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Esclusiva

Carlo Grande a TN: “Voto al Toro? 6+. Vorrei un Cairo più simile a Commisso”

Carlo Grande a TN: “Voto al Toro? 6+. Vorrei un Cairo più simile a Commisso” - immagine 1
In esclusiva su Toro News le parole dello scrittore, grande tifoso granata. La sua è un’analisi a 360° sul Torino di oggi e di domani
Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

In esclusiva su Toro News le parole di Carlo Grande, scrittore, sceneggiatore e giornalista di Torino e del Toro. Già direttore della rivista di Italia Nostra, è autore di romanzi di successo come La via dei lupi (2002), con il quale ha vinto il Premio Grinzane Civiltà della Montagna e il Premio San Vidal a Venezia, e La cavalcata selvaggia (2004). Fuori dai libri, è comunque il Toro la sua più grande passione. Con lui abbiamo fatto un primo bilancio di quanto accaduto al Torino nel primo terzo di stagione.

Buongiorno Carlo. Al 21 novembre siamo in linea con le sue attese?“Più o meno mi aspettavo quello che è successo. Mi aspettavo che le seconde e le terze linee non fossero all’altezza. Sono state fatte delle scommesse che fin qui non sono state vinte, vedi Seck e Vojvoda. Juric non ha sugli esterni la qualità che avrebbe desiderato. Diciamo che il voto del Torino da agosto a oggi è un 6+. Ci siamo ripresi nelle ultime settimane, ma le ferite di Milano con il Milan e del derby sono difficili da rimarginarsi. Ora abbiamo cambiato modulo e qualcosa di nuovo si è visto”.

Da uomo che lavora con le parole, a suo giudizio Cairo ha fatto bene a sollevare una polemica così accesa e aspra contro le ultime direzioni arbitrali?“Ha fatto bene. Questa è la parte pubblica, ma ciò che conta è la lotta nei palazzi, dove Cairo dovrà farsi sentire. I torti sono stati tanti e ci siamo giocati troppi punti. Il Torino viene trattato con troppa sufficienza. Ormai è da due anni che con il Monza ci sono errori. Nei derby ci siamo abituati da Trezeguet in avanti. Gli arbitraggi sono stati piuttosto scandalosi, anche se poi siamo noi stessi che ci facciamo del male. Sono un ammiratore di Juric: ci ha dato un’anima e una struttura solida. Però, ci sono delle cose che non capisco. Ad esempio: come si può insistere così tanto con Vanja Milinkovic-Savic? Aspetti che mi sfuggono. Ho giocato nei pulcini del Torino, poi non ho fatto una grossa carriera e quindi mi possono sfuggire alcune cose. Chiunque ami il calcio si accorge che in questa squadra ci sono delle falle: ogni volta che si fa un passo in avanti, si torna indietro. Questo da tifoso mi dà molto fastidio”.

Le è piaciuto Ivan Juric dal punto di vista comunicativo in questo strano autunno granata? Juric è fatto così. È una persona genuina ed emotiva. In certi momenti non riesce a trattenersi. Meglio questa modalità piuttosto che un atteggiamento al ribasso come quello visto nelle stagioni precedenti. Cairo è un ottimo imprenditore, ha ottenuto grandi risultati nell’editoria. Nel calcio deve dare ancora il meglio e deve sforzarsi di più perché noi tifosi vogliamo giocarcela sempre per le prime sette o otto posizioni. Non pretendiamo lo Scudetto ma al momento siamo lontani da quella realtà che noi tutti auspichiamo”.

Può dare ancora il suo meglio Cairo dopo una militanza che nel 2023 è diventata maggiorenne?“Questa domanda andrebbe fatta a lui. Considerato quanto accaduto fino ad ora, non credo. Non riesce proprio a far fare il salto di qualità. Se avesse voluto, avrebbe potuto in questi diciotto anni. Cito Rocco Commisso. Ha un carattere spigoloso e polemico, ma è indubbio che negli ultimi tre anni ha fatto cose importanti a Firenze in campo e fuori dal campo. Sta lavorando concretamente. E la Fiorentina negli ultimi anni ci ha tolto alcuni giocatori importanti dal mercato. Mi piacerebbe che Cairo si modulasse sulla presidenza Commisso”.

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Da qui a Natale da chi si aspetta di più?“Mi aspetto di più da Vlasic e Sanabria, due perni del nostro gruppo. Sanabria ci ha abituati bene da gennaio a giugno. In attacco con Zapata al fianco può crescere tanto. Vlasic è uno splendido ragazzo che si impegna tantissimo ma è ancora imballato. Lo stesso Juric si aspetta tanto da entrambi”.

E da Radonjic?“Sono anni che tutti lo aspettano. Seguo molto il Marsiglia e so per certo che i tifosi non vedevano l’ora di salutarlo. Da lui non mi aspetto granché, considerato quanto espresso finora in granata”.

Se fosse chiamato a decidere, nel 2024/2025 punterebbe ancora su Ivan Juric?“Io continuerei eccome con Juric. Bisogna accontentarlo, anche se già quest’anno si è andati incontro alle sue richieste. Spero che Juric non si sia stufato del Torino. A Verona se ne andò di colpo. A mio giudizio è concretamente il miglior tecnico per il Toro: ci tiene per il bene della squadra e vuole fare bene il suo lavoro. Ha dato presenza atletica e voglia di combattere. Ha litigato con alcuni suoi giocatori perché non rendevano abbastanza. Uno così lo terrei e gli metterei a disposizione quel pizzico di qualità in più che ci permetterebbe di essere da parte sinistra della classifica”.

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