di Nino Mancini Le furie rosse sfatano il tabù Italia dopo ottantotto anni, era infatti dal 1920 che non ci battevano in una partita ufficiale; lo fanno però solo dopo i calci di rigore che questa volta non sorridono a Buffon e compagni che escono comunque a testa alta.La partita viene giocata sotto ritmo almeno per la prima parte, gli azzurri controllano...

di Nino Mancini

Le furie rosse sfatano il tabù Italia dopo ottantotto anni, era infatti dal 1920 che non ci battevano in una partita ufficiale; lo fanno però solo dopo i calci di rigore che questa volta non sorridono a Buffon e compagni che escono comunque a testa alta.

Spain vs Italy

La partita viene giocata sotto ritmo almeno per la prima parte, gli azzurri controllano le trame spagnole con Toni troppo solo in avanti e Cassano in appoggio che non va oltre il compitino, Senna a centrocampo è un'autentica diga e Villa tiene in apprensione tutta la difesa col nigno Torres in ombra.

Il tedesco Fandel ci grazia su un'entrata di Grosso all'interno dell'area ma non inciderà ulteriormente sull'incontro fischiando e sventolando i cartellini con lo stesso metro, nella ripresa migliora lo spettacolo e anche gli azzurri sembrano più incisivi grazie all'innesto di Camoranesi per Perrotta, lo juventino impensierisce Casillas che si supera anche nel finale su incornata di Di Natale; in mezzo molti corner spagnoli e un palo di Senna su tiro da lontano non trattenuto da Buffon, Chiellini giganteggia sugli avversari mentre Aquilani non assicura il filtro e le geometrie che Donadoni si aspettava.

Arrivano così i supplementari nei quali i ragazzi di Aragones provano a sbloccare il risultato ma è impreciso Guiza subentrato a Torres, ai rigori sbagliano De Rossi e Di Natale e gli spagnoli possono festeggiare con Re Juan Carlos, li aspetta in semifinale la Russia che ha dato una lezione di gioco e di tattica all'Olanda.

Per qualche azzurro si chiude un ciclo, immaginiamo infatti che i vari Cannavaro, Del Piero, Ambrosini, Gattuso e Materazzi siano al passo d'addio alla nazionale, sulla cui panchina speriamo di ritrovare a settembre Donadoni che dopo un buon girone di qualificazione viene eliminato solo dai rigori che già gli furono fatali da calciatore azzurro ai mondiali del '90 in semifinale contro l'Argentina e nel '94 in finale negli Stati Uniti contro il Brasile.

La querelle sul contratto da rispettare o da rescindere terrà banco sui quotidiani nei prossimi giorni, ma se a Berlino tutto girò per il verso giusto a Vienna possiamo affermare con certezza che è stato un Europeo in salita, con l'infortunio del pilastro difensivo Cannavaro nel primo allenamento e con l'assenza di Gattuso ma soprattutto di Pirlo per un'ammonizione evitabile.

E ora possiamo assistere da spettatori a tre partite sperando di vedere gol e spettacolo.

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