Indiscrezioni sul mercato del Toro

Loquor / L’attuale presidente del Toro non ha il carisma del calcio, ed è un tratto della sua personalità così evidente, che sorprende come non abbia posto riparo a tale mancanza mettendosi vicino uno con il carisma giusto per gestire le vicende del mondo della pedata.

di Carmelo Pennisi

In memoria di Anthony Weatherill, Toro News è lieto di annunciare che la rubrica “Loquor” continuerà. A portare avanti l’enorme eredità di pensiero lasciata da Anthony sarà Carmelo Pennisi, che insieme a lui già collaborava per la stesura della rubrica condividendo opinioni, ideali e sensibilità. Buona lettura!

“Un’intuizione è la creatività
che cerca di dirti qualcosa”.
Frank Capra

“Loquor” non parla quasi mai di Toro, ma c’è un piccolo fatto che forse vale la pena di raccontare. Contesto: mercato giocatori di gennaio. Fonte: due procuratori (di cui non faremo i nomi per ovvie ragioni) agganciati al giro importante della compra/vendita (anche a livello internazionale) di giocatori. Oggetto: possibili movimenti di mercato del Torino FC. In una chiacchierata avuta, in più riprese in questi ultimi due mesi, con due stimati professionisti del calcio, si è delineato un quadro piuttosto complesso, anche se chiaro, sulla reale posizione di Urbano Cairo rispetto agli impegni economici che può e non può prendere. Inoltre, a mio parere, delinea anche un giudizio abbastanza netto su cosa la dirigenza granata pensi dell’attuale forza della squadra e del suo evidente timore di poter sempre di più prendere la strada che conduce alla Serie B. I due procuratori in questione si sono detti a dir poco allibiti per il rischio a cui la società granata si sta seriamente sottoponendo, anche perché un’eventuale discesa nella serie cadetta porterebbe all’inevitabile cessione dei “pezzi” pregiati del roster del club presieduto da Urbano Cairo.

Il ritorno in B significherebbe l’azzeramento di tutto un lavoro fatto negli ultimi dieci anni, cominciato da Gian Piero Ventura e che ha avuto il merito di dare almeno qualche tranquillità alla storia granata, dopo il traumatico fallimento del 2005. Non sarebbe cosa da poco e, a meno di stravolgimenti ricchi nell’assetto proprietario del club, si aprirebbe uno scenario di sofferenza lungo e incerto nello sviluppo. Ed è l’essersi messi in questo rischio a sconcertare le fonti consultate da questo articolo. “In fondo basterebbe poco – avevano detto poco più di un mese fa -, si tratterebbe di lasciare fare, a delle persone in grado di leggere correttamente la situazione di crisi, un mercato di gennaio riparatore di alcuni errori commessi in estate. Lasciando agire queste persone, il Toro potrebbe arrivare ad una salvezza più che agevole”. Queste dichiarazioni confidenziali rilasciate a fine novembre, sembrano un chiaro atto d’accusa a chiunque abbia deciso, questa estate, l’allestimento finale della squadra da mettere a disposizione di Giampaolo. È quasi ovvio sottolineare il trovarsi di fronte a dei pareri, che per quanto autorevoli, possono e devono essere opinabili. Quando tutto non va per il verso giusto, ogni critica assume sempre i contorni di una sentenza irredimibile verso coloro ritenuti responsabili. Nell’Apocalisse ogni parola rivolta “contro” è un prodromo di una giustizia in arrivo. Ma la sensazione che, in fondo, non basterebbe molto per rimettere nella giusta carreggiata la macchina granata è netta anche in chi del calcio non ne ha fatto una professione, ma semplicemente una passione da seguire. Non bisogna essere dei fini conoscitori dei retroscena del calcio italiano, per farsi una semplice domanda: perché l’acquisto più oneroso dell’era Cairo, è stato fatto su un giocatore che nel Napoli non giocava titolare nemmeno nelle amichevoli? Cosa mai hanno intravisto in Simone Verdi i responsabili della gestione sportiva dei Granata?

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Le fonti di questo articolo a dicembre sostenevano come fosse quasi impossibile parlare con la proprietà del Toro, con difficoltà oggettive ad intavolare qualsiasi tipo di trattativa. “Da quelle parti (quelle del Toro) vogliono solo giocatori in prestito secco o con diritto di riscatto. Così è quasi impossibile fare mercato”, era stato il commento sconsolato nei giorni precedenti alle vacanze natalizie. Queste parole, se gli si vuole dar credito, descrivono un club impossibilitato ad impegnarsi economicamente per l’acquisto di giocatori, seppur ritenuti necessari per tentare una svolta positiva alla difficile posizione di classifica in cui il Toro versava all’inizio di dicembre. Ma ci sono momenti che, seppur vicini temporalmente, appaiono improvvisamente come la rappresentazione di un “secolo fa”. E nel “secolo fa” della prima settimana di dicembre del 2020, nessuno riusciva ancora a prendere atto del serio rischio di chiudere l’anno al traumatico ultimo posto.

Questa cosa deve aver scosso molto qualche umore a Via Arcivescovado, e infatti ecco giungere una telefonata di uno dei due procuratori: “Mi hanno chiamato per risolvere in sede di mercato qualche situazione al Torino. Le regole di ingaggio sono queste: comprare solo se è un affare e se si riesce a vendere. Giocatori senza contratto. Prestito con diritto di riscatto”. La decisione del Toro di provare a muoversi sul mercato di gennaio, sempre impervio e foriero di bufale (anche se Ciro Immobile nel 2016 fu una scelta azzeccata), sarebbe la resa incondizionata al fallimento delle mosse estive di mercato, vorrebbe dire di ammettere al mondo di aver preso cantonate inspiegabili. Ma, d’altronde, un ultimo posto lascia poco spazio alla difesa di un lavoro apparso lacunoso sin dall’inizio. Le regole d’ingaggio, inoltre, che la società granata avrebbe stabilito, raccontano in modo chiaro due questioni: “Abbiamo esigenza di colmare qualche urgente lacuna tecnica della squadra, non possiamo spendere soldi per farlo”.

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Se le cose così stanno, c’è da dire come non sia molto gratificante, per una società con la storia del Toro, sperare nel fatto che ci siano club con la seria esigenza di parcheggiare in prestito un giocatore di valore in campionato in corso. È la speranza della disperazione e di una mancata programmazione volta ad avere un fondo per situazioni di emergenza, come quella attuale. Vuol dire avere sottovalutato il rischio economico/aziendale di una squadra impreparata a scendere in B, ma che tuttavia le circostanze stanno prefigurando come un’ipotesi possibile. Stupisce come un imprenditore del calibro di Urbano Cairo si sia messo nella condizione di un rischio del genere. Verrebbe da chiedersi cosa ci sia dietro, ma chi scrive è di quelli convinti come Giulio Andreotti non avesse così ragione nel suo celebre aforisma “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. E quindi dietro a questo “dramma” in corso al Torino tendo a non vederci niente, se non incapacità professionali e incredibili errori di valutazione. E se posso permettermi un’osservazione critica sul presidente del Toro (spero non la prenda come una mancanza di rispetto, perché non è questa l’intenzione), credo lui abbia mostrato di non avere l’intuito necessario a capire il calcio, all’apparenza storia semplice, ma complessa come tutte quelle che appaiono tali.

Perché l’intuito in una professione, Cairo lo sa bene, non è merce da potersi comprare in qualche mercato o università, è il mistero di un carisma nascosto nelle pieghe di un’anima. È il riconoscere e conoscere quell’invisibile di uno spogliatoio, raccontato da Giampaolo qualche giorno or sono. È saper allestire, negli ultimi movimenti di mercato, una squadra come il Verona (a 4 punti da Napoli e Atalanta) con “soli” 15 milioni. L’attuale presidente del Toro non ha il carisma del calcio, ed è un tratto della sua personalità così evidente, che sorprende come non abbia posto riparo a tale mancanza mettendosi vicino uno con il carisma giusto per gestire le vicende del mondo della pedata. L’atavico problema del cinema e del calcio è che tutti ne vedono in quantità industriale e sono semplici anche da “consumare”, quindi la conclusione logica è che non si è tutti allenatori e registi solo perché nella vita si è impegnati in altro, oppure per mere circostanze sfortunate. Nel nostro subconscio è facile si faccia strada una perniciosa domanda: se ce l’ha fatta il quasi analfabeta (con il solo dono di saper parlare diverse lingue) Mino Raiola, perché non io? Se il geometra Costantino Rozzi fu mitico presidente decisionista dell’Ascoli dei miracoli, perché io, laureato alla Bocconi, non posso esserlo del Toro? Provando a rispondere seriamente a questa domanda, Cairo non potrà che giungere ad una conclusione: o vende il Torino, o si mette accanto una persona con l’intuito giusto per afferrare non solo l’invisibile presente in un spogliatoio, ma anche quello presente nella genia degli uomini di calcio. Rimanere immobile nel guado dove si trova adesso, per il presidente del Toro vorrebbe dire rischiare ogni giorno di cadere nell’abisso. E non può, proprio non può, chiedere ai tifosi granata di seguirlo. Qualcuno ha scritto che “la donna intuisce ciò che l’uomo capisce”, sarà per questo che la creazione ha stabilito di affidarle il compito più serio, difficile e meraviglioso tra tutte le esperienze umane: la maternità.

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Attraverso le sue rubriche, grazie al lavoro di qualificati opinionisti, Toro News offre ai propri lettori spunti di riflessione ed approfondimenti di carattere indipendente sul Torino e non solo.

Scrittore, sceneggiatore e regista. Tifosissimo granata e già coautore con Anthony Weatherill della rubrica “Loquor” su Toro News, annovera tra le sue numerose opere e sceneggiature quella del film “Ora e per sempre”, in memoria del Grande Torino.

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  1. Alex70 - 2 settimane fa

    Il Toro se vuole salvarsi deve intervenire sul centrocampo con almeno un paio di innesti di qualità, perché è lì che è soprattutto carente. Ci sono dei buoni centrocampisti in Italia finiti ai margini delle loro squadree, che a noi potrebbero fare comodo (Pulgar, Ramirez, Duncan, per fare degli esempi). Certo qualche soldo toccherà cacciarlo per prenderli, però magari con prestiti o scambi si potrebbe fare senza nemmeno troppi sacrifici. Senza nuovi innesti in mezzo al campo vedo la nostra salvezza molto difficile.

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  2. peter1 - 2 settimane fa

    Se dobbiamo dare credito a quanto argomentato nell’articolo il Toro quest’anno si salva dalla B con quelli che ha. Dal mercato poche nuove … e non è detto che sia un male.

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  3. Ardi - 2 settimane fa

    Direi che il re è nudo e preferisca la b per vendere tutti quelli con mercato, piuttosto che farsi da parte e vendere la società. Siamo alla rovina

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  4. Paul67 - 2 settimane fa

    Cairo è solo una presa in giro per noi tifosi, la priorità è la sua uscita, nn è più credibile. GAME OVER per la cairesefc.

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  5. robert - 2 settimane fa

    Condivido ogni parola di Pennisi anche se sono cose che tutti sanno da 16 anni.E’ inutile lamentarsi di questo furbastro incapace che purtroppo non sa neanche mettere in trasparenza le sue intenzioni nei confronti della squadra e soprattutto dei tifosi.Con questi personaggi che hanno il solo scopo di fare soldi a palate non servono parole miti ma servono parole dure .A volte penso se questo individuo lo è o ci fà.Le persone più acute dicono che ci fà e vuole portare in Serie B la squadra e dopo aver venduto tutti i pezzi pregiati incassando parecchi soldoni se ne va mettendolo in quel posto a tutti.E’inutile arrabbiarsi con questi individui perchè come diceva Fabrizio de Andrè ” chi ha il cuore troppo vicino al buco del culo è una carogna “

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  6. LeoJunior - 2 settimane fa

    Se posso dare un consiglio a noi tifosi: prepariamoci all’addio del Gallo. Ci ha voluto troppo bene e ha sperato anche lui fino all’ultimo di potersela giocare qui da noi. Ma credo sia suo diritto provare a fare un’esperienza importante da un punto di vista professionale. Il nostro amore sa che è stato e sarà eterno. Sarebbe potuto entrare nell’Olimpo della nostra storia se avesse vinto qualche cosa. Ma questo non dipende da lui e ha capito che non potrà mai farlo fino a quando resta Cairo.
    Se veramente c’è un interesse del Milan, sua squdra del cuore, che si sta ritagliando una posizione nel calcio ai vertici e che gli darebbe la possibilità di giocare in CL … beh, difficile pensare non accetti.
    Quindi non facciamoci illusioni. E devo dire che ho un timore ancora peggiore … che se ne vada già a gennaio!
    Mi piacerebbe pensare che l’attaccante che stiamo cercando sia frutto di una strategia di medio/lungo termine: ma ho person ogni speranza e forse saranno altri soldi buttati nel cassonetto. E tremo a pensare come verrà investito l’eventuale tesoretto dalla vendita del Gallo. Ci saranno procuratori e DS che si fregano le mani!

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    1. Athletic - 2 settimane fa

      Prima o poi deve succedere e questo potrebbe essere il momento giusto, d’altra parte lui al Toro ha dato tanto e per contro Cairo (non il Toro), gli ha dato ben poco in termini di soddisfazione personale, di carriera, di risultati.

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    2. rogozin - 2 settimane fa

      Sarebbe un errore venderlo, per giunta durante un mercato invernale, inoltre col covid di mezzo. Altro segnale che il presidentino – e le casse societarie – è alla canna del gas. Altro tassello aggiunto alla terrificante serie di errori gestionali ( caso nkouluo, sirigu, Izzo, esperimento sociale, acquisti folli ecc. e la scelta di un allenatore pittoresco come l’attuale e del ridicolo Longo ) che hanno portato alla dispersione del poco che era stato costruito. PS: zia batti un colpo.

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  7. Angelo - 2 settimane fa

    Non meritiamo tutto questo,il nostro attaccamento ai colori granata é unico.Fratelli,in queste situazioni ognuno reagisce come crede, ma io che ho visto giocare BEARZOT nel toro non ne posso piu.Cairo non ci martirizzare.Quando sarà possibile dalla toscana verrò a torino per dimostrare tutta la mia rabbia.

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  8. rossogranata - 2 settimane fa

    Dopo questo articolo di Pennisi , mi auguro che Cairo abbia la saggia umiltà di convocare “qualcuno” che aiuti lui e soprattutto il Toro. Il Re è nudo!!!

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  9. Messere Granata - 2 settimane fa

    Cairo sta ereditando tutte le conseguenze derivanti dagli errori della sua gestione. Inutile elencarne ancora le cause, visto che ne stiamo ormai subendo gli effetti, ai quali sarà difficile porre rimedio. La storia dei nodi e del pettine è abusata e stantìa. Ma è sempre attuale. Purtroppo.

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  10. Emilianozapata - 2 settimane fa

    È vero che questa rubrica non dovrebbe parlare specificamente di Toro. Sta di fatto che articoli come questo sono necessari. Apprezzo molto la presa di distanza da dietrologie complottiste antiToro che fanno comodo solo a Cairo (anche se nella città dei savoia pardon degli agnelli è davvero dura non voler far parte della corte) a vantaggio di quella che probabilmente è la verità: un misto di insipienza, incompetenza, presunzione, superficialità, centralismo, culto della personalità, egolatria, ecc. di cui purtroppo è portatore il proprietario del Toro.
    Mi permetto solo la segnalazione di un refuso: cambierei la seconda consonante di “guado”.

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  11. bloodyhell - 2 settimane fa

    L’articolo è deciso, profondo e raffinato, come è nello stile di questa rubrica dai tempi del compianto Anthony Weatherill. E’ deciso perchè dice, senza essere sguaiato e inutilmente offensivo, che Cairo non è capace di seguire la gestione sportiva di una società di calcio, profondo perchè fa riflettere sulla necessità di capire quale siano i nostri talenti prima di agire nella vita, raffinato perchè l’esempio finale sulla maternità vale oro. Chi continua a insistere chi siano o non siano i due procuratori, se sono veri o sono falsi, se ci si trovi davanti ad un pettegolezzo o meno, è il solito sciocco che guarda il dito che indica la luna, invece di guardare la luna. Pennisi, a mio avviso con coraggio visto che Tn fa parte del circuito della Gazzetta dello Sport, invita a chiare lettere il mandrogno o a prendere uno capace a gestire il toro o a vendere. E la cosa incredibile che riesce anche a spiegargli in modo raffinatissimo il perchè dovrebbe fare una di queste due cose. Ecco perchè lui di mestiere scrive, e noi facciamo altro. Mi associo ai complimenti fatti da altri fratelli a Tn per aver pubblicato questo articolo. Immagino non deve essere stato facile decidere di farlo, ma dimostra che questo portale ha un suo spazio di libertà.

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  12. leggendagranata - 2 settimane fa

    Il problema vero è che non basta avere dei soldi per gestire una squadra di calcio. Cairo ha un discreto patrimonio, un gruppo industriale di buon livello eppure in 16 anni di presidenza ha ottenuto poco o nulla. Il buon De Laurentis, che ha un gruppo industriale che fa la metà del fatturato di Cairo, non solo ha tenuto il Napoli sempre ad alto livello, ma ha anche ottenuto buoni utili, tanto che oggi il Napoli è l’ azienda che gli rende di più.
    Cairo è tirchio? Sì, ma non è che alla fine non spenda: come ha scritto questo sito dal 2018 ha tirato fuori 130 milioni di euro ed è rientrato di poco più della metà (per ora). Ma ha speso male per incompetenza sua e dei suoi collaboratori (allenatori compresi).

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  13. morantony - 2 settimane fa

    A mio parere vuole andare in B per poi vendere quel poco di buono che sarà rimasto e dopo la contestazione feroce che subirà vendere anche la società cosi sembrerà che la cessione sia una conseguenza delle contestazione.
    Lui è capace di pianificare questo anzi conoscendo ormai le sue …. capacità …ha già pianificato tutto!
    B per prendere il malloppo e scappare

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    1. Athletic - 2 settimane fa

      Ma economicamente non ha senso, se retrocedi, sono i giocatori che vogliono andare via e gli acquirenti ne approfittano, il prezzo lo farebbero loro, non tu che vendi, mentre se sei in A, ha un potere decisamente maggiore nella contrattazione. Per quanto mi riguarda, sono certo che lui non voglia coscientemente retrocedere, se succede è semplicemente per la sua immane incompetenza in ambito calcistico, come d’altra parte ha ampiamente dimostrato in questi anni.

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    2. Donato - 2 settimane fa

      Assolutamente illogico, scusa. Intanto perché un Presidente che vuol vendere vende in A e non in B dove gli introiti sarebbero ridotti e quindi la cessione sarebbe più un discount che una vendita. Poi i giocatori, retrocedendo perderebbero gran parte del loro valore. Ti consiglio un giro sui siti specializzati in trasferimenti, ti accorgeresti che già adesso, ancora in A, molti dei nostri si sono ampiamente svalutati; uno su tutti Zaza, passato da 25 a 4 Milioni o Nkoulou passato da 20 a 7 Milioni
      Immagina retrocedendo

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  14. dennislaw - 2 settimane fa

    Condivido quanto scritto nell’articolo: è evidente che “incapacità professionali e incredibili errori di valutazione” sono alla base dell’attuale situazione, imputabili in primo luogo al Presidente e in ultimo, oggi, anche all’attuale all’allenatore che ha voluto 4 acquisti di modesta caratura della sua vecchia Samp. L’errore principale in questi anni del presidente è stato la presunzione che lo ha portato a non rendersi conto di “non avere l’intuito necessario a capire il calcio” e quindi non ” ha posto riparo a tale mancanza mettendosi vicino uno con il carisma giusto per gestire le vicende del mondo della pedata.” L’errore fu iniziale quando fece piazza pulita di qualsiasi collaboratore del passato a iniziare da Zaccarelli e Cravero che avevano creato una rosa pre-fallimento di tutto rispetto: da Marchetti a Comotto a Balzaretti a Mudingayi a Quagliarella a Marazzina, solo per citarne alcuni.
    E gli errori sono continuati credendo nelle infinite plusvalenze, in collaboratori scarsi, le cessioni assurde: si pensi che il Toro ha avuto due volte in mano Immobile e se l’è lasciato scappare tutto sommato per poco. E poi la cessione per quattro soldi di Quagliarella… i brocchi a decine, gli ingaggi eccessivi di calciatori attualmente in rosa ecc ecc. Si renderà conto alla fine Cairo di tutto questo? Mi sembra tardi , più probabile che ceda la squadra

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    1. Donato - 2 settimane fa

      Ciao dennislaw, un solo appunto; Quagliarella fu dato via a furor di tifo, perché, a detta di tutti, non esultava mai e soprattutto non esultò al gol contro il Napoli. La cessione di Immobile, la più grossa delle cazzate, come riconosciuto dallo stesso Cairo.

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    2. Héctor Belascoarán - 2 settimane fa

      Perdonami ma ad onor del vero Giampaolo voleva acquisti di tutt’altra caratura, anche dalla sua vecchia Samp, vedi Torreire Preat Ramirez Andersen… niente male non credi? Se poi Cairo e Vagnati gli prendono solo due terzini sinistri e una mezzala lasciando la rosa, di fatto, così come era la colpa non può essere (anche) di Giampaolo.

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      1. leggendagranata - 2 settimane fa

        Se fosse avvenuto così (ma non ci credo, c’è sicuramente un concorso di colpa) un allenatore con la schiena dritta e le idee incrollabili (come diceva di avere Giampaolo) avrebbe sbattuto la porta e se ne sarebbe andato.

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        1. Héctor Belascoarán - 2 settimane fa

          Lasciandoci nella marda? Al contrario di quello che magari pensi sarebbe stata una mossa scorretta, innanzitutto nei confronti di noi tifosi.
          E poi non tieni conto che agli occhi di Giampaolo (che certo non ha la nostra esperienza con questa dirigenza) questi ritardi o problemi nel completare la squadra che lui ha chiesto
          possono essere legittimamente dovuti alla situazione contingente in un anno molto particolare.

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  15. Donato - 2 settimane fa

    In tutta onestà anxhe io potrei scrivere di fonti riservate che mi hanno riferito questo e quello.
    E potrei attribuire loro le mie idee che diversamente non avrei il coraggio di dire.
    Mi spiace ma questa logica della fonte riservata nel calcio vale meno che zero, come tutto l’articolo.
    Se avessi voluto criticare Cairo magari avrei scritto in prima persona. D’altra parte, così rendiamo autorevole un parere personale che autorevole non è, con tutto il rispetto.
    FVCG

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  16. christian85 - 2 settimane fa

    Bellissimo articolo, soltanto una cosa nel finale cambierei… in cui dice “o vende, oppure si mette a fianco uno che ne capisce di calcio”

    Ma anche no, o vende oppure vende e basta perchè qualsiasi persona sapiente del calcio sarebbe rovinato con una persona del genere, quindi è inutile.. possono anche venire Pep Guardiola con Mourinho insieme e con ds e dg i migliori di Europa, ma finchè il presidente sarà lui, i problemi continueranno sempre a esserci !!!

    Deve andarsene e il più in fretta possibile.

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    1. morantony - 2 settimane fa

      Condivido in pieno!

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  17. dingo68 - 2 settimane fa

    Quello che non riesco a comprendere è come sia possibile che una società senza debiti(?) non riesca a comprare a debito mentre quelle col debito tranquillamente pianificano il loro mercato. Se anche fosse vera la notizia di un prestito da 15 milioni stiamo parlando di un decimo del fatturato e quindi a pensar male si fa peccato ma……

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  18. Scott - 2 settimane fa

    ma sono cazzate queste di far fare a chi sa fare: erzsebet scrounge non tira fuori la moneta perchè non se ne fotte niente del Toro. Il suo peggior rischio è aprire i cordoni del portafogli, non certo far sprofondare il Toro in B o altrove.

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  19. marco.murr_15089713 - 2 settimane fa

    Articolo impeccabile, fotografia reale e drammatica di cosa sia il Toro oggi. Vedo solo nebbia, buio e viaggiamo pericolosamente a fari spenti a livello societario. Ma … Forza Toro comunque vada …

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  20. Andrea63 - 2 settimane fa

    SOLO UN PRESTANOME…. Dopo 15lunghissimi anni i nodi vengono al pettine… Io spero che il nostro Toro non finisca in b… La sua presidenza è arrivata al capolinea, venda e tolga il disturbo!!!!

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  21. pupi - 2 settimane fa

    Ho visto la canonica pagina sul Toro nella gazzetta. Ho il vomito!

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  22. Mario66 - 2 settimane fa

    Dalle informazioni contenute nell’articolo e dalle dichiarazioni di ieri di Cairo possiamo desumere abbastanza chiaramente che non ci sarà mercato per il nostro Toro. Io al contrario dell’articolista la penso come Andreotti. C’è qualcosa che non quadra in questa triste vicenda. Purtroppo chi ci rimette siamo noi appassionati di TORO.

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  23. Mimmo75 #prexit - 2 settimane fa

    E il tempo si sta dimostrando galantuomo anche con Petrachi…

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    1. morantony - 2 settimane fa

      prexit è fantastico!

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  24. Gigiotto - 2 settimane fa

    Per Cairo il Toro è il suo giocattolo che può montare e smontare a piacimento. Cosa che non può fare con LA7 o RCS, in quanto intorno avrà azionisti abbastanza forti che lo contrastano.
    Difatti avete mai visto o letto editoriali sul Toro maltrattato dagli arbitri, oppure servizi sul Torino calcio?

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  25. Mik - 2 settimane fa

    L’indiscrezione è che in maniera indiscreta o discreta che sia, anche a sto calcio mercato prenderemo na fava…..

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  26. Mimmo75 - 2 settimane fa

    Comunque è strano st’articolo: non rende noti i procuratori ma non si fa problemi a pubblicare quel che dicono. Però Cairo, che ne esce malissimo, nudo, definitivamente compromesso anche agli occhi dei suoi più strenui difensori (per chi avrà l’onestà di ammetterlo),dicevo Cairo li riconoscerà di certo sti due procuratori se è vero che gli si è rivolto per farsi dare una mano (ma Vagnati a che serve?). E se questi due se ne sbattono come se ne sbatte Pennisi di pubblicare tutto ciò, forse vuol dire che il re è davvero nudo e gli sta crollando tutto intorno. Aggrappiamoci a Giampaolo e sosteniamolo sperando che nel frattempo Cairo (voto 15 pres) tolga il disturbo.

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    1. OldBull - 2 settimane fa

      Mi sembra un’analisi perfetta, il problema è capire cosa succederà…

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  27. Bischero - 2 settimane fa

    Che sia incapace o in malafede. Che sia tirchio o in crisi economica. Che sia accentratore o diffidente il risultato non cambia. 15 anni di approssimazione e inadeguatezza. Ci sono compratori… Li ascolti e venda il club. Il futuro con Cairo é più scontato di un film porno anni 90.CAIRO VATTENE

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    1. Simone - 2 settimane fa

      D’accordissimo con te.
      Dei motivi non ce ne può fregare di meno.
      È un film già visto e pure di merda.
      Alzasse i tacchi, il tempo è scaduto da un pezzo!

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  28. Gen-X Granata - 2 settimane fa

    Il presidente mi pare sia sempre più solo;
    Non so perchè ma lo associo al personaggio della storia di “A Christmas Carol”.
    L’epilogo (del libro e del film) è positivo e la mattina di Natale si fa largo il buon cuore.
    Però Natale è appena passato e non è successo niente….

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  29. Mimmo75 - 2 settimane fa

    Chi rispetta il Toro dovrebbe fare quel che stanno facendo negli USA i collaboratori più stretti di Trump: dissociarsi da Cairo (voto 12 pres, anzi 13, crepi l’avarizia…), dimettersi. Un altro contratto lo troverebbero. Coraggio.

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    1. Bilancio - 2 settimane fa

      Nessuna stranezza…vuoi l intervista? …non pubblicare il mio nome…questa cosa chiamata torino e’ da anni che paga procuratori per fare mercato più di tante altre squadre..comunque ug raccoglierà ciò che si merita.

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  30. OldBull - 2 settimane fa

    Questo articolo è terribile! E’ un insulto all’intelligenza dei tifosi granata.
    Ma ci volevano proprio degli anonimi e misteriosi personaggi, particolarmente introdotti nel mondo del calcio, in possesso di elementi e mirabolanti notizie che sottobanco forniscono come fossero spie del KGB, informazioni ma soprattutto fatti che comunque qualunque tifoso sa da almeno quindici anni?

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    1. bloodyhell - 2 settimane fa

      quando uno non sa leggere, si sente persino insultato dall’aria che respira. che sia granata o non granata. il centro dell’articolo non sono certo le considerazioni dei procuratori, che l’articolista non poteva evidentemente nominare.il centro dell’articolo è ovviamente ben altro ma, ripeto, a volte bisognerebbe saper leggere. Complimenti Pennisi, Anthony ha lasciato la sua rubrica in buone mani.

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  31. fabrizio - 2 settimane fa

    il “sig.” CAiro e’ 15 anni che rischia e azzarda. Il culo lo ha aiutato la maggiorn parte delle volte. la seconda retrocessione sotto la sua “presidenza” non e’ molto lontano. Alla lnga il banco vince…..

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  32. LeoJunior - 2 settimane fa

    Avete mai avuto a che fare con un tirchio? Crede di essere più furbo di tutti. Quando compra pensa di essere quello che fa affari e poi quando decide di spendere, butta i soldi. In più, essendo geloso dei soldi non si fa consigliare e aiutare da nessuno, anche perché pensa di essere il più furbo.
    Vi ricorda qualcuno?

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    1. Toroperduto - 2 settimane fa

      Sono i più deficienti i tirchi seriali.
      Sono esattamente come quelli che per risparmiare sull ultima cifra del carburante che neanche esiste inseguono il più basso facendo deviazioni di chilometri….

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  33. bertu62 - 2 settimane fa

    Premessa/nota a margine: Carmelo Pennisi è bravo, indubbiamente, però eviterei l’utilizzo di vocaboli come “irredimibile” e “prodromo” anche se sostanzialmente corretti e sintatticamente ben utilizzati, spesso (per non dire sempre) la cultura si esprime anche utilizzando parole semplici e di facile comprensione/utilizzo quotidiano…
    Veniamo al nocciolo del bell’articolo, anche se si tratta di “materia vecchia” con un “spruzzatina” di nuovo….
    Cairo NON E’ un “amante” del calcio e meno ancora un tifoso del “Suo” Torino, questo è sempre stato chiaro e cristallino (per lo meno a chi lo ha voluto vedere/capire).
    Cairo E’ NEL calcio solo perché il calcio di oggi é un Business, ed il Business di Cairo è l’editoria ma soprattutto tutto ciò che è intorno alla pubblicità.
    Cairo ha acquistato il Torino SOLO perché rappresenta(va) uno strumento per arrivare laddove non era possibile arrivarci senza, FIGC e LEGA CALCIO in Primis ma anche in TV Radio e Quotidiani sportivi rilasciando interviste e dichiarazioni e, conseguentemente, facendo pubblicità a sé stesso.
    La conseguenza di tutto questo è che, fondamentalmente, a Cairo della posizione in classifica del Toro interessa poco (o niente), proprio come gli interessano poco (o niente) gli eventuali successi sportivi.
    Possiamo star qui ad interrogarci ed a chiedersi il perché, il “come” ed anche “fino a quando” ma la situazione è e (purtroppo) resta questa: Cairo è il classico esempio di “Presidente di una squadra di calcio moderna”, come stiamo vedendo (se vogliamo vederlo): se “immetto” TOT denaro SONO OBBLIGATO a ricavarne TOT+”X” sennò vado in perdita, come dimostrano i conti di quelli che vincono lo scudetto (farlocco) da 10anni consecutivi, quest’anno chiuderanno con 3/400 milioni di rosso che John E. provvederà a ripianare con l’ennesimo aumento di capitale (tanto hanno creato Stellantis guadagnando qualche fantastiliardo di Euro…), come dimostrano i Cinesi dell’Inter e come hanno fatto praticamente tutti quanti nel mercato estivo, tanti scambi/prestiti e pochissimi acquisti, tutti in attesa del Miliardo e mezzo che metteranno i fondi nei prossimi giorni, altro “latte” per le mucche (che sono le squadre) che verranno “munte” (dai Presidenti).
    E noi, noi tifosi? Noi non contiamo più, da tempo, ancor prima che gli stadi fossero chiusi “al pubblico”, da quando i diritti TV ci hanno comprato senza che ce ne accorgessimo, noi contiamo solo come ulteriore “latte” sotto forma di abbonamenti (alle Pay-Per-View, non certo allo stadio..), sotto forma di merchandising e sotto forma di “audience” acquistando quotidiano sportivi o assistendo ai vari programmi pseudo-sportivi…
    Noi tifosi siamo un pallido riflesso di quegli antichi spettatori che assistevano sugli spalti delle Arene a delle VERE battaglie, quelle “gare” giocate fra uomini prim’ancora che fra calciatori….
    Noi tifosi siamo dei pallidi, sbiaditi ricordi “di quelli che furono”, ci illudiamo di contare anche qualcosa nei cuori dei giocatori e dei Presidenti mentre in realtà ciò che conta per Loro, (quasi) per tutti Loro, sono i quattrini, ci illudiamo e ci esaltiamo per dei successi effimeri, di cartone, successi “dopati” dal denaro e dal potere, poco importa arrivare primi o ultimi, può andar bene per pagare da bere oppure per farsi pagare da bere in un qualsiasi Bar Sport di un qualsiasi paese e nient’altro…
    Morto un Papa se ne fa un altro, morto un Presidente di calcio lo stesso, e la musica sarà sempre quella….
    FV♥C!! SEMPRE!!

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    1. renato_granata - 2 settimane fa

      Quasi meglio il commento che l’articolo stesso.
      Condivido tutto e complimenti.

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  34. MartinVasquez - 2 settimane fa

    Credo che su queste colonne, una critica più esplicita e netta all’operato del padrone sia difficile da trovare, dunque meglio di niente. Che sia incapace, spilorcio, anaffettivo, privo di qualsiasi abilità mediatica e comunicativa (ed è il più paradossale dei paradossi) e probabilmente al soldo di altri, lo sanno pure i muri, come sanno, i muri, che non c’è alcun futuro per la nostra squadra finché lui è al timone. Ma prima o poi mollerà, è l’unica cosa di cui siamo tutti consapevoli e che stiamo attendendo come la nostra Liberazione. Forse ci vorrà un ventennio come nel caso dei due proprietari/direttori di giornali che hanno governato l’Italia prima di lui.

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  35. suoladicane - 2 settimane fa

    Articolo fin troppo tenero
    Non ho letto arroganza,incompetenza,superficialita e menefreghismo. Quindi non e una vera critica e più un pettegolezzo che rimette la solita merda nei tubi
    CAIRO VATTENE

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  36. ulisse71 - 2 settimane fa

    perché stupirsi delle scelte di calciomercato. A fari spenti, non si vede una mazza!

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  37. Gianluca - 2 settimane fa

    Le possibilità sono due:
    a) Cairo è in buonafede (e qui mi becco qualche decina di improperi) perciò visti i risultati delle sue scelte rappresenta quel padre che regala al figlio (ai tifosi) giocattoli che non gli piacciono e poi si offende se il figlio non gli dà nemmeno un bacino. Anzi protesta. E quindi non compra più, essendo anche tirchio.
    b) Cairo è in malafede. Usa il Toro per avere un mezzo pubblicitario in più. Gestisce la società con i soldi delle tv e del botteghino (liquido ora mancante), sconta la mancanza di plusvalenze e fa favori alle big scaricando loro i contratti più pesant in cambio di contributi sul pagamento degli stipendi di presunti campio che si rivelano pippe (Hart, Niang, Zaza, Verdi…ci metto anche Giampaolo e Rodriguez, anche se si elevano un pochino)
    Tertium non datur

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    1. ulisse71 - 2 settimane fa

      tertium, no tengo dinero

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  38. CUORE GRANATA 44 - 2 settimane fa

    Carmelo ha descritto in modo chiaro,attingendo a fonti che a noi “semplici tifosi” sono precluse, l’attuale realtà del Torino fc che per altro nella sostanza ormai da anni avevamo intuito.Possibile che il Personaggio nel Suo delirio di onnipotenza continui a non rendersi conto che di questo passo emulerà Icaro? I danè sono danè e per mollare l’osso ha pretese fuori mercato,però tirare troppo la corda….Non riesce proprio a capacitarsi che a Torino e con il Torino ha ormai fatto intorno a sè terra bruciata anche nell’ambiente del calcio,salvo la schiera dei Suoi tenaci sostenitori difficile dire a che titolo.In 15 anni ha distrutto Storia,Valori e Dignità al Torino Calcio umiliando noi tifosi.Viene descritto come freddo,calcolatore e privo di qualsivoglia empatia:faccia per una volta”uno strappo alla regola”e se dovesse riflettere con un minimo di lucidità comprenderà,forse,che sarebbe anche per Lui un vantaggio.Grazie Carmelo per l’articolo e grazie anche alla Redazione per averlo pubblicato.Sempre FVCG!!!

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  39. Assolutamente - 2 settimane fa

    mah … più che un articolo mi sembra un pettegiolezzo di cui faremo volemtieri a meno … la cosa che temo d tempo e che mi spaventa è che effettivamente Cairo abbia problemi finanziari gravi … questo sarebbe davver un bel guaio x il Toro … aspettiamo la fine del mercato per averne la prova …

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    1. bordeauxgranata - 2 settimane fa

      Allora venda se ha le pezze al culo

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  40. gm - 2 settimane fa

    Con tutte le variabili possibili possiamo solo ipotizzare quale sia la situazione reale e mi/vi chiedo, possibile che il secondo editore italiano, proprietario di aziende da fatturati miliardari, non sia in grado di gestire una società semplice con flussi di denaro abbastanza regolari, al punto che possa rischiare la perdita economica pur potendo intervenire ora per la soluzione di problemi abbastanza banali?
    È sufficiente leggere un qualsiasi quotidiano, guardare una trasmissione in tv o leggere quanto chiedono i tifosi per comprendere e risolvere i problemi del Torino. La mancanza di interventi correttivi fanno pensare che: o non si amministra un bene proprio, per cui la situazione attuale non costituisce problema serio oppure si vuole massimizzare il guadagno lasciando retrocedere la squadra per poi vendere i pezzi pregiati o, ancora, si è sicuri di non retrocedere perché tutto è già concordato a tavolino. Chiunque conosca la situazione societaria può confermare che stiamo in piedi solo per la dedizione di pochissimi che hanno a cuore questa squadra; la crisi attuale pregiudica purtroppo qualsiasi serio intervento esterno. Aspettiamo e speriamo

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  41. Héctor Belascoarán - 2 settimane fa

    Mah, vista la situazione in classifica e le difficoltà sono a d’ora riscontrare è fin troppo prevedibile che la società sul mercato cercherà prestiti per non aumentare il peso economico di un possibile fallimento. Di per sé questa è una non notizia. La vera notizia è che il Nostro non si è ancora rotto la balle di ste continue figure da cioccolataio, un altro al suo posto avrebbe già passato la mano da un pezzo… ma lui ha un ego talmente smisurato da non rendersi conto che è una battaglia irrimediabilmente persa.
    Non è capace ha gestire un club di calcio: se ne faccia una ragione e ci lasci andare avanti. Per favore.

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  42. Torosempre - 2 settimane fa

    Illeggibile. Però l’attacco è simpatico: “due cugini grassi mi han detto…”

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  43. Granata nel cuore - 2 settimane fa

    Caro Pennisi, la sua teoria rimanda comunque alla buona fede del giornalaio. Buonafede che non esiste!!
    Il suo unico scopo è sempre stato quello di vivacchiare, guadagnando moltissimi soldi col nostro Toro.
    È sicuro Pennisi, che invece la desiderata del nostro “amatissimo “ non sia proprio di andare in b e chiudere così in bellezza questi splendidi 15 anni di nulla???
    Le congetture mi hanno stancato tanto quanto questo improbabile e improduttivo presidente.
    Spero venda il Toro prima di farci sparire

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    1. Héctor Belascoarán - 2 settimane fa

      Lo fai più furbo di quel che è… no, no è proprio un incapace!

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  44. Tarzan - 2 settimane fa

    Questo articolo, sommato alle dichiarazioni del presidentissimo riportate oggi, dà un quadro davvero desolante della società Torino FC. Poi magari ci salviamo anche di culo all’ultima giornata, ma la desolazione resta tutta. Purtroppo ormai è evidente e non c’è possibilità di tornare indietro, con Urbano Cairo il Toro non ha un futuro. Credo stia entrando in una sorta di delirio da ultimi giorni, della serie vi faccio vedere io cosa so fare…

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    1. FVCG77 - 2 settimane fa

      Magari ci salviamo, ma di culo….. ma quando mai l’abbiamo avuto?

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  45. Cup - 2 settimane fa

    In effetti sono sempre state le sue clamorose decisioni che alla fine, per quanto dispendiose,ci hanno penalizzato. L’esempio di Verdi calza a pennello: è stato preso a 25 milioni perché due anni prima aveva fatto bene a Bologna. Cairo ha fatto bene al Toro solo quando c’era Ventura che capiva quantomeno di giocatori e con le plusvalenze fatte il Toro è cresciuto sino a sbagliare tutto nonostante in squadra ci siano nazionali o giocatori di tutto rispetto. Quest’anno non stiamo parlando di 12° posto invece che ai margini della zona EL, ma di ultimissimi posti invece che campionato tranquillo. Sbagliata ogni scelta, persino non aver tenuto conto che in casa avevamo Singo e magari non serviva Vojvoda, o Rodriguez preso come terzino di spinta che non spinge, o Linetty più molle dei tanti centrocampista molli che avevamo. L’unico acquisto lungimirante è stato forse Gojak che verrà forse fuori in un paio d’anni di ambientamento. Ma da chi è affiancato? Siamo ormai al giro di boa e se non si fanno interventi importanti, il rischio è enorme. Spendere per non svalutare la rosa, non è buttare via soldi ma valorizzare il proprio capitale. Non è vero che a gennaio non si trovano buoni affari: se si vuole si può. E bisogna spendere perchè in società non mi pare ci sia nessuno che ha l’intuizione buona. Alla Maxy Lopez per intenderci…

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    1. Junior - 2 settimane fa

      D’accordo su tutto. GPV ha risolto un sacco di problemi del presidente facendo praticamente lui la campagna acquisti (e Petrachi che se ne dica si dava parecchio da fare) e ha lanciato tanti giocatori.
      Il nostro problema è che una volta finito il ciclo GPV non siamo stati capaci di fare il salto di qualità e WM poteva essere la soluzione ma sappiamo tutti come è andata a finire….
      Ormai credo fermamente ci vuole un cambio alla guida della società sennò non rialzeremo mai la testa e ci affideremo solo a quei pochi individui che francamente non so perché ancora rimangono tra noi quando potrebbero ambire a squadre stabilmente nelle coppe. Mi rincresce davvero dire certe cose ma è la realtà tanto quanto amo il Toro.

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  46. Innav (CAIROVATTENEINBELIZE) - 2 settimane fa

    Uno col carisma giusto, oltre a costare, non va a lavorare con Cairo; oramai nell’ambiente lo conoscono tutti.

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  47. Granata - 2 settimane fa

    Bell’articolo. Personalmente affermo che Cairo non vuole spendere. Forte del fatto che sa far di conto , non ha capito che il calcio ha regole proprie che nulla hanno a che fare con altro. Purtroppo non è detto che basti. Giampaolo merita altro. Fossi in Vagnati, mi dimetterei.

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    1. Mimmo75 #prexit - 2 settimane fa

      Mica solo Vagnati…

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