Toro, ci fai (ri)innamorare della Nazionale

Toro, ci fai (ri)innamorare della Nazionale

Lo psicologo granata / Quanto è bello l’azzurro a tinte granata…

di Riccardo Agnello

Si sa, i tifosi del Toro sono particolari, e lo sono in molti aspetti; uno di questi è proprio l’approccio alla nazionale. Solitamente i tifosi di altre squadre amano e seguono la nazionale con grande trasporto, arrivando a tifarla con la stessa passione con cui seguono la propria squadra; di contro, i granata hanno avuto, specie in questi ultimi decenni, un approccio leggermente più freddo e distaccato. I motivi di questo amore un po’ pallido vanno ricercati in una serie di fattori, tra cui sicuramente la grande percentuale di giocatori della Juventus che, tradizionalmente, compongono le rose che i commissari tecnici scelgono per le competizioni importanti, e che spesso, a detta dei miei pazienti, vengono scelti esclusivamente per la maglia che indossano. Ovviamente, quando poi la nazionale scende in campo, anche i tifosi del Toro si arrendono e tifano per i colori azzurri, ma in loro rimane sempre e comunque una sorta di amaro in bocca, quasi come se non si godessero appieno il momento. La passione per la maglia azzurra non potrà mai nemmeno avvicinare la passione per quella granata.

Quest’anno, però, è capitata una cosa al quanto inusuale in casa granata, ossia una stagione in cui tutto è andato per il verso giusto. Questo ha fatto sì che addirittura 3 giocatori del Toro (ormai 2 ma, il discorso non cambia) fossero convocati per un mondiale, e lasciatemelo dire, se D’Ambrosio avesse scelto di rimanere a Torino, sarebbero stati 4. Indipendentemente da come si evolveranno le vicende di mercato che li riguardano, i 2 giocatori in questione, ossia Alessio Cerci e Matteo Darmian, hanno riacceso nei miei pazienti la passione per i colori azzurri. L’altra sera, seguendo Italia-Inghilterra ho persino visto un paio di miei pazienti veramente presi, come mai mi era capitato di vederli durante una partita della nazionale. Per chi, come me, non arriva a 28 anni, è una cosa completamente nuova (e direi piuttosto appagante) vedere dei giocatori del Toro addirittura protagonisti ad un mondiale; per chi, invece, ha qualche anno in più può sicuramente essere un piacevole revival.

Un saluto dal vostro Psicologo del Toro!

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