Vaia (direttore Spallanzani): “Sì agli allenamenti e se un calciatore fosse positivo…”

Le parole / Il medico romano specifica che la ripresa dell’attività sportiva dev’essere inserita in un processo di riapertura generale

di Redazione Toro News

Sulla ripresa della Serie A si è espresso anche Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma e uno dei massimi esperti in epidemiologia, in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Il medico ha anche sottolineato che le dichiarazioni rilasciate corrispondono a sue opinioni personali e non sono a nome dell’ospedale della Capitale. Vaia si è detto favorevole alla ripresa degli allenamenti, spiegando: “Se vogliamo rendere un buon servizio allo sport non dobbiamo decontestualizzarlo“.

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RIPRESA – Il ritorno sui campi d’allenamento, però, non dev’essere un caso isolato, ma inserito in un processo di ritorno alla normalità per tutta l’Italia. “Se lei mi chiede se sono favorevole alla ripresa degli allenamenti io le rispondo sì – continua Vaia – ma solo se la consideriamo all’interno di un percorso di svezzamento che riguarda l’intero Paese. Dobbiamo riaprire l’Italia, questo è certo, rispettando due parametri: il buonsenso e l’esperienza tecnico-scientifica, che devono camminare insieme“.

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CALCIATORI – Dopodiché il medico dell’ospedale romano si concentra anche sulle modalità della ripresa sia per quanto riguarda il mondo dello sport, sia in generale su tutta Italia: “Fondamentale sarà l’osservazione costante della popolazione, il monitoraggio dell’andamento epidemiologico”. Vaia si sofferma infine sul caso in cui un calciatore dovesse essere trovato positivo quando riprenderanno gli allenamenti: “Se un calciatore verrà trovato positivo non si dovrà fermare tutto”.

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  1. bertu62 - 6 mesi fa

    Sono certo che ci sia parecchia confusione in merito a questo Virus, e non vorrei passare per “un complottista” però quanto meno “è strano” tutto ciò…
    E’ strano perché ci sono alcuni punti fermi su cui TUTTI GLI ESPERTI concordano mentre invece su molti altri punti c’è discordanza….Vediamo quali sono i punti su cui c’è concordia:
    – Vero è che al momento NON C’E’ una cura, NON C’E’ un vaccino, NON C’E’ neppure una certezza (che sia UNA) su COME si diffonde il Virus, su QUANDO sarà meno “vivace” se in estate, in inverno oppure (cosa più probabile) non glie ne frega niente delle stagioni, al momento NON C’E’ una “profilassi” protettiva riconosciuta (le dichiarazioni farneticanti di TRUMP, Presidente della Nazione più progredita del mondo sono un misto fra l’idiozia assoluta ed il criminale, ma ((forse)) l’hanno votato, quindi che se lo tengano pure al posto di chi (Obama) voleva l’assistenza sanitaria gratuita per tutti…)
    – Vero è che AL MOMENTO l’unica cosa che ha RALLENTATO la diffusione del Virus è stato l’isolamento…
    – Vero è che TUTTI GLI ESPERTI temono la ripartenza fulminea della diffusione del Virus nel momento in cui si dovrà riprendere ad uscire di casa con l’inevitabile “contatto” fra persone diverse (cioè non appartenenti allo stesso nucleo familiare) a meno che non vengano presi ACCORGIMENTI SPECIALI/SPECIFICI….
    —-
    In buona sostanza, si è portati a credere che ADESSO E’ TUTTO PASSATO, ma NON E’ COSI’!
    A ben vedere i morti continuano ad esserci, i contagiati pure e tutto questo in una situazione di “quarantena forzata”!
    La verità è che nessuno ha né la forza né la possibilità di “isolarsi” completamente, nessuna Nazione, nessun Paese: siamo figli della globalizzazione, questa Pandemia è figlia di questa situazione, e adesso ne paghiamo tutti il conto. Niente potrà mai più essere come prima perché altrimenti continueremo a morire, a centinaia, a migliaia, ovunque: ci sono paesi dove si scavano fosse comuni per seppellire i morti, altri dove invece vengono lasciati per strada, e c’è un continente che sta per diventare un cimitero a cielo aperto, l’Africa.
    L’Africa è il paese del Terzo Mondo per antonomasia, quello in cui la povertà è alle stelle, i servizi essenziali non ci sono, l’igiene è sconosciuta, l’assistenza medica non esiste neppure come semplici “parole”….

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  2. Iltorosiamonoi78 - 6 mesi fa

    Secondo me che non sono nessuno ha ragione……dobbiamo attuare il lockdown a vita per tutti ?
    Penso poi che se un barman si infetta lui va in quarantena o in ospedale se è grave, si sanifica il bar che NON chiude e va avanti. Io sono per provare a tornare a VIVERE

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    1. Granata - 6 mesi fa

      Il tuo ragionamento non ha nessuna ratio. Se si fosse seguito il tuo esempio sconclusionato oggi conteremmo milioni di vittime nel mondo. Lo stare a casa e mettere in isolamento le persone venute a contatto con i soggetti positivi è l’unica arma, al momento, efficace per fermare epidemia. Per fortuna tu non devi prendere decisioni per altri.

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      1. Iltorosiamonoi78 - 6 mesi fa

        Non hai capito. Hai ragione, giusto il lockdown fino ad ora e ci mancherebbe. Ma adesso qualcosa si deve muovere……..

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      2. Granata - 6 mesi fa

        Il problema è che non c’è una terapia riconosciuta. Non c’è un vaccino ed il tasso di infettività è elevato. Isolare i positivi è d’obbligo ma è necessario isolare anche chi è stato a contatto. Non si possono fare differenze. Poi è ovvio e doveroso riprendere normalita ma adesso è troppo presto. In piemonte e lombardia la situazione è ancora difficile.

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  3. Granata - 6 mesi fa

    Che brutta cosa quando la scienza si piega al potere. Se un barman si infetta si chiude il bar. Se un giocatore si infetta gli altri devono andare avanti.

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