Toro, quante partite, quante gioie, quanti amori

Toro, quante partite, quante gioie, quanti amori

Sotto le Granate / Calciatori e decorazioni possono cambiare, ma è sempre venuto un altro Natale

di Maria Grazia Nemour

Qualcuno – come me – blaterava sull’esistenza di un primotempotoro a cui seguiva il secondotempodeglialtri. Miha ha voluto smentire questa tesi: possiamo essere deludenti già nel primo tempo, senza problemi.

Fortunatamente Belotti, col Genoa, si è ripreso il secondotempodeglialtri e l’ha fatto Toro. Tutto quello che tocca Belotti, diventa Toro.

Del primo tempo mi ricordo solo i buchi dei tanti seggiolini vuoti sugli spalti e i fumetti di freddo intorno alle parole: ma dov’è il Toro?

Il portiere Lamanna rischia l’assideramento nel primo tempo, non uno del Toro che lo faccia giocare. Ninkovic, Cofie e Simeone hanno più attenzioni nei confronti di Hart e lo chiamano in causa più di una volta. E Hart, gioca.

Al coro “Torino, è stata, e resterà granata” dei genoani echeggia un piemontese “Finchè vivrò, odierò il blucerchiato”. Scambio di affettuosità natalizie tra tifoserie amiche.

Il Genoa c’ha il fisico e sceglie lo scontro uno contro uno. Perfino il quindicenne Pellegri, c’ha il fisico. E ora c’ha pure il record: il più giovane esordiente in serie A. Ma bravo.

In conferenza stampa hanno chiesto a Miha cosa abbia detto nello spogliatoio per rinvigorire la squadra, prima di ributtarla in partita. Lui ha tergiversato. Io, un’ipotesi ce l’ho: credo abbia ascoltato i Senso Unico sul campo, durante l’intervallo, e poi abbia spalancato la porta cantando: “Gigi Meroni, quante partite, quante gioie, quante amori”.

Lì, sono partiti i cori dei titolari, riserve, tutti.

Secondo tempo, ci siamo!

Quattro minuti e Lijajc batte la punizione, Belotti gol.

Belotti l’ho attaccato sul mio albero, è la pallina che brilla di più quest’anno. Sto attenta che non si scheggi – tutti ad attentare al nostro gioiello, in questo campionato – e che non sbiadisca il granata. Vorrei che non cambiasse colore, mai. L’ho chiesto a Babbo Natale, lui ha alzato le spalle e mi ha risposto: per quest’anno è granata, il prossimo poi ci pensiamo.

Le palline sudamericane se ne torneranno al caldo, per le feste. Barreca, può tornare a San Francesco anche col motorino, o magari se ne va dai parenti in Sicilia. Belotti nel bergamasco, Miha in mihajlovicandia.

Guardando l’albero granata ho pensato che da tanto non brillava così, a Natale: 28 punti, con altri tre che balleranno a Reggio Emilia, dopo la befana.

Bene, mangiamoci il panettone brindando alla vittoria contro il Genoa. L’albero granata ha tanti rami quanti sono i suoi affezionatissimi club, tanti aghi quanti sono i bambini che sognano la maglia e il cappellino granata per questo Natale. Calciatori e decorazioni possono cambiare, nel maggio da dimenticare è rimasto completamente spoglio il nostro albero, ma perfino allora si è ripopolato, senza inaridire. Fallimento, serie B.  È sempre venuto un altro Natale.

Toro, quante partite, quante gioie, quanti amori.

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