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Sì mister Longo, la squadra ti segue

TURIN, ITALY - JUNE 23:  Torino FC head coach Moreno Longo shouts to his players during the Serie A match between Torino FC and  Udinese Calcio at Stadio Olimpico di Torino on June 23, 2020 in Turin, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Editoriale / Il tecnico è riuscito a ricompattare il gruppo granata e non era facile

Gianluca Sartori

"Ricordate come stava il Torino prima del coronavirus? La squadra era a pezzi e non esisteva più; vale la pena ricordare ancora una volta il 7-0 contro l'Atalanta, o il 4-0 con il Lecce. La rimonta in cinque minuti subita dalla Sampdoria oppure ancora il modo in cui i giocatori con la maglia granata addosso scomparvero dopo cinque minuti a Napoli al primo sussulto degli avversari. Quell'accozzaglia di giocatori non era una squadra degna di chiamarsi Torino; perchè mollava alle prime difficoltà, paralizzata dalla paura e dall'angoscia. Le prime due partite del post-Covid ci dicono invece che c'è stata un'inversione di tendenza. Con tutti i suoi problemi, il Torino è tornato a lottare come la maglia e la storia di questo club richiede. Sono arrivati quattro punti, che come ha detto Longo sono corretti ma avrebbero dovuto essere distribuiti diversamente perchè il Torino meritava di vincere contro il Parma più che con l'Udinese.

"Gran parte del merito di questo va a Moreno Longo. Che è stato aiutato sicuramente dall'interruzione del campionato, con il lockdown che - pur nella gravità della situazione che lo ha generato - si è portato via la negatività e ha cancellato rabbia, timore, cattivi pensieri dalle teste dei giocatori. Azzardiamo: non guastano le porte chiuse, che hanno levato il problema di un certo tipo di pressione che qualche giocatore accusava. Ma se la squadra ha reagito è soprattutto merito di Longo; il tecnico si sta giocando con le unghie e con i denti la possibilità tanto sognata di allenare il Torino, si è guadagnato credibilità immedesimandosi nei calciatori e loro stanno iniziando a vederlo come la loro guida. E' questo il presupposto principale per uscire dai guai. Questo Torino deve ancora lottare, i limiti restano, la classifica non consente ancora di tirare il benchè minimo sospiro di sollievo e c'è davanti un finale di campionato lungo e strano. Ma la compattezza del gruppo è tornata ed è questa la miglior notizia perchè si tratta della base imprescindibile su cui costruire una salvezza tranquilla.