La promozione che visse due volte

Culto / Torna l’appuntamento con la rubrica di Francesco Bugnone: “Il 20 maggio 2012 il Torino batte 2-0 il Modena sotto la pioggia coi gol di Oduamadi e De Feudis e ritrova la serie A tre stagioni dopo averla dolorosamente lasciata”

di Francesco Bugnone

Il 20 maggio 2012 il Torino batte 2-0 il Modena sotto la pioggia coi gol di Oduamadi e De Feudis e ritrova la serie A tre stagioni dopo averla dolorosamente lasciata. Sotto la pioggia si festeggia l’evento, i giocatori urlano dal pullman, i tifosi dietro, un po’ ovunque, contenti. Ma gli stessi tifosi avevano già festeggiato quella stessa promozione prima di ottenerla. E’ successo pochi giorni prima, il 15 maggio, di martedì sera. In barba alla scaramanzia, è il primo caso di promozione consapevolmente festeggiata prima di averla ottenuta.

Il Toro di Ventura è in corsa per la promozione in una stagione infinita, dove è stato quasi sempre in testa, ma è successo di tutto di più fra punti dati e tolti come per la famosa vicenda dei riflettori di Padova, partite interrotte per grandine, vari furti. Quella sera si gioca il recupero delle partite sospese o rinviate a causa della tragica morte del povero Morosini.

LEGGI ANCHE: 50 Special

La sensazione che domina sugli spalti nel pre-gara è di paura. Il Toro ha appena perso malamente lo scontro diretto di Pescara tre giorni prima e ora ospita il Sassuolo, che precede di due punti e che non ha mai battuto tra le mura amiche. Dopo un anno intero in prima o al massimo seconda posizione, si fa largo l’idea che, se andasse male, dovremo passare per le forche caudine dei playoff e non va bene.

Poi, mano a mano che si avvicina il momento della partita, la paura si scioglie in voglia di sostenere la squadra, succeda quello che succeda. “Se il destino è contro di noi, peggio per lui” si dice e il destino vuole mettercela tutta. Si fa male Di Cesare nel riscaldamento e lo sostituisce D’Ambrosio. Si fa male Bianchi a metà tempo e gli subentra Antenucci.

LEGGI ANCHE: Nove contro undici

Al 23’ Vives, da oltre venticinque metri, lascia partire un destro fortissimo che si stampa sul palo facendo un rumore pazzesco. I pali sono strani e noi del Toro lo sappiamo bene. Alcuni ti buttano nello sconforto, altri ti caricano di furore e finiscono col fare paura agli avversari. Questo, per fortuna, è un palo di secondo tipo. Rompiamo il fiato, è come se incominciasse un’altra partita.

TURIN, ITALY – APRIL 24: Torino FC president Urbano Cairo (L) wearing a jersey with the new name of the stadium in honor of the Grande Torino with head coach Giampiero Ventura prior to the Serie A match between Torino FC and US Sassuolo Calcio at Stadio Grande Torino on April 24, 2016 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Al 31’ Parisi batte un angolo dalla sinistra e D’Ambrosio, che non doveva nemmeno giocare, viene come risucchiato dalla Maratona, salta con una forza incredibile, travolge Piccioni, incorna in rete poi esulta raggiunto dai compagni per il meritato abbraccio coi compagni. Darmian schiaffeggia Danilo amichevolmente. In curva facciamo lo stesso fra noi.

Il finale di tempo è un infartino dietro l’altro. Un angolo del Sassuolo fa nascere una mischia furibonda con i neroverdi che protestano per un mani. Un altro corner e la palla attraversa l’area con Longhi che mette a lato. Infine Ogbonna prova a lanciare Sansone con un retropassaggio da brivido, ma Benussi lo anticipa. Arriva l’intervallo e lo stadio è percorso dall’adrenalina, anche perché il Pescara non sta riuscendo a ribaltare il 2-0 contro il Livorno.

LEGGI ANCHE: La punizione di Edu

Nel secondo tempo sembra mettersi in discesa. Al 54’ Pomini respinge una punizione di Parisi, Antenucci prova a intervenire e la palla colpisce un difensore poi arriva perfettamente apparecchiata per Basha. Migjen ha già segnato all’andata contro il Pescara, è uno da occasioni importanti e allora non può esimersi e raddoppia. Il mediano scappa ridendo, ma lo prendono in fretta. Solito mucchio, solito abbraccio. 2-0.

Ma non è finita. Il Sassuolo va avanti a colpi di punizioni buttate in area e su una di queste è proprio Basha a commettere fallo su Valeri. Pinzani fischia il calcio di rigore e Sansone va sul dischetto sotto un diluvio di fischi. La Maratona, dopo aver scatenato l’onda d’energia per il gol di D’ambrosio, chiama a sé anche il pallone che il nostro futuro attaccante sta per calciare. Sfera alta, boato, non la riaprono.

LEGGI ANCHE: Tutto Toro-Real minuto per minuto

Il Toro gioca sul velluto. Surraco, disastroso a Pescara, è un funambolo. Vives è uomo ovunque. A dieci minuti dalla fine Pino se ne va sulla sinistra e, dal fondo, alza la testa e serve al centro Meggiorini. La palla è troppo bella, Meggio vuole calciarla a tutti i costi, anche cadendo e così è: la palla, colpita col sinistro, si insacca per il 3-0. Stavolta è Meggiorini a fuggire gioioso, Basha lo prende per la maglia, arrivano gli altri. Il Pescara ha perso col Livorno, il Toro è a più cinque punti sulle terze, ne bastano due in due gare abbordabilissime (Modena e Albinoleffe) per ritornare a casa.

Sarà la paura della vigilia, sarà l’andamento della gara, saranno tre anni di purgatorio che stanno per essere spazzati via, ma succede qualcosa di magico. Si va in un’altra dimensione. La Maratona canta, lo stadio canta, si avvicina sempre di più alle recinzioni, sa che non è ancora fatta, ma non gliene frega un cazzo a nessuno, è fatta, l’abbiamo deciso noi, la scaramanzia si tolga di mezzo. Al fischio finale il pubblico invade il campo, abbraccia i giocatori, urla “serie A” in ogni momento possibile. Fuori le macchine strombazzano. E’ una festa bella perché inattesa, genuina, folle, viene dalla pancia, non è organizzata. Fuori dal nostro microcosmo ci guardano strani, ma chi segue ancora il calcio con il cuore ha capito quella spontaneità. Una promozione così attesa che l’abbiamo festeggiata due volte e vi dirò di più. E’ stata quasi più entusiasmante la festa a sorpresa di quella più istituzionale, benché anche contro il Modena sarà tutto così bello da rendere accettabile anche una partita a mezzogiorno e mezza. Ma non ci si può far nulla, al cuore non si comanda e il cuore è quello che ci ha fatto perdere completamente la testa durante un tre a zero al Sassuolo.

LEGGI ANCHE: La porta sempre più piccola


Classe 1979, tifoso del Toro dal 1985 grazie a Junior (o meglio, a una sua figurina). Il primo ricordo un gol di Pusceddu a San Siro, la prima incazzatura l’eliminazione col Tirol, nutro un culto laico per Policano, Lentinie…Marinelli. A volte penso alla traversa di Sordo e capisco che non mi è ancora passata.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

12 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. Robbie_poeta - 1 settimana fa

    Bei ricordi!
    Ma quanto era forte quella squadra dl 1991-92!
    Dava spettacolo e vinceva
    E io l’ho vista dal vivo!!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Fantomen - 1 settimana fa

    Bei tempi……pensavano che Cairo stesse costruendo na società…….non sapevamo ancora che era tutto legato alla casualità delle persone coinvolte come Ventura e petrachi…….

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Héctor Belascoarán - 1 settimana fa

    Questa, a parer mio, è la più bella rubrica del sito.
    È un dolce piacere immergersi nei nostri ricordi che Francesco sa così bene descrivere.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Marchese Granata - 1 settimana fa

      Anche perché solo i ricordi ci sono rimasti!

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. come un pugno chiuso - 2 settimane fa

    ma che bel ricordo benaugurante !

    prego ritornare con la memoria alle ben più memorabili ed esaltanti gesta del TORO, ovvero la squadra che esisteva prima del 2005, quella che superava gli ottavi di Coppa Italia e vinceva derby con una frequenza un tantino superiore a quella dei dimenticabilissimi ectoplasmi cairoti

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. lake - 1 settimana fa

      Ci son parole,tempi e ritmi anche dentro un’ospedale-Francesco Guccini

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. come un pugno chiuso - 1 settimana fa

        citazione stupenda ! (e non sono ironico)

        Rispondi Mi piace Non mi piace
    2. resistenza_granata - 1 settimana fa

      Purtroppo l’autore della rubrica è giovane, più o meno quanto lo sono io, e tende maggiormente a raccontare le “gesta” più recenti che sono, ahimè lo sappiamo, ben poca cosa rispetto alla gloriosa storia del Toro…
      In ogni caso sono articoli apprezzabili che trasmettono passione

      Rispondi Mi piace Non mi piace
    3. FrancescoB - 1 settimana fa

      In cinquantuno puntate la rubrica ha spaziato dagli anni 70 agli anni zero, quindi trasecolo quando mi si chiede di parlare del Toro pre-2005 quando succede pressochè sempre.La mia unica linea è proprio quella di alternare i periodi.
      A breve arriveranno anche pezzi sugli anni ’60 che però, visto lo scarso materiale video, richiedono più tempo, perché mi piace essere accurato nello svolgere il mio compito per rispetto a una delle poche cose che davvero amo nella vita.

      Buona giornata.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Héctor Belascoarán - 1 settimana fa

        Francesco, già il fatto che ci metti la faccia e rispondi meriti il massimo del rispetto… poi confermo la tua rubrica e splendida e trasuda emozione.
        Gli ultimi 15 anni seppur ben lontani dall’essere esaltanti sono purtroppo tutti nostri, il Torino Fc, che ci piaccia o no, è parte della nostra storia, avaro certamente di emozioni da scolpire nel granito e che magari un giorno ci piacerà dimenticare ma tant’è. Inutile negare che ci è toccato di gioire per una promozione. Anche più di una. Purtroppo.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
      2. come un pugno chiuso - 1 settimana fa

        Francesco,
        so bene che i suoi apprezzabilissimi pezzi sono quasi sempre dedicati al periodo pre-sfascio, infatti, se nota bene, ho usato il verbo ‘ritornare’ e non ‘andare’
        Poi, per carità, i momenti di gioia sono senz’altro piacevoli da ricordare anche quando sono piccoli e rari lampi durante un lunghissimo ed insopportabile periodo di buio e mediocrità assoluta
        Perdoni se ho usato il suo articolo per un confronto fra l’oggi e lo ieri ma siccome anche per me il granata è passione profonda ogni tanto e da qualche parte devo sfogare l’acuto malessere per il nulla con cui questo colore e questa passione vengono mortificati da quindici anni a questa parte

        Grazie e complimenti, in attesa dei prossimi pezzi d’antan
        auguro buona giornata anche a lei

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. FrancescoB - 1 settimana fa

          Tutto chiaro e la capisco, soprattutto perché il suo disagio per il momento presente è come il mio.

          Grazie per il confronto e un abbraccio ovviamente granata. 🙂

          Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy