Serie A, ripartire o no? Domani il vertice con i medici

Il punto / La Gazzetta dello Sport questa mattina espone tutti i probabili punti obbligatori da rispettare se il 4 maggio dovessero riprendere gli allenamenti

di Luca Sardo

Riprendere oppure no? E’ questo il tema calcistico del momento. Ieri si è espresso in merito Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (QUI i dettagli), sostenendo che al momento il suo parere (e probabilmente quello del comitato tecnico scientifico che supporta il governo nelle decisioni) è negativo. A ruota, Urbano Cairo gli ha dato ragione. Del parere opposto è la Figc, che sta facendo di tutto per arrivare a una ripartenza, nella speranza che dal 4 maggio gli allenamenti possano riprendere, seguendo una preciso protocollo mirato a contenere i rischi per la salute di calciatori e accompagnatori. A tal proposito domani la commissione medica della Federcalcio presieduta dal professor Paolo Zeppilli si riunirà per iniziare a disegnare una serie di punti obbligati da seguire necessariamente.

Il parere dei dottori e il realismo di Cairo: terminare la A ad oggi è utopia

I PUNTI – In merito già circolano delle indiscrezioni. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, per prima cosa sarà necessario sanificare tutti gli impianti sportivi, misura ovviamente da attuare entro il 4 maggio, data ipotetica della ripresa degli allenamenti. La seconda fase è sicuramente lo screening. I calciatori si sottoporranno a una sorta di “nuova idoneità sportiva”: saranno effettuati test molecolari, sierologici, esami del sangue e in seguito verrà fatto il tampone, una volta che se ne avrà a disposizione un numero adeguato. In seguito ogni squadra – che comprende calciatori, staff tecnico, medici e magazzinieri – andrebbero in ritiro: in pratica, le squadre faranno come le famiglie che oggi sono dentro casa. Nessun contatto con l’esterno. Tutto questo almeno nella prima fase, cioè quella della ripresa degli allenamenti. Nella quale è molto probabile che non si utilizzerebbero gli spogliatoi o gli spazi comuni al chiuso. La riunione di domani proverà a programmare nel dettaglio la prima fase, ovvero le modalità per riprendere gli allenamenti e le distanze da rispettare gli uni dagli altri. È il primo passo, spera la Federazione, per arrivare a una ripresa del campionato. Virus permettendo.

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  1. Luca - 7 mesi fa

    Buongiorno a tutti, fermo restando che sono del tutto contrario alla ripresa del campionato, ma dopo che saranno spesi un mucchio di soldi per fare i test ai calciatori e tutte le persone dello staff che li circondano cosa succede se per caso dopo 2-3 partite qualche calciatore dovesse risultare positivo?
    Oppure pensiamo di farli vivere in una bolla di cristallo per il resto del campionato?
    Il tutto senza ricordare che i reagenti per i test sono pochi, non ci sono per il personale sanitario, forze dell’ordine (che dovrebbero comunque essere presenti intorno agli stadi) etc etc ma li possiamo sprecare per testare in continuazione i calciatori…..
    Rabbrividisco!
    Ormai non mi stupisco più di niente, hanno deciso di riaprire cartolerie e librerie che non reputo attività essenziali, quindi non mi stupirei se lor signori decidessero di continuare a giocare il campionato.
    Caro presidente Cairo fai come Cellino ritira il Torino dal campionato, subito!

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