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Coronavirus, l’emergenza ferma anche il Robaldo: la situazione

Il punto / Nel 2020 si sperava di posare la prima pietra nel nuovo centro sportivo granata

Luca Sardo

La telenovela Robaldo continua. L'emergenza coronavirus che ha costretto tutto il Paese a fermarsi (dalle manifestazioni sportive ai negozi, ovviamente esclusi quelli alimentari e le farmacie) si ripercuoterà anche sul rallentamento della costruzione del nuovo centro sportivo destinato alle giovanili del Torino. La società aveva previsto di posare la prima pietra nel 2020 (QUI i dettagli) ma a causa della diffusione del virus tutto si è bloccato.

LA SITUAZIONE - Il terreno di strada Castello di Mirafiori che diventerà il quartier generale del settore giovanile il Torino se lo è aggiudicato in concessione nel 2016 ma, a oltre quattro anni di distanza, i lavori di ristrutturazione non sono ancora partiti. Dopo vari passaggi per ottenere il via libera per la ristrutturazione del centro sportivo, lo scorso febbraio la società ha ricevuto l’approvazione definitiva del Consiglio Comunale. Ma arrivati ad oggi, dell'inizio dei lavori non c’è nemmeno l'ombra. Lo scorso gennaio il presidente Cairo aveva risposto a qualche tifoso sul proprio account Instagram dicendo: "Del Robaldo dico che abbiamo fatto un'asta e l'abbiamo vinta nell'aprile del 2016 (in realtà era marzo, ndr), quando ancora era sindaco Fassino. Da allora stiamo aspettando di poter partire per fare i lavori e costruire un centro sportivo in cui riunire le squadre del settore giovanile. E qualcuno dà a noi, che siamo le vittime, la responsabilità di questo ritardo". Ora tutto è in stand-by a causa del Covid-19, ma una volta terminato questo periodo la speranza è quella che i lavori inizino e terminino in un lasso di tempo tale che il centro sportivo possa essere pronto per la stagione agonistica 2021/2022,  ma in questo clima di incertezza anche il Robaldo dovrà (ancora) aspettare.

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