DNA granata

DNA granata

Editoriale / La rimonta contro il Brescia testimonia che Longo ha saputo restituire un’anima a questo Torino

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

La sofferenza (sportiva, si intende) evidentemente è nel DNA granata. Perché la vittoria contro il Brescia, limpida e meritata, il Torino l’avrebbe potuta conquistare con molti meno patemi. La squadra granata aveva iniziato bene la partita, ma è passata in svantaggio a causa di un gollonzo e a quel punto il mondo sembrava cascare. È stato naturale a quel punto pensare che questa fosse la tipica annata disgraziata in cui è scritto che le cose debbano andare male. Un pensiero rafforzato dal modo in cui la squadra aveva subito il contraccolpo psicologico di quel gol.

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Ma nella ripresa il Torino ha saputo reagire mettendo sul piatto della bilancia la sua maggior qualità rispetto a quella del Brescia. Non era scontato e non era facile, in quel momento. Si è avuta la conferma del fatto che nel post-Covid c’è stata un’inversione di tendenza generata dal lavoro positivo di Moreno Longo. Il Torino, con tutti i suoi limiti, è vivo e compatto agonisticamente e caratterialmente. Lo si era capito in occasione della prestazione positiva col Parma e poi con la vittoria strappata con i denti contro l’Udinese. Nonostante i risultati maturati, l’elettroencefalogramma del Torino non era piatto nemmeno contro Cagliari (la rimonta era possibile), Lazio (fino al 70’ risultato in parità contro una squadra molto più forte) e Juventus (discreta reazione dopo il 2-0 di Cuadrado certificata dal numero di tiri in porta, fino al tris di Ronaldo su punizione).

Il Torino dunque è tornato squadra, con tanti difetti, ma pur sempre una squadra viva e vegeta. Qualcosa di diverso da quel che si era visto a gennaio e febbraio. Di questo va dato merito a Longo e, sottovoce, va anche detto che nel secondo tempo contro il Brescia si sono visti scampoli di buon calcio. È arrivata dunque una vittoria che è una pietra miliare verso la salvezza. Un percorso che non è certo finito qui visto che mancano ancora sei punti al raggiungimento di quota 40. Tuttavia, da oggi il Torino può guardare al futuro con un po’ di fiducia in più.

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  1. granataLondinese - 1 mese fa

    No l’articolo non lo leggo, il titolo basta.
    Stiamo rischiando di retrocedere, abbiamo fatto fatica (un collega scrive troppi patemi) e questo non e’ sicuramemente il DNA del torino.

    E’ il DNA del toro di cairo magari, sopravvivere in serie a con un tot di visite in serie b

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  2. Ardi - 1 mese fa

    Sono molto felice di come siano andate le cose ieri, ho persino dormito bene dopo una partita del Toro. Ma sono molto preoccupato; a parte qualche giocatore, la squadra sarebbe da rifondare, soprattutto a centrocampo, ma il problema è che andranno via izzo ed n’koulou e non so come verranno sostituiti, le probabilità che Belotti venga venduto sono alte, e quei molti giocatori che andrebbero sostituiti, rischieremo di temerceli per evitare grosse minusvalenze. Insomma, credo perderemo i pezzi migliori e che ci terremo le sole del centrocampo e degli esterni, in difesa ci indeboliremo, anche se izzo e n’koulou hanno fatto un brutto campionato perché non hanno più voglia di stare in una società mediocre, senza interessi sportivi, senza strutture , se motivati sono ottimi giocatori difficilmente sostituibili . Via il Gallo, rimarebbe zaza, probabilmente, sempre per non fare minusvalenze. Insomma la vedo nera. A meno che si rimanga in a e la società venisse venduta a qualcuno di competente e voglioso di creare le strutture ed avere un progetto sportivo degno

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  3. dattero - 1 mese fa

    leo junior,articolo di alto spessore,scritto con cuore e fierezza granata. Indirizzato pero’ ad uno che il cuore non sa cosa sia,che,nello stadio vuoto ha disattivato l’impianto acustico e non ha messo uno straccio di bandiera. Tutto cio’ scritto da La Repubblica,non è sentito dire. Cosa vuoi aspettarti da uno cosi. Poi,non è un imprenditore illuminato,è solo,come si dice in piemontese,an gira e tuira

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  4. Junior - 1 mese fa

    Il DNA granata si annacqua ogni volta si vede una squadra che non rispecchia le normali aspettative. Non dico eccezionali ma normali.
    È un evidente limite della presidenza che ha si conseguito il passaggio dalla B alla A. Ma non ha saputo mantenere l’asticella una volta alzata. La partenza di GPV e di Petrachi ne sono L emblema. Il fallimento continuo negli ultimi 3 anni, la partenza di giocatori importanti, la mancanza di carattere e mentalità da parte della squadra. Aggrapparsi ai vecchietti per far spogliatoio quando è la società che deve imporre la mentalità granata.
    Presidente voglio una società così è non credo ci voglia molto. Non arriveremo forse ai livelli dei pigiamati ma possiamo toglierci belle soddisfazioni. I tifosi sarebbero tutti dalla sua parte ed già a metà dell’opera.

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  5. OldBull - 1 mese fa

    Tanti scrivono con convinzione che ci vorrebbe questo o quest’altro giocatore, ci vorrebbe questo allenatore piuttosto che…, ci vorrebbe questo dirigente, ci vorrebbe… ci vorrebbe… Il fatto è che quello che manca lo sappiamo tutti, sono quindici anni che lo sappiamo ma ogni anno la storia si ripete sostanzialmente sempre uguale, ci illudiamo, ci lasciamo illudere dai giornali, dagli articoli del calciomercato, ma poi ogni anno finisce sempre alla stessa maniera, tranne un paio di parentesi più fortunate accadute più per caso che per vera volontà, il resto è sempre immancabilmente la stessa minestra moooolto allungata con l’acqua. E’ bello sognare, fantasticare su quello che si potrebbe fare, peccato che dall’altra parte chi dovrebbe ascoltare non ascolta.

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  6. maxx72 - 1 mese fa

    LeoJunior dovresti essere assunto a toronews almeno leggeremmo degli editoriali degni di questo nome.
    Dico sul serio.

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    1. LeoJunior - 1 mese fa

      Maxx, mi sembra troppo! ti ringrazio.

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    2. maxx72 - 1 mese fa

      Chi ha messo il meno scriva un temino e lo posti così vediamo quanto è bravo.

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  7. grammelot - 1 mese fa

    L’esaltazione di una squadra che avrebbe dovuto, deve e dovrebbe sempre fare il suo dovere, è fuori luogo e del tutto ingiustificata.

    Siamo sempre in attesa di un Suo articolo come si deve che accompagni Cairo alla porta e lo spedisca versoaltri lidi.

    Per il resto, nella speranza che questa squadra si salvi, sono terrorizzato da quanto potrà succedere alla fine del campionato e dalla prossima stagione.

    I pochi buoni se ne andranno certamente e resteranno solo più le macerie, compresi i futiru spallini che verranno grazie ai “servigi” del nuovo DS.

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    1. Marchese del Grillo - 1 mese fa

      C’è Chiarizia sull’altro sito, per questo, Qui sopra non aspettarti proprio niente del genere.

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  8. Toro Forever - 1 mese fa

    È l’ora del pragmatismo. L’assenza di Baselli ha permesso a Meite di esprimere quelle qualità che avevamo intravisto al suo arrivo. Mazzarri, invece di trasformare due buoni muli in cavalli, li ha resi due asini. Lo stesso per Verdi. Tutti ingabbiati in cervellotici tatticismi improduttivi. Longo ha liberato la fantasia e l’estro in chi li possiede. Bravo Moreno. Per altri il discorso è più complesso. Molti bloccati dalla tensione e altri dei quali dovremo privarci delle loro “consulenze” e prestazioni d’opera. Il tempo delle valutazioni è finito. Chi vale resta e auguri agli altri. Questa è la realtà dei nostri tempi.Pragmatismo.

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  9. LeoJunior - 1 mese fa

    Lasciamo perdere DNA granata e altre tare che abbiamo in testa e che ci fanno credere di essere sempre un’eccezione e spesso diventa una scusa. Adesso normalizziamoci. Con tutti gli scongiuri del caso io dico che la società può dimostrare di cambiare rotta. Mettersi a lavorare per il futuro. Scegliere in primis un allenatore per un prgetto. Non scommesse, non teste matte, non prime donne. Una persona seria e capace. Richiamando quanto detto sopra, abbiamo bisogno di NORMALITA’. Io vedo un Pioli. Uno con il quale puoi fare un progetto di 3 anni e coltivare con calma. Spiegando bene a tutti noi quale sia questo progetto. Pretendendo anche una nostra parte da tifosi, accettando anche un periodo di rodaggio.
    Iniziamo fin da subito ad essere un pò più “normali” anche noi. Ad esempio nel giudicare questa squadra che, a mio avviso, va vista su 2 anni. Non erano fenomeni lo scorso anno non possono essere così brocchi come appare quest’anno. Vanno scelti quelli giusti, passando per una seria analisi degli uomini.
    In questa fase sono quasi ingiudicabili per come la testa sta incidendo su di loro. Che sia per vendette vs la società, per paura, per altri motivi. Ma non stanno giocando per quanto valgono, questo dobbiamo capirlo altrimenti sbagliamo nei giudizi.
    Faccio degli esempi. Io Meitè ogni volta che lo vedo giocare do di matto. Sembra uno che se mai dovesse impegnarsi potrebbe essere forte. Ha un piede e una capacità di saltare l’uomo che sarebbe pazzesca se lo facesse a velocità normale. Questo è uno che se trova chi lo valorizza può esplodere. Ma è da maneggiare con cura.
    Lyanco idem. Ma non lo puoi far giocare centrale a 3 altrimenti lo metti in difficoltà.
    Abbiamo buone individualità.
    Costruiamo. Dateci una squadra di uomini di valore, anche più scarsi ma che ci mettano tutto.
    Noi non aspettiamo che seguirli e sostenerli.
    Presidente, questa è forse l’ultima occasione. Si faccia da parte (anche restando presidente), si affidi a un DG come si deve (uno che si accorga che il DS sta facendo le valige, che capisca che i premi vanno pagati, etc) e dia le direttive di massima.
    Inizi a parlare di strutture. Se non dello stadio (ma Dio sa quanto sarebbe un progetto aggregante e utile) almeno del Fila e del Roboaldo.

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    1. Marchese del Grillo - 1 mese fa

      Ti stimo perché sei un grande tifoso, un appassionato ed un grande sognatore, un uomo di larghe vedute. Come si fa a non condividere quello che proponi e, soprattutto, quanto sarebbe normale attuare un simile progetto. Io però ho smesso di credere che mai nulla di buono potrà essere possibile finché la proprietà del Torino Fc sarà nelle mani di Cairo. Ho messo più pelo sullo stomaco di un orango delle foreste pluviali. Sai, sono 15 ann che cresce, tra un calcio nel culo e una caduta a faccia in terra, mentre fantasticavo su “eh, ma vedrai che l’anno prossimo cambia tutto e mettiamo su una bella squadra”. Non ci credo più, come, me lo consentirai, è giusto che sia. S sogni il nulla i tuoi sogni saranno certamente esauditi! Ecco, questo qui è stato capace di spegnere qualunque luce dentro di me.

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      1. Emilianozapata - 1 mese fa

        LeoJunior editorialista subito. Avremmo articoli mai banali e, nel caso dei granata cronici, nel senso che da 55 anni (sono di più perché grabata su nasce, ma risale a quando ne avevo sei il primo pianto per il Toro) anche terapeutici e rasserenanti.

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      2. maxx72 - 1 mese fa

        Avete ragione entrambi, ma se tanto Cairo non se ne va che dobbiamo fare? Io tifo TORO anche se diventa presidente Vallanzasca anche se sono veramente stufo di sto qui. Speriamo in un progetto serio, di più non si può.

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      3. LeoJunior - 1 mese fa

        Marchese, ti stimo altrettanto perchè la passione è la stessa come credo sia in gran parte di noi. Ed è per questo che siamo ancora qui a scrivere e scambiarci opinioni. Ma forse soprattutto perchè cerchiamo di condividere una sofferenza alla quale non vogliamo rassegnarci. In questo credo non siamo normali. Tifare toro è una cosa speciale, vero. Io non credo che in altre squadre ci sia quasi un dovere morale e ancestrale nel voler tramandare questo sentimento. Questo è il motivo che ci fa sognare anche quando, come dici tu, non ci sarebbero i presuposti. Però se penso all’emozione nel comunicare a mio figlio che abbiamo vinto con il Brescia!!
        E se penso che basterebbe che Cairo si comportasse da imprenditore normale, con un progetto decoroso con uomini adatti mi monta il nervosismo.

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        1. Marchese del Grillo - 1 mese fa

          Posso immaginare la gioia! E’ come dici…là in fondo una piccola fiammella di speranza arde sempre, nonostante la rabbia, il desiderio irrefrenabile di mollare tutto, la drammatica sensazione di impotenza per cambiare le cose. La speranza non muore, e qualcuno se ne approfitta.

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          1. Rimbaud - 1 mese fa

            Ne abbiamo avuti di presidenti mercanti di sogni, che ci hanno illuso e si sn nutriti dei nostri sogni, ma nessuno come Cairo nemmeno vidulich o cimmi è riuscito nell’impresa di soffocarli sul nascere, questo mi fa paura.

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    2. Emilianozapata - 1 mese fa

      P. S. Quanto ai sogni, ero sotto il Municipio ad acclamare Cairo, nel 2005.Va beh…Cairo passa, i sogni restano.

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      1. maxx72 - 1 mese fa

        Anche io c’ero sotto il municipio ed ero anche andato a borgaro all’hotel di Giovannone…io ci ho creduto in Cairo ma 15 anni sono troppi ormai.

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    3. Rimbaud - 1 mese fa

      ottimo pezzo che sottoscrivo. Pur condividendo di Pioli (ottimo allenatore, ha fatto bene ovunque sia andato anche in corsa), credo che questo percorso si possa fare anche con Moreno. Non si può giudicare un allenatore con una squadra non sua e così limitata in tutti i sensi in una situazione così assurda come è stato il crollo verticale che ha portato all’esonero di mazzarri, il covid e tutto il resto. Secondo me anche il buon Moreno(e Asta come dimenticarlo anche lui ottimo cose in primavera e nelle serie minori) può dimostrare di poter essere degno di fiducia, vedremo se da qui alla fine le prestazioni saranno sempre più convincenti o meno, ma comunque anche lui merita una chance.
      Su Cairo , il farsi da parte e e le strutture come non essere d’accordo, sarebbe la vera svolta.

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    4. maxxx - 1 mese fa

      13 meno, tredici nel momento in cui scrivo il presente. Ma come si fa? 13 dipendenti di Cairo? Io non do importanza ai meno che spesso vengono messi li anche se scrivi Forza Toro ed inviterei la redazione a togliere l’opzione, ma questa volta non capisco. Io non concordo solo sul nome del tecnico, io visto quel che sta facendo darei un opzione a Longo che, nonoistante sia stato lasciato solo da Cairo, ha ridato una personalità ai ragazzi, per il resto il commento lo condivido in tutto.

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  10. TorelloRomano - 1 mese fa

    Io lo aprirei pure il link, al centro di questo articolo, per leggere le pagelle. Ma seppure da soli ci autolesioniamo scrivendo Torino-Brescia 1-3… e allora ditelo…!

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    1. TorelloRomano - 1 mese fa

      Vedo che il titolo del link è stato corretto… EVVIVA!

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