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Jarni a TN: “La Croazia aspetta il miglior Pjaca. Brekalo? Può ancora crescere”

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In esclusiva su Toro News l’ex granata ci parla dei suoi connazionali Juric, Brekalo e Pjaca

Andrea Calderoni

Era la stagione 1993/1994, il Torino finì ottavo in campionato e raggiunse la semifinale di Coppa Italia. Con la maglia granata giocava, tra gli altri, Robert Jarni. Classe 1968, arrivò sotto la Mole dal Bari e dopo una stagione fu acquistato dai rivali della Juventus che lo seguivano già dai tempi della sua esperienza pugliese. Con il Torino quasi 25 presenze per il croato di Čakovec, che dal 2007 allena e lo ha fatto non solo in Croazia ma anche in Ungheria e India. Jarni si è concesso in esclusiva a Toro News per parlare del Torino più croato di sempre e per parlare dei suoi connazionali Ivan Juric, Josip Brekalo e Marko Pjaca.

Buongiorno Robert, quanto conosce il suo connazionale Ivan Juric?

“Lo conosco personalmente ma non ci siamo visti tante volte. Lui fa parte, ahimè, di un’altra generazione. Io sono ormai vecchietto”.

Come giudica i primi mesi granata di Juric?

“Ho visto che all’inizio Ivan ha avuto qualche problema con il presidente. Juric ha fatto molto bene. Aver lavorato con Gasperini agli albori della carriera l’ha certamente aiutato. Essere stato al Genoa vice di Gasperini l’ha fatto maturare, poi ha intrapreso la sua strada. A Verona ha fatto cose grandissime. Sta lavorando molto bene”.

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Com’è cambiato il Torino?

È cambiato soprattutto in difesa. Il rendimento della retroguardia è cresciuto in maniera evidente. E poi anche in attacco il Torino d’oggi ha alcuni giocatori di una certa qualità”.

Parliamo degli altri due croati. Partiamo da Marko Pjaca: che ne pensa del trequartista?

“Pjaca era un grandissimo talento. Purtroppo per lui ha avuto gravi problemi con le ginocchia. Può cambiare da solo le partite. Ora dipende tutto da lui e dal suo fisico. Deve tornare ad avere la forza per 90 minuti e credo che potrà essere una rivelazione della stagione del Torino”.

E su Josip Brekalo?

“Ha avuto un’importante esperienza in Germania. È un giocatore che considero molto interessante. Brekalo è velocissimo. Il gioco tedesco è diverso rispetto a quello italiano. Sta facendo ottime cose anche al Torino e sono convinto che può crescere ancora”.

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E in Croazia come sono considerati?

“Ci sono certi dubbi su Pjaca. Sono dubbi legati alla sua integrità fisica. Tutti aspettano il ritorno di Pjaca ad altissimi livelli. Prima degli infortuni, era un giocatore semplicemente meraviglioso: faceva quello che voleva. Ha la tecnica e la forza. È un giocatore molto importante. Brekalo è velocissimo, controlla molto bene il pallone e fa qualche gol. È un grande uomo assist, come ha già dimostrato in Germania”.

Il suo ricordo personale del Torino?

“Sinceramente posso dire con tutta tranquillità che il Torino è stata la squadra più unita nella quale ho giocato. Eravamo un gruppo eccezionale e mi sono divertito tantissimo. C’era un grande clima nello spogliatoio. Era tutto molto bello. Ho un bel ricordo anche dei tifosi granata”.

Nel 2021 cosa fa Robert Jarni?

“Sto cercando una panchina. Il Covid ha ostacolato un po’ il cammino. Bisogna avere pazienza, poi qualche spiraglio si aprirà. L’unico posto in cui mi trovo davvero bene è il campo da calcio. Mi piace allenare”.

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