Black out granata: dove non sta la svolta

Black out granata: dove non sta la svolta

ToroSofia / Torna l’appuntamento con la rubrica di Elisa Fia: “Non trovata alcuna conferma, la Dacia Arena ha lasciato sicuramente tanti dubbi”

di Elisa Fia
Non si incontrano poche difficoltà nel ragionare su una partita come quella della scorsa Domenica. Udinese-Torino è stato sicuramente un match in cui la squadra granata si è ritrovata a fronteggiare le innumerevoli difficoltà che sembrano dispiegarsi, a più riprese, nell’assetto del Toro, catalogabile come irriconoscibile e tale aggettivo non va additato come un eufemismo. Se durante il match con il Napoli si era venuta a sottolineare da sé la compattezza della squadra, durante la scorsa partita sembrava di vedere una totale inversione rispetto alle sorti del legame tra apparato difensivo ed offensivo, per non parlare di un centrocampo apparentemente stordito che è riuscito a filtrare poche azioni, quasi nulle, data la mancata finalizzazione.
Stavolta nemmeno i guizzi di Belotti sono serviti a molto: non vi è stato gioco e sicuramente, a fronte di ciò, nemmeno il numero nove granata ha potuto brillare come da consuetudine. Non trovata alcuna conferma, la Dacia Arena ha lasciato sicuramente tanti dubbi, soprattutto riguardo al futuro di Mazzarri ormai confuso e perso di fronte alla prestazione dei suoi. Basti pensare al finale di partita dove è stato Frustalupi a dare le indicazioni, mentre il mister del Toro, seduto in panchina, non poteva far meno che scuotere il capo di fronte ad una squadra in balia degli avversari e di sé stessa.
L’all-in finale di attaccanti tentato dal tecnico granata nel secondo tempo non è stato altro che indice e sintomo di qualcosa che non va, di un’ arrembata della (ormai quasi persa) speranza, un tentativo di inversione rispetto all’andamento solito delle partite svolte con le “piccole”. Sicuramente ci sarà molto da analizzare rispetto alla partita con l’Udinese e altrettanto da comprendere durante il prossimo scontro all’Olimpico Grande Torino contro il Cagliari che sarà, quasi sicuramente, un punto di rottura: o dell’assetto della squadra o di questo andamento negativo.

Studentessa di Filosofia, classe ’98, presso l’Università La Sapienza di Roma. La scrittura ed il Toro sono sempre stati le mie più grandi passioni. Sono una persona determinata ed ambiziosa, che da sempre il massimo in tutto ciò che fa, specialmente se riguarda ciò che amo. 
Nei miei articoli cerco sempre di mettere tutta me stessa cercando di coinvolgere chi legge, provando a fornire al lettore più spunti di riflessione possibili. 
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  1. uiltucs.pesar_12159015 - 9 mesi fa

    Ormai è assodato che prendiamo un gol, perché non provare a farne uno in più degli avversari schierando sempre 2 punte?

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  2. loik55 - 9 mesi fa

    i dubbi ce li portiamo dietro dai preliminari di EL quando mister 2 ml all’anno ha regalato agli avversari la partita di andata, certo non dispone di una rosa di promettenti campioncini, ma NON RIUSCIRE nemmeno a capire quali sono i migliori su cui puntare all’interno della stessa, mi pare troppo, e poi mi sembra che altre squadre con rose di seconda scelta come bologna o lecce, cagliari , giochino dignitosamente a calcio con risultati!!!
    Prima si cambia meglio è

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  3. crocian_786 - 9 mesi fa

    Brava, articolo e critiche ineccepibili.
    A presto

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  4. alexku65 - 9 mesi fa

    Il black out segue un bagliore. Non io pare di averlo visto probabilmente era troppo flebile …

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