Serie A, oggi l’assemblea di Lega: cosa c’è in ballo per il calcio e per il Torino

Serie A, oggi l’assemblea di Lega: cosa c’è in ballo per il calcio e per il Torino

Campionato / Società di Serie A impegnate in videoconferenza per decidere le sorti del campionato e della Coppa Italia

di Andrea Marchello, @AndreaMarchell0

Si riunirà oggi, nell’insolita modalità della videoconferenza, un’altra assemblea straordinaria di Lega Serie A. Sul piatto tanti argomenti, con una consapevolezza: sarà ben difficile che dalla riunione di oggi possano uscire notizie certe sulla ripresa degli allenamenti e, tantomeno, sulle sorti di questo campionato (su questo si deve inoltre passare per forza dal Consiglio Federale FIGC): l’emergenza sanitaria in atto non permette di avventurarsi in programmi certi. Di sicuro l’orientamento della maggior parte dei club è far sì che il campionato possa terminare regolarmente, se necessario giocando anche oltre il 30 giugno, e stabilire una data comune per la ripresa degli allenamenti, in modo che nessuno possa trarre vantaggi. Detto questo, saranno anche altri gli argomenti sul tavolo virtuale della Confindustria del pallone.

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LE PERDITE – Si parlerà, oltre che della questione-allenamenti, anche di alcune misure da proporre al Governo (tramite la FIGC) per limitare le perdite che coinvolgono tutte le società. Non disputare le partite causa infatti una serie di danni economici che ammonta a centinaia di milioni di euro (c’è chi valuta la cifra tra 700 e 800 milioni). Non si tratta di chiedere misure economiche, ma interventi normativi che possono aiutare indirettamente le società. Tra questi, c’è una modifica della legge sul professionismo sportivo del 1981 che permetterebbe di arrivare a quei tagli sugli stipendi dei calciatori di cui tanto si parla in questi giorni. Non solo: altre proposte dovrebbero riguardare la cancellazione del divieto di sponsorizzazioni legate al betting previste dal Decreto Dignità del 2018, alcune facilitazioni burocratiche sulla costruzione di nuovi stadi e agevolazioni fiscali di varia natura. Si cercherà, in sintesi, di trovare una rotta comune su accorgimenti da proporre al governo per evitare l’implodere del calcio, una delle industrie più importanti dell’Italia.

 

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  1. Granata - 2 settimane fa

    Continuo a pensare male perché chi è al comando non ha a cuore il bene di tutti ma l’interesse di pochi. Per esempio, le ipotetiche facilitazioni burocratiche per costruzione di nuovi stadi non sarebbero di nessun aiuto per i piccoli ma agevolerebbero chi oggi è impantanato vedi le milanesi, Roma, Napoli. Le agevolazioni fiscali aiuterebbero i grandi che si permetteranno ingaggi faraonici per aumentare il divario con i piccoli. Allentare il fpp agevolerebbe chi, come il Milan, ha barato per ottenere vantaggi sportivi. Soluzione sarebbe tetto ingaggi europeo, redistribuzione diritti tv in modo equo. Troppo semplice da fare per cui non si farà.

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    1. nonno46 - 2 settimane fa

      Hai perfettamente ragione, non saremmo italiani se scegliessimo le soluzioni semplici

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