Torino, Garetto è il simbolo di una Primavera che vuole crescere con umiltà

Torino, Garetto è il simbolo di una Primavera che vuole crescere con umiltà

Dopo il match / I granata da novembre stanno migliorando sia come individualità che come gruppo, il salto di qualità non è utopia

di Roberto Ugliono, @UglionoRoberto
Garetto Torino Primavera

Al termine della vittoria con la Roma, Marco Sesia – allenatore della Primavera del Torino – oltre a sottolineare la prova di gruppo, ha voluto complimentarsi soprattutto con Marco Garetto. Il centrocampista classe 2001, un anno fa campione d’Italia con la Berretti di Massimiliano Capriolo, può essere preso benissimo a modello di una squadra che con la giusta mentalità sta superando le difficoltà. Con la Roma, esattamente come all’andata, si è visto tutto il carattere che storicamente è proprio di chi veste i colori granata. Dopo aver sistemato la fase difensiva, che ora funziona quasi a meraviglia, pian piano è iniziato a migliorare anche il gioco. Insomma, piano piano Sesia ha aggiunto i giusti tasselli per costruire una compagine in grado di salvarsi.

GARETTO – Per questo motivo Garetto può essere preso a modello. Prima della trasferta a Roma, aveva giocato appena 230 minuti in 13 minuti in questo campionato Primavera (una media di 17 a match). Sabato mattina non solo ha saputo tenere bene il campo per 94 minuti, ma ha anche sfoderato la sua migliore partita stagionale, colpendo anche una traversa dopo 11 minuti.”Non voglio togliere niente a nessuno, ma oggi Marco (Garetto ndr) merita tutti i complimenti. Sono veramente soddisfatto di quanto abbia fatto” le parole di Sesia nel post partita. Il tecnico granata spiega anche quanto lavoro ci sia stato fin qui sul ragazzo e da parte dello stesso centrocampista, motivando così i complimenti: “si è allenato con costanza e ha giocato poco. Ha avuto un grande atteggiamento da professionista“. Garetto rientra a pieno tra quei giocatori che fin qui hanno visto poco il campo, ma sul rettangolo di gioco non hanno mai fatto mancare l’impegno e la serietà nel rispetto delle scelte del tecnico e della squadra.

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TASSELLI – Questo spirito è ciò che sta permettendo al Torino di tenersi a distanza dalla zona playout migliorandosi di giornata in giornata. Emblematici una serie di risultati che altrimenti non sarebbero potuti arrivare: i pareggi in trasferta con l’Inter, la Juventus e l’Atalanta, sommati alla vittoria a Roma. Tutti questi esempi sono figli di quei tasselli di cui si parlava. Allo stesso tempo, la consapevolezza acquisita di poter dar filo da torcere a squadre più attrezzate, deve far rimpiangere ancora di più la battuta d’arresto casalinga contro il Napoli. Il Torino ha dimostrato di avere qualche difficoltà in più contro le squadre meno blasonate. La salvezza passerà proprio da questo aspetto ed è probabilmente l’ultimo tassello, quello mancante, per far sì che i ragazzi di Sesia possano togliersi delle belle soddisfazioni.

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  1. Come un pugno chiuso - 2 settimane fa

    bravo Marco! continua così !

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  2. FORZA TORO - 2 settimane fa

    bravo Garetto,ma la trversa che ha colpito è stato un gol mangiato,ma capita anche ai campioni,forza Marco

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