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EDITORIALE

Diamo tempo a questo Toro

TURIN, ITALY - OCTOBER 02: Wilfried Singo of Torino FC looks dejected following their side's defeat in the Serie A match between Torino FC v Juventus at Stadio Olimpico di Torino on October 02, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Un derby dall’esito prevedibile, forse scontato: ma la squadra di Juric ha margini di crescita

Gianluca Sartori

Era quasi scritto che finisse così, con un gol della Juventus nei minuti finali come tante volte è già accaduto nei derby degli ultimi anni. Il Torino ha pressato, giocato, ci ha provato finchè ne ha avuto: davvero poco si può imputare alla squadra per impegno e dedizione. Ma si era già intravisto a Venezia che la squadra stesse trovando difficoltà dal punto di vista fisico a causa della mancanza di ricambi. Difficoltà che si sono riviste nel derby, amplificate dal cinismo e dalla classe della Juventus: i bianconeri sono stati stritolati dalla morsa del Toro finchè i ragazzi di Juric sono riusciti a fare il loro gioco, ma alla lunga hanno avuto la meglio grazie alla maggior qualità che avevano tra campo e panchina.

Belotti, Pjaca, Praet, Zaza: assenze che hanno privato il Toro di qualità e fisicità in avanti, senza ricambi offensivi (specie con le cinque sostituzioni) non si va lontano. Ma le risorse importanti in rosa ci sono e vanno solo recuperate. Juric, da questo punto di vista, ha ragione nell’essere stupito per come i forfait si siano prolungati più del previsto. Il tecnico, nella sua analisi, ha fatto anche riferimento alla mancanza di conoscenze nell’interpretare gli spazi e le misure anche a gara in corso. Ma si può avere fiducia nel fatto che questi ingredienti possano arrivare col tempo.

 TURIN, ITALY - OCTOBER 02: Giorgio Chiellini of Juventus heads the ball during the Serie A match between Torino FC v Juventus at Stadio Olimpico di Torino on October 02, 2021 in Turin, Italy. (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Il Torino, nel derby, ha schierato un undici che aveva un’età media di 24 anni e 45 giorni, il più giovane in Serie A dal maggio del 1996. Inevitabile pensare che i margini di miglioramento ci siano eccome: questo è un Toro in divenire che però ha dato già buoni segnali. Questo è il parzialissimo bilancio dopo il primo scorcio dell’era Juric: la squadra appare promettente e ha già assorbito bene gli insegnamenti dell’allenatore. Otto punti in sette partite: nulla per cui esaltarsi a causa di errori evitabili, ma la strada è ancora lunga e ci sono i presupposti per una stagione all’insegna della spensieratezza se il Torino proseguirà con questa unità di intenti e se trasformerà l’amarezza per il derby perso in voglia di rivincita.

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