Una salvezza che non salva

Una salvezza che non salva

ToroSofia / “Questo campionato è sicuramente stato per il mondo granata un lampante punto di discesa, dove si è toccato il punto senza tuttavia, e per fortuna, raschiare sotto il livello del suolo, cadendo totalmente nel burrone”

di Elisa Fia

Siamo ormai alle ultime battute di questo lungo, quanto strano, campionato, vissuto tra mille peripezie e risvolti inaspettati. 

A dir la verità, potremmo dire proprio che sia stato il campionato stesso a rivelarsi come inaspettato per il popolo granata, dato un precipitoso andamento della squadra che non avremmo pensato (quest’anno meno che mai) di vedere. 

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Se l’obbiettivo massimo era l’ Europa e quello minimo il decimo posto, sembrava che soltanto nel peggiore dei mondi possibili il Toro avrebbe potuto ritrovarsi a combattere per la permanenza in Serie A, un trito e ritrito obbiettivo salvezza che mancava gioiosamente da qualche anno. 

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Eppure l’esperienza insegna che, proprio quando è arrivato in cima alla montagna, ogni Sisifo si ritrova a vedere il proprio fardello rotolare nuovamente giù per il pendio, a dover rincorrere un equilibrio di un attimo ormai perduto ed a ricominciare la propria scalata da capo verso un nuovo obbiettivo, simile al precedente ma più solido di prima. 

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Questo campionato è sicuramente stato per il mondo granata un lampante punto di discesa, dove si è toccato il punto senza tuttavia, e per fortuna, raschiare sotto il livello del suolo, cadendo totalmente nel burrone. Potremmo sì esultare perché il Toro si è salvato, ma tale salvezza è qualcosa che realtà sappiamo tutti non appartenere ad una squadra la quale rosa vale intorno ai centoquarantasette milioni.

Si parla di una salvezza che non salva, di una soddisfazione che non soddisfa, di un calcio d’angolo all’ultimo minuto che mette al sicuro un insignificante pareggio sul finale di partita quando la speranza, non vana, era la vittoria.


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  1. Junior - 2 settimane fa

    Non credo siamo mai stai in cima alla montagna, forse, in 15 anni, abbiamo risollevato la testa 2 volte: a Bilbao e 1 derby. Il resto è purtroppo molta sofferenza nel raggiungere risultati accettabili per una squadra che ambirebbe a rimanere tra le prime sei ma non ha le qualità necessarie a livello manageriale.
    Io credo Cairo sia un buon presidente, ha messo tante cose a posto rispetto a come stavano prima, in mano a faccendieri.
    Ma ora è tempo di cambiare marcia. È vero ha tenuto quasi tutti i giocatori dello scorso anno, ha alzato a tutti gli stipendi, ha speso 25M anche se io avrei preferito un centrocampista, un vero partner per il Gallo tipo alla Cerci ed un buon laterale come alla Zappacosta o Darmian.
    L’annata storta ci può stare ma non a questo livello con una squadra distrutta e soprattutto la difesa che sistematicamente deve affidarsi al solo San Sirigu e gli altri vanno per farfalle, soprattutto i centrali.

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  2. Bischero - 2 settimane fa

    Salvezza che non salva… Abbiamo un presidente che sui social ci ride su mascherato da sceicco arabo. Ma ci rendiamo conto? Sarà quello il suo modo di gettarsi a capofitto nel toro? Prendendoci per il culo?

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  3. fabrizio - 2 settimane fa

    questo campionato E’ la logica conclusione di una malagestione societaria che si protrae da circa 10 anni con risultati mediocri su tutti i fronti. Ed il prossimo anno, volenti o nolenti sara’ peggio. inutile fare finta di niente. Prima il frottolaio magico sparisce da torni prima si evitera’ il peggio. E con questo non voglio dire che debba vendere al primo ciarlatano di turno (giusto per evitare che i cairo boys si attacchino ai vari ciuccariello etc..)

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  4. Cuore granata 69 - 2 settimane fa

    Per me se fossimo retrocessi sarebbe stato un disastro ancor peggiore.avrebbe preso paracadute retrocessione venduto tanti intascato molto e comprato soliti farlocchi facendoli passare per gente ottima per ripartire e riportarci in a.detto ciò la nostra salvezza sarebbe finalmente un progetto serio che preveda stato di proprieta’, un dg all altezza, un mercato fatto di giocatori giovani ma anche di qualche certezza per cercare di lottare per stare nelle posizioni che contano per Europa.quindi io personalmente la salvezza non la butto..poi ci va un progetto serio e li purtroppo dopo 15 anni di fanfarate i sogni cadono nel nulla.sempre e solo per la maglia granata.

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    1. Cuore granata 69 - 2 settimane fa

      Stadio di proprieta..sorry

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    2. fabrizio - 2 settimane fa

      i farlocchi li ha gia’ comprati, Meite’ Aina, djiji

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  5. Luigi-TR - 2 settimane fa

    però…le cose sono due…o questa squadra come rosa valeva la retrocessione e quindi è stato un miracolo salvarsi e la Società ha le sue responsabilità oppure se nessuno e ripeto nessuno si aspettava un campionato così deludente significa che le colpe della Società sono minime in quanto aveva costruito una squadra che all’opinione di tutti doveva lottare per un posto UEFA…
    i campionati non si possono prevedere a tavolino o non si giocherebbe neppure ma le premesse e ciò che si era fatto non facevano pensare a quanto poi accaduto…quindi gli errori dove sono stati ? improvviso imbrocchimento dei giocatori ?
    problemi di spogliatoio ? errore a esonerare Mazzarri ? incapacità della Dirigenza a tenere unita la squadra ? Presidente poco presente ?
    io davvero non saprei…ma qualcosa non mi torna…

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    1. fabrizio - 2 settimane fa

      secondo la mia opinione, tutti i giocatori si aspettavano adeguati rinforzi per competere in EL, dato che cosi’ avrebbero potuto chiedere l’aumento di stipendi, e maggiore visibilta’ internazionale. L’immobilita’ sul mercato e gli acquisti ad minchiam all’ultima giornata di mercato hanno fatto venir meno la voglia di giocare a molti… adesso a salvezza acquisita molti avranno la scusa pronta per far le valigie senza essere visti come gente che abbandona l barca che affonda, protetti dal frottolaio magico..

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