Il granata di San Precario

Il granata di San Precario

Sotto le granate / Torna la nostra rubrica con un approfondimento dedicato alla San Precario, polisportiva antirazzista padovana

di Maria Grazia Nemour

Il granata è lo sfondo più appropriato per raccontare suggestioni legate al calcio. In questi tempi di quarantena da vittorie del Toro – anzi di più, magari fossero solo 40 dì – pagine di appassionante storia granata le ho sentite raccontare dalla San Precario, Polisportiva antirazzista padovana. La filosofia giocata dalla San Pre è oggettivamente una minaccia, risulta addirittura offensiva per il nostro splendido calcio neoliberista: lo sport è welfare, non business.

Il Presidente della San Pre non risulta essere il nipote di Che Guevara, è semplicemente un onesto sportivo che qualche anno fa, in reazione a calciopoli, crea una società che vede nel gioco la possibilità di aumentare il benessere psico-fisico di una comunità, una società dove i fondamentali sono il rispetto dell’avversario e la volontà di opporsi a ogni forma di razzismo e discriminazione. Lo sport come lingua universale che accoglie chi arriva da “un po’ più in là” – come i rifugiati –  e include chi è fuori dal gioco, come i detenuti di Padova. Perfino Famiglia Cristiana dedica alla San Pre articoli di elogio per i valori universali che esprime in campo. Politica nella sua essenza più pura: ricerca della felicità condivisa. Sarà perché a San Precario si votano milioni di italiani derubati di uno dei valori fondamentali della Costituzione italiana, il lavoro.

Il Toro che non ho capito

Una San Pre che tanto ricorda il Sankt Pauli. Assonanza di santi nel nome, di teschi nello stemma e di valori rappresentati sul campo e sugli spalti. Proprio quel Sankt Pauli che continua a tifare e giocare uno sport di welfare e non di business, che nelle ultime settimane continua a rimarcare come le squadre della Bundesliga debbano essere costituite per il 50+1 da partenariato popolare, denunciando Hopp, il maggior azionista dell’Hoffehneim, che elude il sistema utilizzando partner di comodo. Ma l’Hoffehneim cresce, vince, va in Champions, sarà proprio il caso di privilegiare il welfare, quando si può ricavare grande business?

Una San Pre che si dimostra anarchica – la direzione ostinata e contraria presente sull’home page del suo sito ne è chiara indicazione – e sostanzialmente anti-Matteo, che sia Renzi o Salvini poco importa, quello che importa sono le scelte pro o contro la tolleranza, l’inclusione, la partecipazione. Qualche settimana fa un coro anti-Matteo – privo di insulti ben inteso, perché la San Pre esprime opinioni, ripudia l’odio – è stato intercettato dai ligi arbitri di terza categoria, e sanzionato con una multa di 150 euro. L’oggetto della multa non fa riferimento a minacce o inviti alla violenza, è piuttosto una battuta di spirito: comportamento canzonatorio e oltraggioso nei confronti di un partito e di un personaggio politico italiano. “Un provvedimento singolare – ha commentato il presidente della FigcVeneto, perfino lui… – a memoria non ne ricordo di simili”.

Buonanotte suonatori

In Italia sugli spalti ci si può trasformare in scimmie e dai vertici della Lega si possono definire handicappate le calciatrici, ma ciò che assolutamente non viene tollerato è il canzonare un Matteo. La San Pre paga la multa, e dichiara che continuerà a tifare senza cambiare direzione: contro il razzismo e il sessismo, ostinatamente a favore della tolleranza e dell’inclusione. E cosa c’entra ‘sto santo color granata, senza posto fisso e senza certezze, col Toro? Non so, forse in periodi di epidemie si va alla disperata ricerca di spiritualità, così io mi voto a lui e accendo un cero per il nostro martoriato Toro, augurandomi che San Pre ci faccia la grazia: più welfare e meno business. Al nostro Presidente invece, in questo periodo di influenze, auguro di non buscarsi quella esercitata da Agnelli, di influenza, quanto cercare anticorpi in Olivetti, che poneva al centro delle sue politiche la fidelizzazione: il Toro siamo Noi, facciamoci contagiare da idee sane, che ci guariscano.


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

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14 Commenta qui

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  1. Pupi76 - 7 mesi fa

    Un articolo di cui non si sentiva la mancanza,magari diretto a far dimenticare la drammatica situazione di una società di calcio che si sta sciogliendo come neve al sole,seminando tra la gente una buona dose di zizzania di matrice politica. Complimenti.

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  2. Torosempre - 7 mesi fa

    Entusiasmante come sempre

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  3. Athletic - 7 mesi fa

    Evvai tutti contro il rassismo, il sessismo e ovviamente contro Matteo, uno ben preciso non uno a caso, almeno il coraggio di dirlo dai. Articolo ridicolo, come sempre, e in più stavolta non c’entra niente col Toro.

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    1. Torosempre - 7 mesi fa

      L’articolo è centrato sul neoliberismo e il calcio moderno ed è chiaro a quale Matteo si riferisca. L’altro, come te, non ha abbastanza vissuto per capire certe riflessioni.

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      1. Athletic - 7 mesi fa

        Lei stessa ha scritto “che si riferisca all’uno o all’altro poco importa”. Ma tu capisci quello che vuoi ovviamente. Comunque su di me taci perché non mi conosci.

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        1. Torosempre - 7 mesi fa

          Infatti si riferisce a tutti e due, non ad uno solo come sostieni e se fai scorrere il discorso soprattutto al Matteo neoliberista. Quando passa alle soluzioni “uno sport welfare” lascia intendere una cosa normalissima, che il razzismo (questo si salviniano) non può costruire benessere psicofisico diffuso

          Scusa per i paroloni ma ad un certo punto non riuscivo ad essere sintetico.

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  4. Boss Granata - 7 mesi fa

    Alla Verdone… in che senso?

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  5. Prawda - 7 mesi fa

    Perche’ bisogna sempre provare a mischiare la politica con lo sport, sinceramente non lo comprendo. Trovo sia davvero risibile scrivere che si tifa “contro il razzismo e il sessismo, ostinatamente a favore della tolleranza e dell’inclusione”, ma cosa centra tutto questo con il calcio.
    Io sono andato tantissime volte alle stadio, molti anni non ho perso nemmeno una partita giocata in casa, ma ho sempre e solo tifato Toro e mi sembra che accanto a me nessuno filosofeggiasse sulla parita’ dei diritti o sul razzismo.
    Lo stadio e’ un luogo dove ti conduce la passione per una squadra, molto spesso poco logica, dove mischiare con il tifo aspetti sociali e politici non ha alcun senso.

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    1. Torosempre - 7 mesi fa

      Hai come nick pravda… Ma ci prendi per il sellino?

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      1. Prawda - 7 mesi fa

        Ho come nick prawda e non pravda. Il resto del post non lo comprendo e francamente visto il tuo modo di porsi nemmeno mi interessa.

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        1. Torosempre - 7 mesi fa

          Ma sai che sei ridicolo. Vuoto formalismo anteposto alla concretezza. “visto il tuo modo di porti” è la tipica introduzione dei politici senza contenuti. A me “il tuo modo di porti” non disturba, è la tua mancanza di valori che mi lascia basito.

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          1. Prawda - 7 mesi fa

            Francamente delle tue opinioni non puo’ importarmi di meno, tra l’altro date da uno che si permette di esprimere giudizi personali su chi nemmeno conosce. Dimostri solamente grande presunzione e maleducazione, e gli insulti a cui non rispondono perche’ qualificano piu’ che a sufficienza chi li fa, confermano il misero livello.

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          2. Torosempre - 7 mesi fa

            Il nulla cosmico

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          3. Prawda - 7 mesi fa

            Se serviva una ulteriore conferma, e’ arrivata anche quella. Hai voluto dissipare ogni possibile dubbio; sembra che l’aforisma di Oscar Wilde “A volte e’ meglio tacere …..” sia stato scritto proprio per te.

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