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    2. Gio - 5 mesi fa

      Einstein era un genio, ma faceva un altro mestiere.

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      1. Marchese del Grillo - 5 mesi fa

        😉

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