Granata nell’intenzione, l’azione è conseguenza

Granata nell’intenzione, l’azione è conseguenza

Rubriche / Torna Torosofia, la rubrica a firma di Elisa Fia: “Il nuovo mister granata ha avuto l’opportunità di collaudare i punti dolenti della squadra, in modo tale da aggiustarli e compiere le giuste operazioni per saldare degli ingranaggi che nel meccanismo del Toro sono ormai saltati da tempo”

di Elisa Fia

L’arrivo di Longo infonde sicuramente un forte senso di speranza nei tifosi che, vista la presa del timone da parte di un granata doc, non possono che augurarsi il meglio per la propria squadra.
Si sperava di vedere dei buoni risultati sin dal primo match, quello contro la Sampdoria dello scorso sabato, eppure ciò non è avvenuto. Tuttavia, nonostante la paura sia molta e quasi al pari della stanchezza, questa prima sconfitta non deve necessariamente lasciare del tutto l’amaro in bocca.

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Il nuovo mister granata, con i suoi collaboratori, ha avuto l’opportunità di collaudare i punti dolenti della squadra, in modo tale da aggiustarli e compiere le giuste operazioni per saldare degli ingranaggi che nel meccanismo del Toro sono ormai saltati da tempo. In fondo un punto di partenza in questa operazione che deve compiere Longo già c’è stato, ovvero il comprendere la necessità di un maggior supporto per Belotti nella zona d’attacco.

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Una singola partita non può determinare l’efficacia delle intenzioni di un allenatore, in quanto è proprio sugli errori che si può costruire la ripartenza, agendo con pazienza, il che non vuol dire lentezza ma dedizione e determinazione. Longo è un cuore toro di vecchia data che, come più volte ribadito da lui stesso, cercherà in ogni modo di far tornare lo spirito granata ad aleggiare tra la squadra e non solo. Tutto ciò che è necessario sono sostegno e fiducia, in quanto se si è granata nell’intenzione, l’azione può solo venire come conseguenza, come se non ci fosse altro fine se non quello di essere ogni volta un po’ più Toro.


Studentessa di Filosofia, classe ’98, presso l’università La Sapienza di Roma. La scrittura ed il Toro sono sempre stati le mie più grandi passioni. Sono una persona determinata ed ambiziosa, che da sempre il massimo in tutto ciò che fa, specialmente se riguarda ciò che amo.

Nei miei articoli cerco sempre di mettere tutta me stessa cercando di coinvolgere chi legge, provando a fornire al lettore più spunti di riflessione possibili.

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  1. Toro Forever - 2 settimane fa

    Il Torino è ormai come Sant’Andrea. Gli basta l’idea.

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  2. granata63 - 2 settimane fa

    Ho letto i termini dell’accordo con Longo. Cairo SEI UN MISERABILE!

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  3. leggendagranata - 2 settimane fa

    Il fatto che Longo sia un “granata doc” non è sufficiente (anche Ezio Rossi e Lerda erano “granata doc”, ma si sono rivelati pessimi allenatori del Toro). Longo deve tirare fuori il coraggio, quello che gli è mancato contro la Sampdoria, cambiare alcuni uomini e mutare modulo tattico rispetto a Mazzarri. Dare una sua impronta al gioco della squadra. Pare che con i rientri di Baselli, Zaza e Ansaldi lo farà. Speriamo perchè con il Milan sarà molto dura.

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  4. Ciccio Graziani - 2 settimane fa

    Il Genoa a gennaio ha comprato 8 nuovi calciatori, il Lecce 4. Una grossa mano sicuramente la danno

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  5. Un arreso a Cairo - Carlo M. - 2 settimane fa

    Molti hanno paura della serie b, e mi pare che questo campionato sia abbastanza strano. Quelle di bassa classifica sembrano riemergere, e cioè Genoa, Lecce e Samp, ma due su tre le abbiamo fatte riemergere noi, e il Genoa lo ha fatto riemergere un’altra squadra in picchiata: il Cagliari. Il Lecce ha fatto risultato a Napoli, che è un’altra squadra in grande crisi e che, già col nostro pareggio interno (cioè quel Torino-Napoli, che allora sembrava miracoloso), iniziava una crisi terribile.

    Longo parla di sofferenza e la cosa ha colpito più di un tifoso, molto giustamente, mi pare. Con la sofferenza si cresce: e quindi è sicuramente una cosa giusta, detta da Longo (sempre che questa sofferenza, non sia, banalmente, il classico pullman davanti alla porta, nella partita col Milan), ma, detta in uno sport dove dovresti anche divertirti (o divertirti il più possibile), sembra sempre un po’ stonata. I più intuitivi, mi pare, parlano di luoghi comuni che ci sovrastano oggi, nella realtà Toro (e non parlo di Longo). E mi pare la foto migliore nostra, oggi.

    Longo deve riuscire a far svoltare, soprattutto con la testa, dico, con lo spirito, questi giocatori. Altrimenti in un campionato così strano può accadere di tutto, mi pare e in ogni direzione.

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  6. tajarin - 2 settimane fa

    Senza voglia e sacrificio non si fa nulla. Il lunedì invece di fare festa, allenatevi. Il resto è aria fritta per perditempo.

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  7. Junior - 2 settimane fa

    Bell’articolo, speranzoso e positivo. Io finché non vedo non credo, visto lo sfacelo fino ad ora. Cmq SFT.

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  8. Simone - 2 settimane fa

    E intanto il reietto Parigini ha segnato.
    Da noi 0′ in campo

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    1. MimmoBG - 2 settimane fa

      In allenamento? Venerdì ha giocato mezz’ora ammonito e cremonese ha perso 1-0..

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      1. Simone - 2 settimane fa

        23esima giornata di B.
        Hanno perso anche ieri ma lui ha segnato.
        Te devi essere di quelli che sostiene che se hanno perso vuol dire che ha giocato male

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        1. gigioscal - 2 settimane fa

          era il recupero della 17.a

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          1. Simone - 2 settimane fa

            Grazie x la precisazione.

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    2. Jalo - 2 settimane fa

      Talmente utile che il Genoa, appena l’ha preso, l’ha subito girato in serie B. Adesso ha segnato, in serie B, giocando in una squadra che è diretta verso la serie C.
      Ed anche nella squadra ormai diretta in serie C fa panchina

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      1. Simone - 2 settimane fa

        È arrivato da 10gg e pretendi che sia subito titolare un giocatore che non ha giocato una partita da 7 mesi?
        Interessante come punto di vista.
        Il fatto poi che la squadra dove è andato sia in bassa classifica non c’entra una fava visto che si analizza la prestazione PERSONALE

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  9. FuriaGRANATA - 2 settimane fa

    Forza vecchio cuore granata e una speranza CAIRO VATTENE

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  10. Thor - 2 settimane fa

    Il problema è che noi granata ci sentiamo sfrattati da 70 anni, cacciati per sempre dai piani alti dopo Superga. Neppure qualche sporadica vittoria o scatto d’orgoglio ci hanno infuso una tenuta almeno decennale. Sempre le maledette ricadute. E abbiamo fatto il callo. Tant’è che abbiamo sviluppato una mentalità più da Serie cadetta che da Serie A. Diciamo che siamo “Maicuntent” ma un realtà nell’arte di accontentarci siamo imbattibili. E oggi ci riduciamo ad accontentarci delle “intenzioni granata”. Io sono invece del parere che una sola azione valida vale più di mille buone intenzioni. Quindi l’azione potrà anche seguire strade inconsuete, meno “granata” del solito. Ma se questo significa smettere di accontentarsi, ed iniziare invece a crescere e rafforzarsi, ben vengano. Ve lo dice uno che vive del ricordo di almeno uno scudetto vinto. Quindi preferisco pensare che le intenzioni debbano nascere dalle azioni positive. Non viceversa. Vincere per avere una mentalità vincente.
    Facile a dirsi, ma non voglio più accontentarmi. Voglio di più e di meglio dalla mia squadra Granata di oggi.

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