Una gallina dal cuore Toro

Culto / Torna l’appuntamento con la rubrica di Francesco Bugnone: “Perdiamo 3-1, ovviamente eliminati, ma qualcosa da salvare c’è: l’argentino, subentrato a inizio ripresa, fa vedere quelle due-tre cose che fanno i grandi attaccanti.”

di Francesco Bugnone
maxi lopez, quagliarella. Maxi Lopez contro Icardi

Quanto bisogna essere stupidi per andare allo stadio in una gelida sera di gennaio a guardare una partita di Coppa Italia trasmessa in tv? O quanto bisogna essere innamorati? Forse tutte e due le cose. E’ il 14 gennaio 2015, Toro-Lazio, la partita in cui Ventura schiera Jansson a centrocampo per far capire alla società che in mezzo siamo corti (non andrà benissimo, visto che arriverà il solo Gonzalez, non proprio il salvatore della patria, e ogni tanto saremo costretti a mettere Bovo regista). La prima partita di Maxi Lopez al Toro. Perdiamo 3-1, ovviamente eliminati, ma qualcosa da salvare c’è: l’argentino, subentrato a inizio ripresa, fa vedere quelle due-tre cose che fanno i grandi attaccanti. Difendere la palla, smistare, disorientare il difensore con una mossa. Perché, al netto di problemi fisici e alti e bassi, Maxi è questo. Un grande attaccante.

TURIN, ITALY – DECEMBER 22: Ciro Immobile (R) of Torino FC celebrates his goal with team-mates Alessio Cerci during the Serie A match between Torino FC and AC Chievo Verona at Stadio Olimpico di Torino on December 22, 2013 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Il Toro 2014/2015 è quello orfano di Cerci e Immobile. In Europa League è riuscito a passare il girone eliminatorio, ma in campionato sta flirtando un po’ troppo con le zone basse della classifica e ha parecchie difficoltà a segnare, nonostante Quagliarella. Martinez è troppo acerbo, Amauri un pochino arrugginito, Larrondo lasciamo perdere. Serve qualcosa in più e potrebbe arrivare proprio da Maxi Lopez che viene da un’esperienza non proprio esaltante al Chievo. Un’operazione che porta dietro troppi “se” e in genere i “se” col Toro funzionano poco, lo fanno solo per i rimpianti. Questa volta no. Maxi è la scintilla che trasforma la squadra, le farà sfiorare una qualificazione europea, negata principalmente da Sorrentino che fa annullare un suo gol regolare e da Padelli che diventa un bug di Fifa e se la butta dentro da solo contro l’Empoli, le farà vivere l’impresa contro l’Athletic Bilbao e solo un difensore che si è frapposto chissà come tra lui e il gol non ha portato l’impari sfida con lo Zenit ai supplementari. El Galina, in quei primi mesi del 2015, si scrolla di dosso l’essere protagonista di un’amara storia familiare che tanto esalta gli amanti del gossip per vestire i panni della punta che fa sognare i tifosi.

LEGGI ANCHE: MAGO ABEDI

A Cesena, ultima di andata, il Toro va in vantaggio di due gol, poi viene raggiunto da una doppietta di Brienza su rigore. Sembra l’ennesima partita fatta per avvelenarci, ma, dal 68’, in campo c’è proprio Maxi Lopez, subentrato a Martinez. Mancano 3’ alla fine quando Quagliarella doma un pallone al limite dell’area romagnola e lo butta dentro. Il numero undici rincorre la sfera che sta andando verso l’esterno lasciando sul posto il diretto marcatore e, con un tocco morbido, supera Leali in uscita, poi festeggia imitando la gallina. Come al Barcellona, quando segnò al Chelsea in Champions League. E’ poco tempo, ci siamo appena conosciuti, ma capiamo che possiamo amarci.

UDINE, ITALY – APRIL 30: head coach of Torino FC Giampiero Ventura looks on during the Serie A match between Udinese Calcio and Torino FC at Dacia Arena on April 30, 2016 in Udine, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Ventura inizia a usare Maxi come arma da inserire a gara in corso, in attesa che abbia la giusta tenuta per reggere i 90’. A San Siro, a tempo scaduto, è sua la testa che prolunga l’angolo di El Kaddouri (nota sadica: svetta su Icardi) tagliando fuori la difesa nerazzurra e mettendo Moretti nella condizione di farci vincere in casa dell’Inter dopo 27 anni, rigore di Cravero, troppo tempo fa. Con lui il Toro gioca bene e Maxi le reti se le tiene per la coppa, per la precisione tre, destinatario l’Athletic Bilbao. Un tocco in scivolata su centro di Molinaro e uno splendido colpo di testa su cross di Darmian all’andata e un’altra zuccata al San Mames, sempre su invito di Darmian, che non sarà il gol decisivo, ma, forse, quello più importante, quello dell’1-2 subito dopo aver preso il pareggio per ribaltare il quadro psicologico e mandare il Toro all’intervallo sentendosi forte, fortissimo. D’altronde a questo servono i grandi attaccanti, quelli con grande esperienza europea. A farci passare notti così.

Il gol in Italia torna contro il Parma, nel posticipo della ventottesima giornata. Quagliarella lancia Maxi in profondità e il Galina salta la scivolata di Lucarelli, entra in area da sinistra e col destro, da posizione defilata, sblocca il risultato. Due turni dopo tocca anche alla Roma subire il graffio dell’ex River. E’ una partita nervosissima, quella, per capirci, dove Florenzi, a fine gara, abbandona un intervista in cui mettevano in dubbio il rigore che aveva portato in vantaggio i giallorossi. Al 64’ Bruno Peres tiene in campo una palla impossibile, Vives la controlla con grande intelligenza e la serve a Maxi Lopez che la scaraventa in rete.

LEGGI ANCHE: AVERE CENT’ANNI

A Palermo il Toro arriva fresco vincitore del derby, ma i rosanero stanno vincendo 2-1. Al 59’ Maxi Lopez subentra a Martinez: il primo pallone che tocca su cross di El Kaddouri, dopo un minuto, lo mette dentro. Ce ne sarebbe un secondo, a 5’ dalla fine, con uno splendido stacco su cross di El Kaddouri, ma l’urlo rimane in gola. Sorrentino si sbraccia, l’addizionale Ghersini richiama Gervasoni e la rete che sarebbe valsa, probabilmente, un’altra Europa, sfuma.

Contro il Chievo, a due turni dalla fine, proviamo a crederci ancora. Maxi Lopez la sblocca di testa sugli sviluppi di un angolo e non esulta molto, è un ex, ci sta. Al 69’, però, su un pallone calciato in avanti, Maxi addomestica la sfera e va via di forza a Cesar, che prova in ogni modo, lecito o meno, di impedirne la partenza, ma può solo inseguire. L’ex River la porta avanti con la testa, avanza verso Bardi e lo supera con un rasoterra precisissimo ed esulta, esulta eccome. Un altra doppietta, di rapina al Cesena, chiude l’annata.

La stagione successiva non è così bella, sia per il Toro, che parte con grandi aspettative, ma sarà inghiottito dalle paludi di metà classifica, sia per Maxi che pur essendo prezioso (lanciategli una lavatrice, lui sarà in grado di stoppare anche quella) non segnerà come l’anno prima. La sua rete più bella è in casa contro l’Atalanta, dopo un’altra grande prova nella San Siro interista con tanto di assist a Molinaro, quando, su lancio di Bruno Peres, punisce l’incertezza di Stendardo e supera Sportiello in uscita con un morbido tocco d’esterno destro. Poi altra corsa sotto la Maratona con tanto di testa platinata. Sarebbe stato memorabile il gol del 2-2 alla Juventus, nel famoso derby del testa contro testa di Bonucci con Rizzoli, ma viene annullato per fuorigioco inesistente.

vittoria

La cosa più bella, però, non è un gol, ma un fallo. Succede alla seconda giornata, quando eravamo ancora pieni di sogno. Ospitiamo la Fiorentina che passa in vantaggio con gol di Alonso che viene a festeggiare sotto la Maratona, all’altezza della testa del Toro, mimando il gesto del matador. Dopo qualche istante di incredulità (ma qualcuno gli avrà spiegato che siamo gemellati?), la Maratona inizia a ringhiare e a dire di tutto allo spagnolo. Maxi è in panchina. Quando entra, al 61’, sa cosa fare. Va da Alonso, lo ranza, si becca la giusta ammonizione. Guarda l’avversario come per dirgli “dovevo farlo”. L’avversario lo guarda come per dire che ha capito. El Galina ha semplicemente spiegato che col Toro non si cazzeggia.

Nel 2016/2017 arriva Mihajlovic, che lo ebbe a Catania quando Maxi, giunto a gennaio alle pendici dell’Etna, fece undici gol in diciassette partite. In molti sognano un bis, ma non va così. Sinisa ne critica la forma fisica, quella lavatrice che prima avrebbe stoppato se solo glielo’avessero lanciata, stavolta, parole testuali del tecnico, ce l’ha sulle spalle. Il crepuscolo è malinconico con due gol inutili in casa di Roma e Lazio. L’addio inevitabile. Purtroppo i finali, nella realtà, vengono scritti quasi sempre male. I capitoli precedenti, però, sono stati belli. Ci ha voluto bene, gliene abbiamo voluto, ce ne vogliamo ancora. Coccodè.


Classe 1979, tifoso del Toro dal 1985 grazie a Junior (o meglio, a una sua figurina). Il primo ricordo un gol di Pusceddu a San Siro, la prima incazzatura l’eliminazione col Tirol, nutro un culto laico per Policano, Lentinie…Marinelli. A volte penso alla traversa di Sordo e capisco che non mi è ancora passata.

Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

21 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. claudio sala 68 - 1 mese fa

    Ho solo bei ricordi di Maxi, mio figlio piccolo lo adorava e lo segue ancora adesso. Grande personalità in campo avesse avuto la costanza di allenarsi non si sarebbe perso

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Mimmo75 - 1 mese fa

    Grande talento, poca professionalità, gran paraculo, altro che cuore Toro.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Rimbaud - 1 mese fa

      Mimmo permettimi di dissentire, sei paraculo quando alle parole non corrispondono i fatti. Luj al chievo era un signor nessuno , al Toro si è esaltato e ci ha trascinato in Europa. E come giustamente come qui si ricorda, ci avrebbe riportato se non fosse stato per quel maledetto gol annullato

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Synesthesy - 1 mese fa

    Mi manca Ventura….

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Daniele abbiamo perso l'anima - 1 mese fa

    Come spalla del Gallo rimpiango anche Maxi Lopez in versione “lavatrice”

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Nero77 - 1 mese fa

    Siamo arrivati in E.L con Gazzi,Vives,Molinaro Elkaddury!La dimostrazione di chi sa lavorare con Niente e chi ha rodriguez,Linetty, bonazzoli e murru riesce a fare 6 punti in 10 partite!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. sergiovatta70 - 1 mese fa

      Perché secondo te la differenza sta nell’allenatore? Non ci vedo poi tutta sta differenza tra i giocatori citati….

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Nero77 - 1 mese fa

        Hai bisogno di un buon oculista i numeri parlano chiaro,anzi le cifre,Urbanetto non ha mai dato un centrocampista da 10milioni di euro a Ventura

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. Tommydado - 1 mese fa

    E si quando dicevo che con questo allenatore e questa squadra saremmo andati in B gli ottimisti mi davano del gobbo….questa è la realtà sveglia… speriamo in un ritorno di longo al più presto e in una salvezza per poi cambiare finalmente a fine anno anche il presidente e quasi tutta la squadra

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Spliff - 1 mese fa

      Non ne capisco il senso di questo commento…

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. spiritolibero - 1 mese fa

    Il più forte giocatore che ha avuto il toro in questi ultimi anni Peccato che…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. gm - 1 mese fa

    Bei tempi, andati

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Il_Principe_della_Zolla - 1 mese fa

      Memoria corta, eh. Cortissima.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  9. fabrizio - 1 mese fa

    AVerlo adesso (alla sua eta’) al posto di zaza..

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  10. Messere Granata - 1 mese fa

    Capisco e apprezzo questi salti “temporali” nel nostro passato, che si rivela sempre più ingombrante dal momento che non riusciamo ad intravvedere un futuro. Sono sopraffatto dalla nullità del nostro presente e mi scuso se non parteciperò alle commemorazioni di ciò che fu il Torino, dal momento che, di fatto, non esiste più. Lascio ai più ottimisti la speranza di rivivere qualcosa in cui credere. Io, purtroppo l’ho persa, e sono arrivato ai “necrologi”. Auguri a tutti.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  11. Agnolotto - 1 mese fa

    Bell’articolo, ben scritto e bei ricordi. Mi resta in testa che El Kaddouri lo vorrei ancora in squadra

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  12. Paul67 - 1 mese fa

    Torino Fiorentina, Marcos Alonso segna per la viola sotto la maratona ed esulta facendo il torero, anche Sousa lo riprende per la mancanza di rispetto. Maxi è in panca, appena entra entra duro proprio su Marcos Alonso per vendicare l’affronto subito, lo stadio esplode, Maxi oltre ad essere un grande giocatore, che da noi è arrivato a fine carriera, aveva una dote che pochi hanno, sapeva farsi voler bene dai propri tifosi. Conserverò sempre un buon ricordo di Maxi.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Rimbaud - 1 mese fa

      Bellissimo ricordo, ero allo stadio, ma non credo fosse solo compiacenza verso i tifosi, aveva proprio la garra di un Toro d’altri tempi.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  13. Héctor Belascoarán - 1 mese fa

    Ai miei parenti in Argentina manderei una maglia di Maxi Lopez!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  14. Rimbaud - 1 mese fa

    Maxi lopez e il Toro, un amore che a mio avviso sarebbe dovuto durare più a lungo. Mandato via troppo presto da Mihajlovic, è veramente uno degli ultimi giocatori ad avermi emozionato per tanti motivi. Finito in panca al Chievo, lui si che ha capito dove fosse arrivato. Ha dato il meglio di sè, è indiscutibile e peccato per quella sera di San Pietroburgo, se non fosse stato per quell’asino di benassi chissà doive si poteva arrivare..

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Opi - 1 mese fa

      Quanta ragione hai rimbaud!
      Aggiungo che per ritrovare un attacante forte tecnicamente e con il carattere di maxi lopez dobbiamo veramente scomodare i mostri sacri!

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy