Torino femminile, Cairo conosce i rischi: serve decidere sulla prima squadra

Torino femminile, Cairo conosce i rischi: serve decidere sulla prima squadra

News / Fin qui la quota rosa era gestita da Pianotti e Bava, la voce dell’acquisizione dell’Orobica è infondata ma è comprando un’altra società che il Torino potrebbe inserirsi nei campionati professionistici

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto

Il Torino ha bisogno di una Prima squadra femminile altrimenti rischierà di perdere il lavoro degli ultimi anni. Una situazione della quale Urbano Cairo è al corrente e dovrà decidere su come intervenire. Sulla situazione avevamo scritto in passato quali sono i pericoli che corre il mondo femminile granataGran parte dell’Under 19 di Tatiana Zorri dalla prossima stagione non potrà più giocare nei campionati giovanili, se non tenendo qualche ragazza (magari quelle più acerbe) come fuoriquota. Per questo serve che il Torino si attrezzi ad avere una Prima squadra: non bisogna perdere gli investimenti e il lavoro fatto su queste ragazze negli anni passati. Le possibilità sono due: istituire una squadra ex novo e partire dall’Eccellenza o rilevare un titolo sportivo di una squadra che giochi in categorie superiori.

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LA SITUAZIONE – La seconda possibilità è quella più chiacchierata negli ultimi giorni: sono circolate voci sulla possibilità che il Torino acquisisse l’Orobica, società bergamasca ultima nel campionato di Serie A. Ma non è possibile comprare i diritti sportivi di club di altre regioni. Salvo eventuali deroghe, quindi, il Torino dovrà guardare in Piemonte. Nella massima serie, a parte la Juventus, non ci sono società piemontesi e quindi i granata dovranno guardare tra Serie B (dove c’è la Novese) e in Serie C. Nella terza serie la lista di papabili aumenta: si parte dal Torino Women (storica società che spera di confluire nel Torino senza fin qui aver suscitato grande interesse), ma ci sono anche il Pinerolo, la Juventus Torino e la Biellese.

DECIDE CAIRO – Per questo motivo per il Toro gli investimenti più importanti potrebbero essere fatti acquistando i titoli sportivi di Novese o Torino Women. Entrambe le società, se i campionati non dovessero ripartire, potrebbero essere promosse d’ufficio per meriti sportivi (come successo alla Fiorentina quando dalla C2 passò alla B). Finora sull’argomento hanno lavorato Marco Pianotti, responsabile dell’area femminile, Paolo Polesenani e Massimo Bava. Chiaro che nella situazione di transizione societaria attuale, questo argomento potrebbe anche passare in secondo piano. E soprattutto, l’ultima parola spetterà a Cairo. Sarà il presidente a decidere se e come intervenire. Rimane l’importanza di poter consegnare un futuro alle proprie ragazze, che in questi anni hanno dimostrato di avere talento. Poi Cairo valuterà la possibilità migliore e a quel punto il Torino potrà inserirsi nel panorama delle prime squadre femminili.

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  1. Paul67 - 1 settimana fa

    Cairetto si concentri sulla prima squadra e settore giovanile, che sono già molto sotto la loro fama.
    Nn ho niente contro il calcio femminile,ma se devi intraprendere una strada nuova è meglio che lo fai seriamente e nn al risparmio come è abitudine del Ciarlatano di Masio.

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  2. Garnet Bull - 1 settimana fa

    A me il calcio femminile non fa impazzire per gioco mostrato, ma penso che in futuro possa crescere, quindi se potessimo permetterci la gestione di una squadra femminile sarebbe una buona opportunità di guadagno e ulteriore visibilità… E sotto il controllo di bava penso che potrebbe avere successo

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  3. CUORE GRANATA 44 - 1 settimana fa

    Con il dovuto rispetto che merita il calcio femminile,movimento in crescita anche per l’entusiasmo che portano le giovani e neofite calciatrici,direi che per Torino fc formare una squadra “professionistica”sarà una questione “non prioritaria” nel contesto di una Società che nella sostanza dovrà essere pressochè rifondata.Esiste già una “Primavera” e dunque penso che il Patron deciderà di proseguire in tal modo.Non verrebbe disperso “il gruppo”che,a mio parere,farebbe da traino alle tante giovani che in questi ultimi anni hanno infranto “il tabù” di un calcio declinato solo al maschile.FVCG!!

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  4. Granata - 1 settimana fa

    2 cosucce, a Cairo tocca l’ultima parola così come accade in tutte le società. Basta con sta storia che Cairo Cairo Cairo. In tutte le società del mondo le decisioni sono in capo a chi ci mette i soldi ed il Toro fa come fanno tutti, nessuno escluso ( se qualcuno ha prove contrarie, anziché mettere meno, scriva e ne parliamo ). La seconda questione è che Cairo sceglierà la soluzione meno costosa,non la migliore, e se potrà evitare l’investimento, eviterà.

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    1. Madama_granata - 1 settimana fa

      Il parere dell’ “esperto” Granata mi conforta.
      Più volte ho detto, scritto e ribadito che la decisione finale, per ciò che riguarda il Toro almeno, spetta a Cairo, perché è lui che ci mette i soldi.
      Noi tifosi possiamo dire il nostro parere, approvare, protestare, andare o non andare allo stadio, fare o non fare l’abbonamento TV: alla fine è lui che decide perché, ribadisco, i soldi sono suoi.
      E per investimemti e scelte sbagliate è lui che “ci rimette”.
      Come nel Toro, ovviamente, succede in tutte le squadre, anzi in tutte le imprese: chi “paga” ha l’ultima parola.
      Per questo sono stata criticata e mi sono più volte sentita dare dell’incompetente.
      Oppure mi dicono che sono troppo filo-Presidente, che sto dalla parte di Cairo e che lo difendo sempre.
      Non lo difendo sempre, spesso non condivido le sue decisioni, ma sostengo che, se le cose vanno male, il primo a rimetterci pecuniariamente è lui.
      Ora, meglio di me, Granata ha espresso lo stesso concetto.

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      1. Immer - 1 settimana fa

        Che i soldi siano suoi ho i miei dubbi. Il toro esisye perché ci sono i tifosi cioè noi, Cairo ora come ora gestisce i soldi delle tv e tutte le entrate. Una sola cosa può fare lui cercare di aumentare il fatturato coinvolgendo sempre noi i tifosi, però anche questo a mio parere lo fa male perché non ha interesse. Perciò adesso che sia un santo e tira fuori un sacco di soldi, io ci andrei cauto a dirlo.

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        1. Granata - 1 settimana fa

          Che non abbia interesse è sbagliatissimo. Che abbia messo ad occuparsene persone altamente incompetenti si, assolutamente.

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          1. Immer - 1 settimana fa

            Io intendevo che lui non ha interesse a far crescere il brand del toro far aumentare interesse e tifosi del toro

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      2. Paul67 - 1 settimana fa

        Cara @Madama, ma ci credi veramente che Cairetto metta soldi propri?
        E se fa scelte sbagliate ci rimette solo lui? Il popolo GRANATA nn ci rimette se compra bidoni a prezzo di top players?
        Hai una visione da anni 80 del calcio, sei indietro di 40 anni, oggi di imprenditori italiani che mettono denari propri nel calcio nn esistono.

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