Quale destino per la Serie A 2019/2020? Facciamo ordine

Il nuovo DPCM firmato dal Presidente Conte vieta anche gli allenamenti agli atleti professionisti (almeno) fino al 13 aprile

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Mentre in Italia le misure restrittive iniziano a dare i primi risultati, nel mondo del calcio il tema principale che più di tutti si trova al centro del dibattito calcistico italiano ed europeo è quello della ripresa delle competizioni sportive alla fine dell’emergenza sanitaria. Le istituzioni calcistiche non vogliono arrendersi al coronavirus e stanno cercando di pianificare il possibile calendario delle partite dopo la fine dell’emergenza. Trovare una soluzione, soprattutto nell’incertezza di questo momento storico, non è semplice. Il nostro intento è fare ordine tra le tante dichiarazioni degli ultimi giorni.

ALLENAMENTI VIETATI – Tra le poche certezze c’è il nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte: gli allenamenti, anche degli atleti professionisti, sono vietati almeno sino al 13 aprile. La preoccupazione di molte società (compreso il Toro di Cairo) è che venga compromessa anche la prossima stagione: mancano 12 giornate di campionato e serviranno almeno due settimane di preparazione prima di riprendere a giocare. Il rischio quindi, è di giocare sino ad agosto (a ritmi più che serrati) con il conseguente slittamento della stagione 2020/21.

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LE ISTITUZIONI – Nonostante le difficoltà oggettive e il parere contrastante della maggior parte dei presidenti di A, Gravina non vuole arrendersi: “La nostra priorità assoluta è concludere la stagione”. Secondo il presidente della Figc, quindi, la scelta è tra un’estate in campo oppure in tribunale a causa dei ricorsi se la stagione non si concludesse. Più o meno dello stesso avviso anche l’UEFA, che in più ha il problema di dover armonizzare le necessità di paesi in cui il contagio si è diffuso con tempistiche differenti. Sono note, invece, le posizioni agli antipodi del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che ha accusato la Serie A di non comprendere la situazione e di vivere in una bolla e di Paolo Dal Pino, presidente della Lega Serie A, che ha parlato dello stop definitivo come un danno all’intero movimento calcistico.

DANNI – La polemica non accenna a placarsi e trovare una sintesi di tutti gli interessi in gioco sembra più complicato del previsto. L’unica sicurezza è che anche il sistema calcio verrà danneggiato sia a livello economico che sportivo e sia le società sportive che le istituzioni calcistiche dovrebbero prenderne consapevolezza al più presto.

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