Malagò versus Gravina: che Italia è?

Loquor / Torna la rubrica di Anthony Weatherill: “La grande politica è quella
delle risoluzioni audaci”

di Anthony Weatherill

“La grande politica è quella
delle risoluzioni audaci”.
Cavour

Giovanni Malagò e Gabriele Gravina nei giorni scorsi sono entrati in rotta di collisione in modo così deflagrante e scomposto, da far chiedere a Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, cosa mai frulli nella testa del presidente del Coni, che ogni due per tre ormai interviene sistematicamente nelle vicende del calcio. Interventi che non sono mai uno stimolo per risolvere questioni vitali per l’organizzazione del mondo dello sport più amato dagli italiani, ma sono solo delle autentiche cariche a pallettoni contro il presidente della Federcalcio. Tanto che Zazzaroni giunge a chiedersi: cui prodest?

L’ex ragazzo dell’Aniene non è mai stato uno dedito a muoversi a casaccio, nei suoi modi di fare tipici del “generone” romano, con il classico ostentare il “volemose bene” a nascondere sempre un tramare a beneficio delle ambizioni, da anni cerca di allargare sempre di più il suo posto al sole nell’Italia che conta. L’uomo, non essendo un fine intellettuale o un classico archetipo di “uomo del destino” italico, più che allo sport non poteva puntare per sperare un giorno, quando come tutti passerà a miglior vita, di essere ricordato attraverso qualche targa commemorativa o via di Roma a lui dedicata. E’ il complesso “dei Sepolcri” di Ugo Foscolo, che prima o poi prende a quelle tipologie di persone ossessionate dal voler essere ricordate a causa di una loro grandezza, o presunta tale. Ecco quindi, nonostante le molteplici cariche ricoperte su cui impegno rimane un mistero simile al quarto segreto di Fatima (quante similitudini con l’amico e sodale Montezemolo), lo sport diventare quasi una metonimia della necessità di portare con tenacia il suo narcisismo a futura memoria dei posteri. Aveva già silurato un presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, all’indomani della pesante eliminazione dai mondiali di Russia. Con un tempismo perfetto si era presentato nel salotto buono di tutti i radical chic che contano, quello del camerlengo dei potenti Fabio Fazio, e aveva letteralmente fucilato senza processo un uomo con una vita spesa interamente per il calcio. Ora, in tutta evidenza, ci riprova con Gabriele Gravina, minandone l’autorità di presidente di federazione dichiarando in modo assai obliquo e tendente ad ogni ipotesi malevola sull’impianto etico/morale dell’attuale presidente della Federcalcio, come il “il calcio vuole andare avanti, mettendosi in una situazione diversa rispetto alle altre discipline”.

Quale calcio dopo il Covid-19?

Tali parole sono state più di uno sgambetto innocente, sono state il segnale di una vera e propria dichiarazione di guerra. Gravina stavolta non ha scelto la via felpata e pelosa, tipica della stanze del potere dell’Italia contemporanea, e ha risposto con decisione e chiarezza a colui che del calcio deve avere una dimensione di quello pensato “a cinque”, sport da lui praticato negli anni giovanili in cui pensava a quale tigre saltare sopra per regalarsi un futuro da potente riconosciuto. “Non entro nel merito – ha detto il presidente della Federcalcio – delle scelte che hanno adottato le altre discipline, ma il calcio ha una sua specificità. Lo è per dimensione e per impatto economico. Inoltre stiamo rischiando un notevole danno sociale”. Se Gravina non gli ha dato dell’incompetente vanaglorioso, al presidente del Coni, poco ci è mancato. Qualche ora dopo, infatti, ad un’altra radical chic militante, Lilli Gruber, Alessandro Del Piero ha dovuto ricordare, pazientemente, come il calcio sia una delle principali industrie nazionali (il 7% del Pil), dove trovano lavorano e futuro per le loro famiglie migliaia di persone. Quindi non trattasi semplicemente di un gioco, per la sorpresa di “Lilli la Rossa” convinta che di cose meramente ludiche si stesse parlando. Certo si sta assistendo ad una curiosa corsa, da parte di gran parte della classe dirigente italiana, a voler demolire in modo dissennato tutto ciò che produce Prodotto Interno Lordo. Lo fanno per incompetenza ma, soprattutto, perché ogni loro agire ha come unico scopo l’interesse personale e della cerchia di “amici” a cui appartengono. Il Covid-19 ha creato, a questa classe dirigente che passerà alla storia per aver distrutto fino alle sue fondamenta spirituali e filosofiche quella che fu una delle nazioni più ricche e operose del mondo, la narrazione perfetta per prendersela ancora una volta con il nemico straniero. E più passa il tempo, più si abbassa persino la potenza e il valore del presunto nemico. Da qualche giorno, infatti, non è più la Germania la preoccupazione degli italiani, con il suo potere storicamente soverchiante rispetto all’Italia e all’Europa intera, ma l’irrilevante Olanda. Con i suoi mulini a vento e i suoi tulipani (vien quasi da ridere), gli olandesi hanno dimostrato quanto poco valga l’attuale classe dirigente italiana, ora tesa a dimostrare al suo popolo quanto tanto stia facendo per salvare ogni vita umana dalle fauci del terribile virus venuto dall’oriente.

Sarà compito degli storici valutare la reale consistenza di questo “tanto”, per il momento ci si può limitare solo a contare l’elevato numero di vittime e l’inizio di una gravissima crisi economica più che annunciata. Fermare tutta la produzione industriale e ogni tipo di transazione economica, a parte quelle alimentari e farmaceutiche, deve essere sembrata una grande idea a chi di idee non ne ha avuta mai nemmeno mezza. Terrorizzare un intero Paese e chiuderlo dentro casa, dando mandato alle forze dell’ordine di dare una caccia senza sosta alle grigliate sui tetti, è esattamente lo specchio di una classe dirigente abituata a prendersi sul serio, mentre al massimo sta teorizzando una barzelletta. Gli italiani sono pazienti e a volte disposti (colpevolmente) a credere a tutto, persino ad un Romano Prodi a cui in una seduta spiritica, tenutasi nel lontano 1978, l’anima di Alcide De Gasperi avrebbe confidato il luogo dove le “Brigate Rosse” tenevano prigioniero Aldo Moro. Marcello Veneziani, nel suo ultimo lavoro “Dispera Bene”, ha dipinto un desolante, ma quanto mai veritiero, quadro dell’attuale classe dirigente contemporanea. “La rappresentazione –ha scritto Veneziani – ha ormai vuotato la rappresentanza, il teatrino ha cancellato la storia, finita nella rete”. E quando non c’è rappresentanza, ma rappresentazione, l’unica cosa a contare è mettere in scena qualcosa per intrattenere. Ed ecco come un’attrice viene catapultata alla vicepresidenza dell’importantissima Lega Dilettanti, il cuore pulsante dell’attività calcistica italiana, e le cui attività a favore del calcio amatoriale sono attualmente sconosciute, come è sconosciuta la sua opinione sulla deflagrazione in corso di tutto il mondo del calcio legato al dilettantismo.

Scegliere

A volte i voli pindarici sarebbe meglio interpretarli, piuttosto che farli. Ma una poltrona, se appartieni alle frequentazioni giuste, in Italia non si nega proprio a nessuno. Non importano in sé le motivazioni del candidato “poltronaro”, ma quelle degli amici degli amici. L’importante, al momento opportuno, è che tutti gli interessi convergano. In cosa? Lascio al lettore la capacità di immaginare o ipotizzare. E mentre l’unica cosa certa regalateci dai virologi diventate star televisive, è che su questo virus non si conosce nulla, varie battaglie politiche e di potere sono in corso. E l’assenza di idee è l’unica cosa a connotarle. “Non l’essere – ha scritto Veneziani – e nemmeno il fare, solo il dire decide la sorte dei politici”. Ormai conta solo la fazione, e vedere una persona perbene come Pier Luigi Bersani sostenere in una nota trasmissione televisiva come in Italia nessuno muoia di fame e come in “soli” due mesi l’attuale governo riuscirà a liquidare la prima cassa integrazione, fa solo rivenire in mente le brioche della Maria Antonietta della Francia alla vigilia della rivoluzione. Nessuno a spiegare come mai la Spagna ha riaperto diverse sue attività produttive, e i motivi delle squadre della Bundesliga tornate ad allenarsi. Fare la fila davanti ai supermercati sembra l’unica cosa concessa ad un popolo, quello italiano, sempre più spaventato che consapevole. Recuperare il senso delle nostre azioni forse non sarebbe così male, per scendere da un Titanic pronto a fare un frontale contro un iceberg. “Non si può non giocare più a calcio”, è stato il grido d’allarme di Carlo Tavecchio, completamente in controtendenza rispetto al presidente del Coni, preoccupato a farsi notare tra i più ligi alla linea dettata dal governo Conte, più che ad insegnare amore per lo sport. Come spiegare l’amore per il calcio? Esso è quel refolo di vento a sfiorare dolcemente i nostri volti, sdoganandoci per qualche attimo dagli affanni della vita quotidiana. E lo aspettiamo… lo aspettiamo… e ancora lo aspettiamo. È arcobaleno. È fuochi d’artificio. È vita. Quella vita dalla quale qualcuno ha deciso di esiliarci. Riappropriamocene, e al diavolo la paura. Siamo stati pensati per essere l’audacia di Ulisse, fino alla fine dei nostri giorni. Pochi o tanti che siano.

(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

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  1. Mimmo75 - 7 mesi fa

    Bloodyhell, vedo che non ci capiamo. Hai finalmente detto bene: ha attaccato la classe politica italiana! Ora rileggi la mia riflessione e capirai che stiamo dicendo la stessa cosa. Solo che a te ca bene che abbia attaccato le scelte della classe dirigente italiana, a me no. Non perché abbia stima dei nostri politici ma perché l’attacco avviene in modo del tutto gratuito e intriso di pregiudizi alla “italiani pizza mafia e mandolino”, etichetta che ci siamo senza dubbio in discreta parte meritati ma che in questo preciso momento non ha senso usare. Lo dirà il tempo se han fatto bene i nostri o gli altri, per ora registriamo che si sono affannati tutti a copiarci dopo averci dato degli esagerati. Senza polemica, ti saluto sperando che finalmente ci siam capiti, altrimenti amen!

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  2. Dr Bobetti - 7 mesi fa

    L’audacia serve e le paure son fatte per essere gestite e superate. Con ardore ed equilibrio.
    La mano sulla coscienza dovrebbero passarla per primi i presidenti ricattatori pronti ad ogni denuncia (lazio, napoli, benevento, frosinone, monza e sicuramente altri) invece di applicare una logica di gestione della crisi.
    Meglio spremersi nella calura in estate per i danari, meglio mandare in cassa integrazione i dipendenti invece di tagliare i faraonici stipendi ai giocatori per qualche mese.
    Per me la strada è sempre quella: finirla qui con questa stagione, iniziare la prossima ad inizio Agosto con 22 squadre una tantum. Decisione di forza per abortire ogni tipo di ricorso e se alcune società non ce la fanno sarà per evidente poco virtuosismo nella gestione di un bilancio.
    In ogni caso riprendano pure il campionato, a me onestamente questo non interessa più. Spero nel prossimo ma dipende proprio da chi lo gestisce.

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  3. Mimmo75 - 7 mesi fa

    Articolo pesante (ma l’autore è monotematico, si sa) e totalmente fuori luogo. Ricordo allo scrittore che l’Italia veniva presa per il culo a causa delle misure introdotte per il contenimento del virus, ma poi tutti a copiarne il modello… I più spavaldi, tra cui il primo ministro inglese, hanno dovuto abbassare la cresta e tremare in prima persona per rendersi conto che la classe politica italiana con le sue decisioni pilota (non dimentichiamo che siamo praticamente stati cavia tra i paesi democratici) ha probabilmente salvato il culo al resto del mondo che ne ha poi copiato le misure. Non è una difesa della politica italiana la mia, che di motivi per vergognarsi ne ha avuti e ne ha, però, Anthony, l’hai fatta fuori dal vaso accecato da questa tua ossessione (hai ragione 9 volte su 10 ma hai rotto, cambia disco) carica di disprezzo verso chi governa il mondo del calcio. Gli altri hanno riaperto prima di noi e quindi? Hanno ragione loro solo perché non sono italiani? Hai scritto un articolo che non rende giustizia alla tua intelligenza e al tuo stile e senza volerlo (di questo ne sono quasi certo) hai offeso la mia patria. Giù le mani dalla mia patria, con i suoi errori certi e presunti, con i suoi difetti e le sue storture. Giù le mani, porta rispetto e prega che chi ha messo davanti alla tutela della salute l’interesse economico (come fece il tuo primo ministro) non debba nuovamente tornare al modello Italia. Da italiano attendo le tue scuse, comunque vada a finire la lotta contro il virus.

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    1. maxx72 - 7 mesi fa

      Mimmo credimi,non ti piglio per i fondelli ma questa tua risposta è da incorniciare, in questo articolo non c’è niente che va bene. E mi ha molto sorpreso che un anglosassone (con la loro immunità di gregge) critichi proprio l’Italia che ormai é copiata in tutto il mondo. Io ti dico bravo.

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      1. bloodyhell - 7 mesi fa

        weatherill non ha criticato l’italia, e qui da incorniciare c’è solo la vostra ottusità. mimmo75 meglio continui a parlare di mazzarri, che anche lì ha fatto abbastanza ridere. attende le scuse da weatherill, roba da matti. impara a leggere, prima di criticare, che in questo articolo non c’è nessun disprezzo verso chi governa il calcio, piuttosto una loro difesa rispetto ad un attacco nei loro confronti portato avanti da malagò. cercare di capire un ragionamento non da tg1 è troppo difficile, vero? E continuare con questa solfa dell’inglesità dell’articolista, ha il sapore vagamente razzista. continuate ad appoggiare il sentimento voluto dalla stampa di regime, che ha abolito ogni tipo di libertà personale a colpi di decreto della presidenza del consiglio.in nessun paese del mondo è successa una roba del genere(si chiama autoritarismo), altro che continuare con questa storia che tutti ci hanno copiato. caro weatherill, mi dispiace come certa gente non abbia capito nulla delle sottigliezze del tuo ragionamento, in cui, al solito, traspare solo amore per l’italia e preoccupazione per le sue sorti. non è con la retorica che si risolvono i problemi, ma in un paese dove ormai chi legge libri è guardato come un panda da far proteggere dal wwf,la retorica da serie b è l’unica cosa ad essere rimasta

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        1. maxx72 - 7 mesi fa

          E ti pareva che qualcuno non tirasse fuori la parola “razzismo”. Ascolta caro io sono uno di quelli che rispetta abbastanza le idee degli altri forumisti però la parola “ottusità” te la rispedisco direttamente addosso. Quello che tu chiami “ottusità” io lo chiamo idea diversa dalla tua e credo che dovresti rispettarla. Fino a quando non ci si insulta a vicenda fra di noi tutti possiamo esprimere un concetto. Cordialmente.

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          1. bloodyhell - 7 mesi fa

            cordialmente ti ribadisco che su questo articolo tu, e il tuo amico che vorresti incorniciare, avete fatto ragionamenti ottusi. e rispettare un’idea, non vuol dire farne passare impunemente la sua ottusità. la cosa sorprendente, ma non tanto visto il clima da pensiero unico che ormai vige sulla gran parte della stampa italiana, è come abbiate completamente fuorviato il ragionamento di weatherill. come lo abbiate trasformato rispetto alle vostre convinzioni pregresse alla lettura dell’articolo. mimmo75 è al limite dell’insulto e della calunnia. se a voi va bene così, continuate pure. ancora più cordialmente, ti saluto

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        2. Mimmo75 - 7 mesi fa

          Io non l’avrò capito ma da quel chenacrivi son sicuro che tu ne abbia letto (se lo hai letto) solo la prima parte.

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          1. bloodyhell - 7 mesi fa

            guarda,in genere commento poco proprio per non cadere in polemiche inutili e poco interessanti. non ne ho il tempo e, soprattutto, non ne ho la voglia. ma vedere un articolo di una levatura simile essere trattato con superficialità e retorica a buon mercato, è cosa che francamente non riesco a tollerare. che tu ritenga che io non abbia letto tutto l’articolo, fa parte del tuo evidente pregiudizio con cui stai affrontando la questione. pregiudizio frutto di una stampa italiana monotematica, in tutta evidenza etero diretta. lavoro ogni giorno con Inghilterra, germania, stati uniti e francia. posso assicurarti che nessuno di questi paesi ha smesso di lavorare, a nessuno di questi paesi è venuto in mente di perseguitare i cittadini per una passeggiata.in nessuno di questi paesi è vietato di andare a trovare i propri figli o genitori. nella seconda parte dell’articolo, che tu sostieni io non abbia letto, weatherill cita due bellissime riflessioni di veneziani. forse dovresti ragionarci un po’.magari fai uscire un po’ di tg1 dalla tua testa per far spazio ad altre ipotesi. weatherill non critica gli italiani, ma la classe dirigente italiana. aver fatto cessare il lavoro in italia non ha nessuna base scientifica e logica,come molti virologi hanno detto. ma in italia si è scelto solo di ascoltare burioni.ci siamo praticamente suicidati economicamente, e presto te ne accorgerai. perchè i fatti sono più forti delle opinioni. questa classe dirigente italiana, sportiva e politica, o è corrotta o e incapace. di fronte a più di ventimila morti, aver fatto credere di avervi chiuso in casa per salvarci la vita, sembra lo sberleffo finale. ma noi crederemo anche a questo. quelli, come weatherill, che stanno provando ad avvertirci sono pochi. troppo pochi. ma se l’italia sta vivendo uno dei periodi più della sua storia è proprio perché, purtroppo, sono troppo pochi. e questi troppo pochi devono anche subire insulti e calunnie.

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  4. sigfabry - 7 mesi fa

    Anthony Wea..turin

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  5. NEss - 7 mesi fa

    Ci sarebbero tante cose da dire ma mi soffermo sull’ultima: non si puo’ giocare piu’ a calcio.
    La frase e’ monca: per quanto tempo?
    2 mesi e’ un conto, 2 anni forse un altro.

    Ci sono alcuni punti fermi. E’ improbabile che siano permessi grandi assembramenti, come 60mila persone in uno stadio, finche’ non ci sara’ un vaccino o simile. Il rischio di un contagio allargato e incontrollato sarebbe troppo grosso.

    Giocare a porte chiuse e tutti a guardare in tv? Non ci trovo niente di cosi’ scandaloso, almeno per qualche tempo.
    Pero’ chiedere alla gente di mantenere le distanze mentre i calciatori si abbracciano in area di rigore puo’ essere un problema di immagine/istruzione.

    Riguardo al problema economico continuo a chiedere senza trovare risposte ferme: ma se non giocano le partite per finire questo campionato non prendono i soldi dei diritti tv? Le altre entrate sono, specie in Italia, molto meno significative. E in questo caso lo sky di turno restituisce i soldi agli abbonati? Oppure possono prendere il canone ma non pagare la lega calcio?

    Per finire. Se si chiude tutto e’ per evitare problemi piu’ grossi.
    L’autore dell’articolo si scagliava contro il terribile divieto di stringersi la mano. Beh, avendo sottovalutato il problema si e’ arrivati alla situazione attuale. Forse era meglio stare un po’ piu’ attenti e rinunciare a qualcosa prima, o no?

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    1. Granata - 7 mesi fa

      Il pagamento dei diritti tv non è mai stato in un unica soluzione. È frazionato per cui , se si interrompe il campionato per x motivi, il pagamento viene sospeso. Il problema, come scrivevo giorni fa , è che quasi tutte le squadre vivono di diritti tv. Molte squadre hanno richiesto prestiti con sottostante proprio l’incasso dei diritti tv e se questi vengono a mancare ? Sono proprio le tv che vogliono far riprendere il campionato perché in alternativa perderebbero gli introiti da pubblicità/abbonamenti. Insomma , contano solo i soldi e sono tantissimi.

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      1. Dr Bobetti - 7 mesi fa

        Credo che la separazione del calcio dal resto degli altri sport sia grave. Un’industria importante mentre altre discipline no o molto meno? Probabile ma un’industria sana e capace prevede anche il cosiddetto disastro e quanto necessario per procedere al disaster recovery.
        Il calcio ha mostrato di non essere un’industria sana e di non essere organizzata. Anche solo pensare di finire la stagione in autunno penalizzando quella successiva è una follia legata solo a danari, a presidenti ingordi ed incapaci di pianificare, a dirigenti attaccati alla poltrona e procuratori che grassano su questo mondo.
        Il Covid è una tragedia ma può essere l’occasione per ripartire e rivoluzionare, potare i rami secchi; il calcio non lo fa ed oltre ad essere lo specchio della ns società perde totalmente il valore fondamentale dello sport.
        Il professionismo sportivo esiste, negli USA affronteranno una situazione come e peggio della ns e sapranno venirne fuori meglio e migliorando.

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        1. Granata - 7 mesi fa

          La pandemia è l’unica voce che nessuna assicurazione al mondo copre. Nemmeno i Lloyds che assicurano anche il numero di starnuti all’anno, per dire. Non esistono altri mezzi. Si potrebbe creare un fondo europeo di solidarietà a cui attingere pro/quota in questi casi ma al momento non c’è volontà.

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  6. jurcic69 - 7 mesi fa

    Caro Weatherhill, l’unica cosa certa lasciataci “dai virologi diventati star televisive“ (Quanto disprezzo ingiustificato nella sua retorica populista) è un numero: 22000 morti accertati a oggi in Italia. Probabilmente il numero reale è 2, 3 volte superiore. Non un cenno di rispetto per loro in questa sua tirata. Non provo neanche a chiederle di vergognarsi, visto la bile da lei diretta verso la prima affermazione di buon senso che malagò ha fatto negli ultimi 20 anni.

    Come proprio lei ha avuto modo di scrivere per anni, il calcio è sport e passione: è proprio il fatto che sia diventato il7% del pil a renderlo malato e distante dai suoi valori originari… sono senza parole. Che questa pausa ci riporti ai valori di un tempo ormai non ci spero più.

    Del resto c’era gente su questo sito che si lamentava per il rinvio di Toro Parma: abbiamo visto tutti cos’è successo con Atalanta Valencia.

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    1. turin - 7 mesi fa

      per essere uno che asserisce di essere rimasto senza parole, nei hai usate molte e tutte a sproposito. personalmente parole per un post del genere non ne sprecherò, nemmeno per criticare la solita definizione di populismo ormai usata a piene mani verso chi prova a fare un ragionamento non conforme alla vulgata corrente. Spero che weatherill passi oltre questo delirio scomposto e offensivo, e non rinunci a scrivere su questo sito. anche se, di fronte a commenti del genere, avrebbe tutte le ragioni di mandarci al diavolo

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  7. maxx72 - 7 mesi fa

    Bravo Weatherhill. Viva Gramigna e Tavecchio e abbasso Malagò. Ma fammi il piacere, cammina va.

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    1. turin - 7 mesi fa

      naturalmente weatherill non ha detto né viva gravina, né viva tavecchio. a volte basterebbe leggerle un po’ meglio le cose…

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      1. maxx72 - 7 mesi fa

        Ognuno la pensa come vuole e quindi non sono d’accordo con quest’articolo. Ma non ti preoccupare che l’ho letto molto bene e lo trovo veramente vergognoso.

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        1. turin - 7 mesi fa

          ovviamente puoi non essere d’accordo, ci mancherebbe. ma non puoi fare dire a weatherill ciò che non ha detto.

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        2. turin - 7 mesi fa

          e ciò che veramente è vergognoso,è chi sta utilizzando questa crisi da virus per portare avanti i propri scopi personali. quella che tu chiami vergogna, io invece lo chiamo coraggio di denuncia, perché non è facile mettersi contro un potente come malagò. e weatherill lo fa con il suo nome e cognome, non con un nick da forum. l’articolista qualche settimana fa ha postato un video, dove ha raccontato la battaglia che sta conducendo contro un tumore. è soggetto a chemioterapia, e quindi con tutte le difese immunitarie quasi azzerate. weatherill è proprio uno dei soggetti fortemente a rischio di morte per covid. e tu ti metti a parlare di vergogna? e quell’altro genio la sopra si mette a parlare di un supposto rispetto che non avrebbe avuto per i morti? lasciamo perdere, và, che è meglio

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          1. maxx72 - 7 mesi fa

            Intanto io il video NON l’ho visto perché sono stato fuori dal forum per un po’ di tempo. E naturalmente mi spiace molto. Ma io trovo gli argomenti e questa difesa di gramigna un pochetto fuori luogo. Poi io l’ho sempre detto:tante teste tante idee e io la mia me la sono fatta. Saluti.

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          2. turin - 7 mesi fa

            maxx… weatherill non ha difeso colui che tu definisci gramigna. eppure l’articolo è scritto in un italiano abbastanza chiaro. weatherill a semplicemente riportato una risposta data da gravina all’ennesima entrata in gamba tesa di malagò. visto che sei stato via dal forum per qualche tempo, ti informo che weatherill ha ripetutamente messo sotto critica il presidente della Federcalcio. ma siccome non è soggetto ad una furia cieca, ma solo al suo ragionamento, ha semplicemente evidenziato una risposta corretta di gravina all’evidente ingerenza scomposta del presidente del coni. un giornalista non deve vivere di antipatie o simpatie, deve solo analizzare i fatti come si presentano.

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