La pianta di plastica?

Il segno dei tacchetti / Torna la rubrica di Diego Fornero: “Dopo troppe occasioni mancate, è lecito pretendere un Torino che faccia fiorire i germogli che ci ha soltanto lasciato intravedere. Che cosa manca a questa società per farlo?”

di Diego Fornero, @diegofornero

Undici punti in nove giornate e soprattutto la sensazione di una squadra stanca, svogliata, con poche idee e pure piuttosto confuse. Negare che nel Torino ci sia qualcosa che non funziona, sarebbe un po’ come negare l’evidenza. Altrettanto insensato, peraltro, sarebbe gridare al disastro, all’ecatombe, alla squadra da rifondare con l’allenatore (a mio parere, ingiustamente etichettato come il principale colpevole) da silurare senza mangiare il panettone.

UNA SQUADRA NORMALE – Il Toro, semplicemente, è ritornato ad essere “quella squadra un po’ così”, che forse – guardando ai valori tecnici della rosa – è quasi giusto che sia. La squadra che – se Belotti non segna, se gente come Ansaldi, Rincón e De Silvestri gioca partite “normali” e non va oltre i propri limiti, se Sirigu non fa miracoli (che peraltro continua a fare, ma per la legge dei grandi numeri talvolta qualcosa passa) – in fondo è normale che sia. I risultati possono essere influenzati da mille variabili, sfortuna compresa, ma la realtà è che questa squadra, ma forse sarebbe meglio dire questa società, è esattamente dove merita di stare: lì, nel mezzo, con giocatori “normali”, con un gioco banale, con poche velleità di migliorarsi e con scarse ambizioni reali.

E L’AMBIZIONE DOV’E’? – Sono considerazioni un po’ amare, ne sono consapevole, ma – senza passare per catastrofista – credo che riflettano la realtà, e l’umore complessivo, i risultati, i dati di affluenza allo stadio e lo scarso entusiasmo che circondano la squadra, lo dimostrano appieno. Paradossalmente, da alcuni punti vista fa più male vedere una società accontentarsi consapevolmente di questa “normalità”, anche dopo aver sfiorato ben altre posizioni e la gestione estiva del mercato e l’immobilità spacciata per volontà di non alterare gli equilibri prima dei preliminari lo dimostrano, piuttosto che vedere un club in reale difficoltà, che più di così proprio non potrebbe fare.

SI PUO’ FARE DI PIU’ – Questa è la chiave di lettura: il Torino, e il suo Presidente, hanno tutte le carte in regola e tutte le possibilità per fare molto di più. Invece, in questo momento si sta facendo mera manutenzione di un progetto tecnico che mostra qualche scricchiolio, e nel farlo si stanno trascurando troppi aspetti rilevanti, che vanno oltre i risultati sul campo della squadra di Mazzarri. Primo fra tutti: il settore giovanile, mai così mal messo prima di oggi, con una Primavera imbarazzantemente inadeguata alla categoria e scarsissimi segnali positivi che pervengono dalle categorie inferiori. Secondo: la gestione della rosa, del tutto errata soprattutto per quanto riguarda i giovani più interessanti, che avrebbero dovuto essere valorizzati, magari anche ceduti (non è un delitto cedere un giocatore del vivaio, se non lo si ritiene adeguato alla rosa, e magari reinvestire quanto ottenuto!) e non demotivati lasciandoli languire in una rosa troppo lunga e semplicemente insensata per loro (vedi alla voce: Millico e ancor più Parigini ed Edera). Terzo: le strutture. Se tutti amiamo il Filadelfia, è altrettanto vero che, dopo poco più di due anni, lo storico impianto (tra l’altro sempre troppo chiuso al pubblico) si sta dimostrando poco adeguato per gestire gli impegni contemporanei di prima squadra e Primavera, come dimostra l’ampia necessità di manutenzione e lo spostamento forzoso della formazione di Sesia a Vinovo, problema che si estende a macchia d’olio al vivaio considerati i ritardi francamente incomprensibili (e qui la responsabilità è anche dell’Amministrazione comunale) per l’avvio dei lavori al Robaldo.

SALTO DI QUALITA’, QUESTO SCONOSCIUTO – C’è una parola chiave che continua a mancare: il salto di qualità. Ne parliamo da anni, continuiamo a ripetercelo ad ogni stagione, e personalmente non mi stancherò di invocarlo, anche se mi sembrerà un po’ come aspettare Godot. Guardare ad altre esperienze in Serie A, come ad esempio quella della Fiorentina – con Commisso che ha riportato entusiasmo, freschezza, voglia di innovare – dovrebbe fungere da stimolo. Per non parlare dell’Atalanta, ormai una realtà consolidata, con strutture all’avanguardia, stadio (che è diventato di) proprietà e che presto sarà un gioiello, un vivaio mostruosamente forte e un progetto tecnico di livello.

Un Toro che vivacchia sarà pur sempre meglio del Toro sfortunato di quando ero bambino (i disgraziati anni ’90) ma non mi stancherò di considerarlo poco adeguato alla realtà di oggi, a maggior ragione visto il peso specifico, economico e sociale della proprietà, che può e deve fare decisamente di più. Qualche germoglio lo abbiamo visto, ma raramente ci è capitato di vederlo fiorire, proprio come una pianta di plastica: noi continuiamo a crederci, nella speranza che un giorno le opportunità colte riusciranno a superare le (troppe) occasioni mancate.


Diego Fornero, Social Media Manager e giornalista sportivo, appassionato di… Toro del futuro. Dal 2012 nel team di Toro News.

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  1. Mauri - 12 mesi fa

    Mediocrità, disaffezione e incompiutezza, questo è il progetto. La Maratona sotto controllo dei pretoriani, il Fila fatto male, da altri e a meta’, il Robaldo che oramai è diventato una pagliacciata, nessun interesse per uno stadio di proprietà, la pantomima estiva di ds, nkoulou, 4,3,2,1 acquisti, paragoni incredibili col Grande Torino, chiacchiere e banfate. Da 15 anni. Siamo cresciuti fino a dove interessava al presidente. Stop. Mazzarri e la squadra sono certo parte del problema, ma il pesce puzza dalla testa. Sono 15 anni che puzza. Chi ancora crede che il Toro con Cairo otterrà prima o poi qualche risultato sportivo è un illuso.

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    1. Mauri - 12 mesi fa

      Dimenticavo: Notizie di Bava?

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  2. ddavide69 - 12 mesi fa

    Mah.. I disgraziati anni 90……rispetto agli ultimi 15, quel decennio è stato eccezionale . Una coppa Italia e una finale uefa. E er il discorso legato a borsano che ci ha spinti sul baratro, beh.. Io firmerei per fallire ogni vent’anni e vincere una coppa e giocarmi una finale uefa. Tanto non contano i fallimenti, contano le resurrezioni e le volte che si gode… Anche perché in questi anni qualcuno si ricorda di traguardi di qualche raggiunti? Cosa serve stare a metà classifica per cento anni senza godere mai? Se Cairo fosse presidente da 113 anni, tanto quanto la nostra storia, noi probabilmente non saremmo nemmeno diventati tifosi del Toro.

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  3. AUGUSTO - 12 mesi fa

    Forse è una bestemmia, però con Borsano almeno un po’ di sogni, di speranze e di vita prima del disastro si erano visti.
    Con questo presidente conti (suoi) in ordine e zero altro.
    Il Toro non è questo, secondo me.
    Domanda di Ligabue: ‘sono vivo abbastanza?’
    Questo Toro cairota per me non è vita, è uno zombie.
    (ovviamente, lieto di essere smentito dai – prossimi – fatti)

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    1. Forvecuor87 - 12 mesi fa

      Rispetto l’opinione di tutti ci mancherebbe…
      Borsano ha sicuramente regalato tante belle emozioni forse le ultime così forti….
      Ma Borsano e un delinquente nato, è un dato di fatto alla quale non ci si può sottrarre. L’ultima merdata è stata quella con i mobili Aiazzone ed Emmelunga. Per uscire da questo calvario ci abbiamo messo anni ed anni. Non sono un estimatore accanito di Cairo però se ci si dedicano 5 minuti per pensarci è davvero peggio di gente come GOVEANI, CALLERI, VIDULICH, CIMMINELLI?????

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      1. ddavide69 - 12 mesi fa

        Si ma io non faccio il tifo per borsano o per Cairo, io tifo per il Toro. Borsano ha pisciato fuori dal vaso, e ha anche provato ad usate il Toro per i suoi tornaconti principalmente politici, ma ha cercato di darci una dimensione di livello. Berlusconi col Milan ha fatto lo stesso, mica credete che sia un santo? Anche lui appoggiato da craxi… Ne ha fatte di ogni.. Eppure tutti su ricordano del grande Milan, non di quanto fosse immanicato e anche prescitto Berlusconi, e allora? Cairo stesso si trovò implicato in certe pratiche poco oneste… Infatti patteggio una pena.. Ma parliamo di Toro che è meglio…

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    2. marione - 12 mesi fa

      Io vado (andavo) allo stadio per divertirmi, i bilanci li vedo tutta la settimana e non è che sia sto gran spattacolo. Ergo vorrei 1) vedere del bel gioco, perchè il calcio è uno sport, non una branca dell’economia 2) Se fosse possibile, vincere qualcosa, ogni tanto.
      Ora, dal punto di vista penale Borsano non era un santo, ma io mi sono visto una finale di Coppa Uefa oltre a un TORO Real Madrid e l’arrivo alle 2 am o 3 che fossero a Caselle dei giocatori con la Coppa Italia in mano. Se facessi il giudice direi che Borsano è un delinquente, ma siccome non lo sono e faccio il tifoso a me Borsano mi ha fatto godere, il mandrogno mi ha fatto…

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  4. fabrizio - 12 mesi fa

    gia’ solo la parola progetto associata a Cairo fa ridere. L’unica cosa che rimane da dimostrare e’ se e’ veramente incompetente oppure ci marcia sopra alla mediocrita’. PErche’ ripetere gli stessi errori anno dopo anno….

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  5. suoladicane - 12 mesi fa

    AGGIUNGO CHE IL TORELLO DEGLI ANNI 90 non era poi così male
    derby vinti
    qualificazioni centrate
    finale di coppa uefa
    coppa italia

    meglio fece solo il toro di Pianelli con due coppe italia ed uno scudetto piu una caterva di titoli a livello giovanile

    certo dopo Goveani, arrivò un certo Calleri (ultimi due derby vinti in un’unica stagione vi ricordate Rizzitelli?) ma ricordate che il disastro inizia con i genovesi e poi prosegue Cimminelli gobbo di mxxxa vera sventura, ecco peggio di Cairo solo Cimminelli
    SFT

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    1. marione - 12 mesi fa

      Tutto vero, ma Cimmi con il Toro ci ha perso dei soldi, Cairo li ha guadagnati

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  6. suoladicane - 12 mesi fa

    mmhhh ecco il mio pensiero
    A)strutture:
    1.il comune apre e da la concessione (mi pare 90ennale), e la società cincischia, un normale operatore economico se tiene al suo progetto, non aspetta “dell’entro il” sempre l’ultimo giorno (come è abituata a fare qualunque amministrazione), ma svolge un attivo e legittimo lavoro di lobby negli uffici e presso gli assessori competenti; che sia stato fatto non lo so, ma se è stato fatto non ha prodotto risultati se non la richiesta di ulteriore documentazione (e qui mi chiedo sti benedetti professionisti che seguono il torino fc come lavorano)
    2. stadio di proprietà: tutte le perplessità del presidente sul comunale sono legittime, suggerisco di imparate dagli altri: come è arrivato a firenze comisso ha presentato un progetto sullo stadio già al vaglio del comune e della soprintendenza (i vincoli sull’impianto di firenze sono molto più stretti che sul comunale, e la sovrintendenza sembra molto più rigida) noi in 15 anni il nulla e questo non va proprio
    3. filadelfia: non voglio nemmeno commentare cosa non ha fatto Cairo per il fila, però l’impianto c’è ed è funzionale alla prima squadra, piuttosto chiediamoci perchè è sempre chiuso ai tifosi (GRAVISSIMO)
    B) gestione della rosa:
    nelle componenti principali (i famosi 15 titolari di testadighisa) è la stessa dello scorso anno, è inconcepibile il calcio che giocano e l’impegno che questi profondono la domenica, certo che se la società non si fa sentire, i risultati non possono che latitare; io credo e lo dico da molto tempo che sono male allenati (come è possibile essere così indietro fisicamente dopo 15 impegni ufficiali?) e che non lavorino abbastanza sulla parte atletica e sui fondamentali; certo poi le scelte dell’allenatore fanno molto discutere (Bonifazi accantonato, Falque il fantasma del giocatore che fu, Ansaldi trequartista, Baselli mediano ecc… sono tutte situazioni che invocano vendetta!)
    C. settore giovanile: questa è la situazione più strana, perchè negli ultimi anni le cose sembravano andare se non benissimo almeno bene, scudetto , coppa italia e supecoppa alla primavera in tre anni diversi, scudetto berretti in due anni diversi, nulla faceva presagire agli osservatori esterni un tracollo di questo tipo, alla resa dei fatti promuovere Bava a DS non sembra essere stata una mossa astuta (come pensava la maggiorparte dei tifosi e forse anche degli addetti ai lavori)

    il tempo e le risorse per recuperare ci sono tutti, solo che sembra proprio non esserci la volontà, evidentemente i risultati da mezza classifica soddisfano tutti
    MAZZARRI VATTENE

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  7. Immer - 12 mesi fa

    Signori questa è la cairese godetevi lo spettacolo

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    1. marione - 12 mesi fa

      Standing ovation

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  8. dattero - 12 mesi fa

    ormai molti segnali fanno capire che questa proprieta’,fin a qdo rimarra’,manterra’ questa normalita’ mediocre,non ha nessun interesse a sviluppare alcunche.
    la parte burocratica comunale x il robaldo è stato tutta esplicata,il rallentamento esageratissimo è voluto
    ormai stan venendo fuori tutti gli altarini,il re è in mutande e canottiera

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  9. 1401637 - 12 mesi fa

    Articolo molto equilibrato ed ampiamente condivisibile .Su questi temi pero servirebbero almeno dimostrazioni di volonta e auspicabimente azioni concrete da parte di Cairo.Ma cosi è se vi pare ….scrisse un certo Pirandello

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