Il 26 giugno 1920

Il 26 giugno 1920

Nel Segno del Toro / Viene da domandarsi se non sia meglio, per la salute dei calciatori, limitare le partite ai classici canonici 90 minuti di gioco. Ma il brivido che ti danno in certi momenti i supplementari…

di Stefano Budicin
Ventura, Vittorio Pozzo, Pozzo

Cosa accadde il 26 giugno 1920? A quale evento curioso i tifosi torinisti hanno dedicato parte della loro attenzione inserendolo di fatto nel novero degli episodi salienti della storia granata? Qualcosa di leggendario, di sicuro. Certo, non a livello delle sacre prodezze di un Invincibile, né tantomeno qualcosa di drammatico o catastrofico o tremendo. Piuttosto, una prova di resistenza cardiaca, una sfida alle circostanze. In altre parole: la partita più lunga della storia del calcio nostrano.

In occasione del campionato 1920-21, si disputò a Vercelli uno spareggio con il Legnano per ottenere il diritto a partecipare ai gironi finali della stagione. Entrambe le squadre erano uscite dal torneo eliminatorio con una parità di punti. Il 26 giugno 1920 si tenne la partita che avrebbe definito una volta per tutte chi sarebbe avanzato in classifica e chi avrebbe fatto le valigie.

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Dopo i primi tempi regolari e i due supplementari, il risultato di parità non venne scalfito da alcun genere di minaccia. Così si decise di proseguire a oltranza, sperando che prima o poi capitasse di trovarsi di fronte al gol finale da parte di una delle due squadre. La rete, però, non arrivò mai. Il caldo, quel giorno di inizio estate, era troppo, eccessivo, intollerabilmente detestabile. Sciami di zanzare si divertivano a pungolare i giocatori quasi volessero ricalcare l’operato degli insetti che Dante affibbia agli ignavi nel terzo canto del suo Inferno. Il risultato lesinava a modificarsi e gli atleti si trovarono a dover giocare allo stremo, torturati dal caldo e dagli insetti e dalla frustrazione di non riuscire a smuovere il risultato neanche barando. 

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Dopo 158 minuti di gioco, l’arbitro si decise a interrompere il match, spronato dalla spossatezza estrema dei calciatori nonché da una cronica mancanza di lucidità mentale. Entrambe le squadre furono poi squalificate dal torneo. 

Il record per la partita più lunga mai disputata, anche se non ufficiale, si deve invece a un’amichevole di beneficenza tenutasi in terra teutonica. Il 31 maggio 2016, infatti, alle ore 22.00, due squadre amatoriali tedesche decisero di giocare con un unico obiettivo in testa: giocare per 111 ore senza interruzione. Lo scopo assolve all’intenzione di riportare il record dalla Scozia (per merito del The Craig Gowans Memorial Fund, che giocò per 105 ore) alla Germania. Orgoglio smisurato e anche masochismo furono insomma gli ingredienti che spinsero i giocatori dell’FC Hamburger Berg e del Vfl Wallhalben a darsi battaglia. Il 5 giugno, alle 7 del mattino, i giocatori riuscirono a raggiungere l’obiettivo che si erano prefissati e la partita si concluse col punteggio di 722 a 575 per l’Hamburger Berg. La festa che seguì alla vittoria fu celebre quasi quanto la partita. 

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Se invece vogliamo considerare un match di natura ufficiale, la torcia si deve allora passare alla partita tra Stockport County e Doncaster Rovers tenutasi il 30 marzo 1946 e che durò ben 203 minuti. 

Viene da domandarsi se non sia meglio, per la salute dei calciatori, limitare le partite ai classici canonici 90 minuti di gioco. Ma il brivido che ti danno in certi momenti i supplementari, carichi come sono di attese e aspettative, è qualcosa a cui nessun tifoso oserebbe mai rinunciare. E noi con loro.


Laureato in Lingue Straniere, scrivo dall’età di undici anni. Adoro viaggiare e ricercare l’eccellenza nelle cose di tutti i giorni. Capricorno ascendente Toro, calmo e paziente e orientato all’ottimismo, scrivo nel segno di una curiosità che non conosce confini.

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