Se sbiadisce il granata…

Se sbiadisce il granata…

Il Granata Della Porta Accanto / Il più grande inganno che il diavolo possa fare è quello di far credere che non esiste

di Alessandro Costantino
torino

Mala tempora currunt. Sono proprio brutti tempi, ma in fondo se già si diceva così all’epoca dei Romani vuol dire che nulla è mai stato semplice e scontato a prescindere dal suo collocamento temporale. Eppure più ci penso e più mi convinco che quando io ero piccolo, e parlo del decennio Ottanta, tutto fosse, se non più facile, almeno più chiaro. Forse il mondo era globalmente più “schierato”, meno fluido di quello attuale, dove ogni cosa può essere tutto e il contrario di tutto. Lo era nella politica nazionale ed internazionale (c’era ancora il Muro di Berlino…), lo era nei campanilismi di ogni genere ed anche nello sport, in tutti gli sport. Nel calcio il Toro era l’antitesi della Juve, i suoi tifosi era chiaramente orientati a difendere certi valori e ad esserne orgogliosi ed in campo anche i giocatori spesso interpretavano a dovere ciò che l’ambiente (società, il vecchio Fila, i tifosi) gli trasmetteva. C’erano i “buoni” e c’erano i “cattivi”, i cowboy e gli indiani (come amava sottolineare il Mondo) , era facile, da granata, sapere con chi schierarsi ed era molto più semplice sentirsi identificati in qualcosa di grande che addirittura trascendeva il calcio in parecchie sue sfumature.

La Chapecoense, Cairo, Mazzarri e il bisogno di favole nel calcio

Oggi, e per oggi intendo da parecchi anni ormai, non è più così. E non possiamo dare solo la colpa al calcio che è cambiato o al mondo nella sua interezza che è stato stravolto dalla globalizzazione. A Bilbao, cioè all’Athletic, se ne sono fregati del mondo che cambiava e del calcio che diventava business. Si sono adattati, certamente, e prova ne è il fatto che hanno fatto un nuovissimo San Mames sulle ceneri di quello storico, ma non hanno venduto l’anima al diavolo; sono rimasti se stessi, fedeli ai propri principi e ai propri valori. E non sono finiti né in B, né in C, né tantomeno sono falliti!
Non so come il Torino sia arrivato a questo punto, o almeno lo so ma non è questa la sede o il momento per approfondire questo argomento, né so come sia possibile che la Curva Maratona non sia più unita e compatta come l’ho vista e conosciuta sin da bambino. So solo che leggendo il pezzo di Anthony Weatherill sulla possibilità (teorica) che qualcuno possa essere interessato ad acquistare il Toro e su quale ruolo possa avere l’influenza della famiglia Agnelli nel fungere da deterrente all’interessamento di questi ipotetici potenziali grossi investitori, ho pensato che il più grande inganno che il diavolo possa fare è quello di far credere che non esiste. La verità è ben celata da una cortina di fumo artatamente generata perché si dubiti di tutto e non si sia certi di nulla.
E’ tutto racchiuso in questo semplice detto popolare.

Toro, una stagione nata storta che non deve finire male

Quando spariscono i buoni ed i cattivi ed, anzi, i cattivi si travestono da buoni e i buoni passano per cattivi, è lì che si perdono i punti di riferimento e tutto diventa più nebuloso, più complesso, più criptico e più difficile da decifrare. Et voilà l’inganno è servito. Chi andrà allo stadio a vedere Torino-Fiorentina sosterrà il Toro pensando, correttamente, di fare la cosa giusta, così come chi non entrerà allo stadio farà la cosa giusta per altrettanti giusti motivi. Il problema è che nessuno vincerà perché la verità è che si sta perdendo l’identità granata. Lentamente, ma inesorabilmente. E non c’è vittoria sul campo o investitore milionario che possa compensare la perdita di quell’unicità che da sempre ci fa battere il cuore per il colore granata. Un granata, purtroppo, sempre più sbiadito agli occhi di chi vuole guardare le cose in profondità. Occorre prenderne atto e fare inversione a U. Prima che sia davvero troppo tardi…

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  1. Mimmo75 - 10 mesi fa

    Eurotoro giù non mi fa rispondere…continui a non capire che l’articolo non tocca questioni tecniche. o legati alla stagione attuale. E così i miei commenti.

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    1. eurotoro - 10 mesi fa

      …”se sbiadisce il granata”…6 mesi fa’ non mi sembrava sbiadito…l’articolo non tocca le questioni tecniche..perché parla già delle loro conseguenze…il gioco non piace..la classifica idem…ecco che il granata sbiadisce no?

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  2. abatta68 - 10 mesi fa

    Beh non è che mio nonno tipografo guadagnasse come Valentino Mazzola eh! E nemmeno mangiava quello che mangiava Mazzola.. a quei tempi le differenze erano enormi comunque, ma capitava di prendere il tram con i calciatori, perché era un altro mondo e le persone erano un po più modeste. Il calcio del 2000 non ha più nulla a che vedere con lo sport, diventando uno spettacolo televisivo dove ognuno ha il suo ruolo, spesso personalistico, una vetrina da protagonista che tende a tutelare, perché non è un componente di una squadra, ma un libero prof del mondo dello spettacolo. Al cospetto di tutto ciò, cosa dovrebbe contare il senso di appartenenza? I calciatori sono “le vittime fortunate” di un sistema che li premia oltremodo! Viviamo in un periodo in cui la gente deve tornare in strada a dire ciò che pensa, se non vuole finire del “brodo misto” che i media ti propongono, per tornare a dire cosa sono i valori che non devono andare smarriti, siano essi legati alla politica, allo sport, alla società in cui cerchiamo di vivere.

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    1. miele - 10 mesi fa

      Amare, inoppugnabili considerazioni che fanno rimpiangere ai diversamente giovani, come me, altri tempi in cui, per il Toro, si poteva romanticamente sognare in grande, anche se nella vita concreta la realtà non era esattamente quella che veniva rappresentata ufficialmente. Anzi, allora eravamo inconsapevolmente esposti a rischi nascosti. Oggi, forse, siamo più consapevoli di ciò che bolle in pentola, ma anche questa condizione non è molto rassicurante.

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  3. essenzagranata - 10 mesi fa

    Se volete veramente contestare in modo legale Cairo e i suoi yesmen, allenatore compreso, toccandolo sul vivo (quattrini) e mettendolo all’angolo, per costringerlo finalmente a mettere la società sul mercato, disertate lo stadio, lasciatelo completamente vuoto e non rinnovste più l’abbonamento, radunatevi davanti al Filadelfia e chiedetene a gran voce l’apertura durante gli allenamenti, per essere vicini a i giocatori VERI e per contestare i mercenari e chi li ha portati al Toro.

    Tenetevi lontani dagli ex gobbi ultras della Maratona a libro paga di Cairo, ignorateli e contestateli, perchè loro rappresentano il marciume e il falso di 16 anni di gestione Urbano Cairo.

    Oggi tutti con i Fratelli Viola della Fiesole e con i veri Ultras Granata, i Torino Hooligans, perchè è con Loro che batte e batterà sempre il Vecchio Cuore Granata.

    Perchè il Granata torni ad essere rosso come il Sangue, il Sangue dei Veri Tifosi Granata.

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  4. GlennGould - 10 mesi fa

    Fondamentale è cambiato il fatto che oggi i calciatori sono gente plurimilionaria che, con le dovute eccezioni, non ha più nessun tipo di rapporto con i tifosi. Nessuno.
    Preferiscono di granlunga un contratto con un milione in pi piuttosto che la maglia azzurra, figuriamoci che gli frega di quella di club e dei loro tifosi.

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    1. GlennGould - 10 mesi fa

      ..beati quelli che si son goduti il toro del Mondo. L’ultimo toro ad essere stato granata al 100 per cento.
      Quando la juve giocava il derby magari eran più forti, ma già nel tunnel cominciavano a cagarsi sotto.

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      1. Ardi - 10 mesi fa

        Io sono diventato granata da bambino proprio col Toro di Mondonico

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    2. Mimmo75 - 10 mesi fa

      È purtroppo così! Ma vale anche per i tifosi. Lo scorso anno la squadra veniva criticata anche quando sapeva solo vincere e non beccava gol neanche bombardata. Oggi il tifoso vuole solo vincere e divertirsi e non gli basta più l’impegno massimo. È cambiato il mondo in poco più di 20 anni. La globalizzazione e internet hanno resettato le menti di chi già c’era ed era sulla trentina e hanno inciso profondamente sulle nuove generazioni.

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  5. Toro Forever - 10 mesi fa

    Il Granata sbiadisce perché chi dovrebbe colorare i nostri sogni, non è un “pittore”. Ma un “imbianchino”. FVCG.

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  6. prawn - 10 mesi fa

    Buon articolo, ma il diavolo è la juve che ci blocca i compratori (dubito) o Cairo che ci sta spegnendo?

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  7. MV - 10 mesi fa

    *si stingono (ovviamente)

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  8. MV - 10 mesi fa

    Un giorno mi piacerebbe- non sono provocatorio- che qualche giornalista si impegnasse a mettere giù una lista dei 10 valori che caratterizzano l essere granata e che starebbero scomparendo. Perché qui se ne parla sempre ma non si entra mai nel merito (tralascio per carità di patria l’articolo fumoso e retorico della giovane neo-assunta a Toronews).
    Pregherei evitare il valore “Non mollare mai” (perché, ai tifosi atalantini piace mollare?).
    Io credevo che tra i nostri valori ci fosse l apprezzamento per chi sudava la maglia, pur scarso, ma i fischi a Meggiorini mi hanno fatto ricredere. Boh.
    Ma so già che mi verrà risposto che il fatto che io faccia la domanda è significativo del fatto che quei valori si stringono. E così si eluderà la questione.
    PS Poi mi piacerebbe fossero esplicitati i valori del Bilbao, a parte le fortissimi radici regionali

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    1. Bischero - 10 mesi fa

      Quindi non conta il loro parere? Si é del toro a prescindere dall età. Ognuno di noi ha vissuto epoche diverse con risultati diversi ma merita rispetto. Anzi ti diró di più. Chi ora ha 30 anni merita un grazie. Perché iniziare a tifare per una squadra perennemente in b o bassissima serie a é un vanto non una colpa. Facile aver iniziato a tifare negli anni 70.non diamo patenti di tifo.

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      1. eurotoro - 10 mesi fa

        …concordo ai miei fratelli di fede ventenni vi dico che siete dei GRANDI..NON MOLLATE…la storia dice che il torino ogni 30 anni ritorna TORO..ci siamo quasi…1991…2021

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    2. Andr - 10 mesi fa

      Louis Armstrong, alla domanda:”Maestro cos’é lo swing?”, rispose: “chi chiede cos’é lo swing, vuol dire che non lo capirà mai”. (Ho un pò parafrasato dall’inglese).
      A molti sembra una frase per eludere, ma la risposta che diede é l’unica sensata.

      André

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  9. Daniele abbiamo perso l'anima - 10 mesi fa

    Bell’articolo, anche se doloroso..
    Condivido il pessimismo e forse lo sono anche di più, perché non credo si possa ormai fare un’inversione a U e tornare quelli di un tempo.
    I tempi e gli uomini (i presidenti ) ci hanno divisi. Presumibilmente i ragazzi della Primavera saranno sempre più emarginati fino a scomparire e quelli della Maratona non avranno più diritto di accostarsi per passione, amore, pura bellezza, ai tifosi della Maratona di un tempo.
    E purtroppo è vero: Fanno bene oggi quelli che andranno allo stadio a tifare il Toro.
    E altrettanto bene faranno quelli che resteranno fuori assieme ai fratelli della Fiesole.
    Fuori per protesta, per romanticismo, per rabbia, per amore, perché si.

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  10. Mimmo75 - 10 mesi fa

    Bel pezzo che si incastra perfettamente con quello di Weatherill e va a completare il puzzle della situazione attuale del Toro. Cairo cavalca alla grande i tempi moderni e ci tiene ostaggi delle nostre paure. Paure mica tanto campate in aria perché una delle derive del calcio moderno e della societ civile in generale) è proprio la facilità con la quale chi conta ha imparato a dileguarsi uscendo indenne dai guai combinati e lasciando il popolino (i tifosi) nella melma. Lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle e lo hanno vissuto tifosi di tante altre squadre e lavoratori di tante altre aziende. Ma farsi bloccare dalla.paura uccide. Se mi trovo on una situazione di pericolo non mi salverò con la sola speranza che non si concretizzi un danno nei miei confronti: devo agire per preservarmi. Da tifosi non possiamo comprare il Toro, serve un tifoso con la forza economica e la volontà per far coesistere l’aspetto sportivo e quello identitario del Toro: non vedo questo tipo di tifoso all’orizzonte né ritengo sia facile coniugare i due obiettivi. Però so che noi tifosi non dobbiamo comunque rimanere inattivi nell’attesa. Creiamo le condizioni per far si che Cairo sia difronte a una scelta: o cambia e fa inversione a “U” mettendo al centro i nostri valori storici e strutturando la società in modo da poter perseguire (e non sperare, vero Pres?) risultati sportivi oppure deve passare la mano. Va contestato senza posa, on ogni luogo, in ogni modo civile. Dobbiamo rompergli il giocattolo. Deve avvertire il pericolo di un forte deprezzamento del Toro e si un danno alla sua immagine imprenditoriale. Solo allora agirà e diventerà un buon presidente o un ex presidente. Nel frattempo la squadra va isolata e protetta, sostenuta e incitata, non accolta a suon di bombe carta o lasciata sola come faranno oggi alcuni tifosi. Va contestato solo Cairo, senza tregua ma mai scadendo in atti di violenza o intimidatori, innanzitutto perché son sempre sbagliati, in secondo luogo perché fornirebbero a Cairo la possibilità di passare dalla parte della ragione (perché chi usa violenza fisica o verbale ha SEMPRE torto) e di avere il pretesto per chiudere il Fila. CAIRO CAMBIA O VATTENE!

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    1. eurotoro - 10 mesi fa

      troppo facile dire che va contestato solo cairo..soprattutto se lo scrive un sostenitore accanito di mazzarri!..io che sono solo sostenitore del mio TORO dico che le colpe di eliminazione uefa e posizione attuale in classifica sono al 33% di cairo..34% di mazzarri e 33% di nkoulu!!!…

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      1. Mimmo75 - 10 mesi fa

        Mi sa che non hai capito il senso dell’articolo e, di conseguenza, del mio post: non si parla di calcio giocato né di una situazione legata a questa stagione in particolare.

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        1. eurotoro - 10 mesi fa

          è chiaro che la situazione attuale è figlia di errori passati..però bisogna guardare anche le cose positive quando qualcuno inizia a farle…tenuti ancora tutti i big come da desiderata del mister…non prese subito seconde scelte (al 1 luglio) pur di accontentarlo ( chiaro che voleva solo laxalt e verdi)…erano anni che chiedevo continuità di un progetto..è oggettivo che ha fatto di tutto x accontentare il mister…tutti quelli in rosa ha voluto lui che restassero..la crescita non c’è stata stavolta non x colpa di cairo

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