Vittoria che vieni, vittoria che vai

Vittoria che vieni, vittoria che vai

ToroSofia / Torna l’appuntamento con la rubrica di Elisa Fia.”Un Toro che non vuole, in alcun modo, annegare”

di Elisa Fia

La vittoria con il Brescia è sicuramente stata una bella boccata d’aria per il Toro. D’altronde, tre punti così puliti e ben conquistati mancavano da tempo: è importante respirare dopo che si è stati per molto in apnea, così da poter non affogare di fronte ad un annegamento che sembra essere più vicino di quanto si potesse immaginare.

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Tuttavia, per quanto l’aria sembrasse buona, il Toro dall’acqua sembra non riuscire ad uscire ancora, tant’è che con l’Inter è tornato a risentire la pressione fino al collo, a sentirsi nuovamente soffocare.
Nonostante ciò, c’è da dire che la prestazione dei granata contro l’Inter non è stata totalmente da buttare, anzi ci sono stati molto segni di voler continuare a respirare, a non demordere di fronte agli ostacoli. C’è stata una buona spinta che, però, continua a non essere stata abbastanza per raggiungere l’obiettivo auspicato, ovvero la continuità nella vittoria, che così com’è arrivata, se n’è anche andata, con un risultato uguale ma ribaltato.

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Ora tutto ciò che c’è ora fare è credere in quegli sprazzi di Toro che si sono visti contro l’Inter e nel recupero di una continuità nella vittoria sulla scia di Brescia. Aspettando il match col Genoa tutto ciò che ci si può augurare è che la vittoria, come l’amore nella celebre canzone di De André, torni ad un Toro che non vuole, in alcun modo, annegare.


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9 Commenta qui

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  1. leggendagranata - 2 mesi fa

    Questo Toro manca di personalità e di caparbietà, più ancora che di tecnica. E’ lo specchio del suo allenatore, un giovane non incapace, ma troppo titubante che ci ha messo un bel po’ di tempo a capire che la squadra doveva cambiare registro rispetto all’ impostazione mazzarriana. Col Brescia e con l’ Inter si sono visti sprazzi di gioco, il Genoa dovrà dare delle conferme. La scelta della formula a tre punte (Belotti-Zaza-Verdi, altro non passa il convento) è un segnale che Longo ha capito che davanti il gioco era troppo asfittico: non si tirava mai, si creavano pochissime occasioni da gol. Visti i risultati di ieri, dubito che si vada in Serie B anche se si pareggia col Genoa, ma certo la squadra e il suo tecnico devono tirare fuori gli attributi.

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  2. Gian - 2 mesi fa

    Ci vorrebbe un Billy Beane

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  3. policano1967 - 2 mesi fa

    La fiorentina ci porge la salvezza su un piatto d oro.vediamo se siamo caparci di castrarci da soli ora.i dubbi li ho

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  4. Guevara2019 - 2 mesi fa

    Nel frattempo ottimo risultato a Lecce, ora dipende anche da noi, dispiace per Nicola ma noi non dobbiamo avere pietà. A – 7 Genoa e – 8 Lecce equivale a mezza salvezza, tenuto conto che Genoa contro il Lecce a Marassi sarà uno spareggio per loro.

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  5. Ardi - 2 mesi fa

    Ho molta paura per due principali motivi per la sfida contro il genoa. La rosa ultra ristretta e quindi la condizione fisica e la difficoltà di fare cambi, ed il coraggio che stanno dimostrando i genoani rispetto alla nostra pavidità. Una terza cosa è il menefreghismo di diversi nostri giocatori, a differenza della fame che vedo in quegli altri. Domani farò macumbe e scongiuri tutto il giorno

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  6. bloodyhell - 2 mesi fa

    articolo incomprensibile, che lambisce la soglia di un’inutilità conclamata

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  7. grammelot - 2 mesi fa

    Patetica, veramente patetica.

    E lasci stare il Grande Faber….e soprattutto non lo tiri in ballo per giustificare la cairese, che nulla ha a che fare con il Toro.

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    1. Gallochecanta - 2 mesi fa

      Con tutte le boiate che tutti scrivono, io per primo, potremmo essere un po’ più di incoraggiamento per questa giovane ragazza del 98.

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      1. grammelot - 2 mesi fa

        Assolutamente d’acoordo con te, ma in questo momento c’è bisogno di realismo e non di poesia, cantata o meno, specialmente dalle nuove generazioni che hanno scelto di tifare Toro (e non cairese).

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